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Pictet Asset Management preferisce l'azionario europeo

Gli esperti hanno mantenuto un giudizio positivo sulle azioni per via dell’accelerazione congiunturale e delle prospettive di un ulteriore sostegno monetario da parte delle banche centrali

di Redazione Soldionline 16 dic 2014 ore 10:53

A cura della Strategy Unit di Pictet Asset Management

Le azioni mondiali hanno chiuso il mese in rialzo, sostenute dalle aspettative che le banche centrali globali avrebbero preso le misure necessarie per evitare la delazione e dare impulso alla crescita.
Dopo l’allentamento monetario attuato il mese scorso dalla Bank of Japan, la Banca Popolare Cinese ha ridotto i tassi d’interesse di riferimento per la prima volta in oltre due anni, indicando altresì di essere pronta a varare ulteriori misure espansive per contrastare il rallentamento dell’inlazione.
La Banca Centrale Europea ha dichiarato inoltre che avrebbe intensificato gli acquisti di asset per rilanciare la stagnante economia dell’Eurozona.

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strategia_5Le piazze statunitensi hanno sovraperformato quelle dell’Europa, del Giappone e dei mercati emergenti, grazie al vigore della spesa al consumo e dell’attività manifatturiera emerso dai dati economici.
I mercati emergenti hanno evidenziato un andamento generalmente piatto, in quanto i guadagni in Sudafrica, Turchia e Indonesia sono stati annullati dalle perdite in Russia, Brasile e Corea.
I mercati del reddito fisso hanno chiuso il mese invariati o in calo; le emissioni sovrane e le obbligazioni investment grade statunitensi hanno sovraperformato i loro equivalenti high yield e dei mercati emergenti.
Nell’eurozona la prospettiva di ulteriori misure espansive da parte della BCE ha spinto i rendimenti dei titoli di Stato ai minimi record. Il debito emergente sia in valuta locale che in valuta forte ha subito una flessione, penalizzato dalla debole crescita nel mondo in via di sviluppo.
I prezzi del petrolio hanno continuato a calare, registrando una diminuzione di quasi il 19% sul mese e toccando un minimo quadriennale inferiore a 75 Dollari al barile. L’oro nero ha ceduto quasi il 40% da giugno, per l’acuirsi dei timori riguardo alla debolezza della domanda sulla scia della modesta crescita globale e all’abbondante offerta. La decisione di astenersi da un taglio della produzione, presa dall’OPEC durante la riunione di novembre, non ha fatto che accentuare la correzione.
Di conseguenza, la flessione dei prezzi del petrolio ha spinto al rialzo i titoli del settore dei beni voluttuari, che hanno guadagnato oltre il 5% durante il mese.
Nei mercati valutari, il dollaro statunitense ha registrato un ulteriore apprezzamento rispetto alle principali valute e alle divise dei mercati emergenti, sostenuto dalle aspettative che il vigore della crescita statunitense indurrà la Federal Reserve a cominciare a rialzare i tassi d’interesse il prossimo anno. Il dollaro ha raggiunto un massimo settennale di quasi 119 yen, dopo che i dati hanno indicato una ricaduta in recessione dell’economia giapponese, accrescendo le prospettive di ulteriori misure di allentamento da parte della bak of Japan nel 2015.
L’euro ha toccato i minimi degli ultimi 28 mesi a meno di 1,24 dollari, accumulando una perdita di quasi il 10% da inizio anno.
Il rublo russo, penalizzato dal rallentamento della crescita e dal calo dei prezzi del petrolio, ha evidenziato la peggiore performance nell’universo valutario, cedendo oltre il 13% durante il mese.

strategia_3Sulla base di questo scenario gli esperti di Pictet Asset Management hanno mantenuto un giudizio positivo sulle azioni per via dell’accelerazione congiunturale e delle prospettive di un ulteriore sostegno monetario da parte delle banche centrali. Al contrario gli esperti hanno rifotto a neutrale l’esposizione sul petrolio.
Pictet Asset Management ha confermato la preferenza per i titoli azionari europei in previsione dell’ulteriore miglioramento delle condizioni di liquidità e della stabilizzazione delle dinamiche di crescita.
Gli esperti hanno sovrappesato i beni voluttuari poiché il calo dei prezzi del petrolio e il consolidamento dei mercati del lavoro dovrebbero stimolare la spesa per consumi. Per controm, Pictet Asset Management ha sottopesato il settore informatico.
Infine, gli esperti hanno ribadito la sovraponderazione del debito emergente sia in valuta locale che in valuta forte, in quanto dovrebbe beneficiare della domanda di maggiori rendimenti e del rafforzamento delle economie emergenti.

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