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Previsioni 2015: Investec AM preferisce le azioni

Philip Saunders, Co-Head del team Multi-Asset di Investec Asset Management, è stato sorpreso dalla tenuta del mercato ai dati macro negativi per tutto il 2014 e le sue previsioni per la crescita globale per il 2015 sono positive. Secondo Investec AM le preoccupazioni sulla debolezza economica nel breve termine sono eccessive

di Redazione Soldionline 17 dic 2014 ore 13:41

A cura di Philip Saunders, Co-Head del team Multi-Asset di Investec Asset Management

Cosa l’ha sorpresa maggiormente nel 2014?

Credo che a sorprendermi più di ogni altra cosa sia stata la tenuta del mercato ai dati macroeconomici negativi nel corso di tutto il 2014, fino al mese di ottobre. Abbiamo assistito a un lungo periodo senza alcuna significativa correzione, nonostante alcune minacce abbastanza serie quali l’ISIS e l’energia, la fiacca crescita europea e la debolezza dell’economia cinese. In autunno si è verificata una correzione e credo che questo sia stato più salutare per i mercati.


2015_2Quali sono le sue previsioni per la crescita globale nel 2015?
Le mie previsioni per la crescita globale nel 2015 sono piuttosto positive. Mi sembra che alcune delle preoccupazioni per la debolezza economica nel breve termine siano eccessive. Anche se non mi aspetto che l’economia globale corra nel 2015, dovrebbe continuare a registrare una crescita positiva di poco superiore al 3% a livello internazionale, avvicinandosi molto a quello che è successo negli ultimi anni. La composizione di questa crescita si è modificata. Si è spostata dalle economie emergenti, dove abbiamo assistito a una crescita più debole, verso una più forte economia statunitense, che sembra marciare a pieni giri su diversi settori interni, compresa l’energia. Probabilmente la debolezza dell’economia cinese persisterà, ma si tratta di un rallentamento  della crescita e ritengo che le aspettative sull’Europa siano eccessivamente negative. Credo che il contesto generale di crescita sosterrà i mercati azionari. L’economia globale non spiccherà il volo e ritengo che i tassi d’interesse possano rimanere bassi. È possibile che l’inflazione nel mondo arrivi a livelli abbastanza bassi, consentendo alle banche centrali di perseguire politiche monetarie accomodanti, che dovrebbero sostenere la crescita.
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A quale tipo di crescita stiamo assistendo e come influenza i cicli di mercato?
Il tipo di crescita al quale stiamo assistendo è abbastanza anemico e sbilanciato. Molte economie si trovano in fasi diverse dei cicli, situazione che definiamo crescita asincrona, ovvero non sincronizzata e, di conseguenza, non così dinamica come si è verificato in passato nei periodi in cui tutte le economie tendevano a rafforzarsi in maniera coordinata. Questa situazione è abbastanza buona per gli investitori poiché la crescita troppo forte tende a produrre inflazione, che a sua volta tende a incoraggiare le banche centrali a irrigidire le proprie politiche. Non mi sembra che assistiamo a uno scenario simile e non credo che vi assisteremo per un certo tempo. Bassa inflazione, bassi tassi d’interesse e un ciclo economico lungo sono elementi positivi in particolare per i mercati azionari e questo significa anche che i tassi d’interesse reali di lungo termine non dovranno crescere in modo  spropositato.


Quali sono i maggiori rischi in questa visione?

Credo che il rischio maggiore sia la deflazione piuttosto che l’inflazione. Non mi sembra che l’inflazione possa essere un problema perché ci troviamo in un ambiente fondamentalmente deflazionistico. Al momento la crescita globale è sbilanciata perché è eccessivamente dipendente dalla performance dell’economia statunitense. Penso che l’economia americana si comporterà bene e questo aiuterà a sostenere la crescita a livello internazionale, in un momento in cui altre economie si devono adattare. Tuttavia, se l’economia americana si indebolisse significativamente, comprometterebbe la mia previsione di crescita globale, in quanto aumenterebbe i rischi e colpirebbe gli utili societari. La mia visione sull’azionario dipende da utili societari consistenti. In pratica, il settore corporate si sta comportando meglio delle economie nazionali e mi aspetto che continui a farlo.
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Come posiziona il suo portafoglio?

I miei portafogli rispecchiano attualmente una preferenza strategica verso le azioni. Ritengo che i mercati azionari abbiano valutazioni corrette ai livelli attuali e che siano generalmente supportati da una migliore dinamica degli utili. Preferisco inoltre le azioni del settore growth ad altri asset growth, come le obbligazioni high yield o il debito dei mercati emergenti. La tendenza verso le azioni è inferiore rispetto all’estate del 2012, ma è ancora positiva e bilanciata da asset difensivi. Continuo a tenere obbligazioni, anche se i rendimenti sono al momento relativamente bassi, semplicemente perché mi sembra che il  principale rischio per il mio scenario di base sia la deflazione. Questa indebolirebbe le prospettive di guadagno, indicando che i rendimenti potrebbero scendere anche più in basso dei livelli attuali.

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