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Piazza Affari polarizzata tra due estremi

Da un lato figurano settori e aziende caratterizzate da crescita, solidità patrimoniale e buoni dividendi; dall’altro settori e compagnie sotto pressione per diversi aspetti che ne inficiano le aspettative future

di Edoardo Fagnani 9 lug 2019 ore 10:52

 

L’attuale fase dei mercati azionari è caratterizzata da elevata incertezza. Piazza Affari non fa eccezione a questo scenario.
In particolare, Massimo Trabattoni - Head of Italian Equity di Kairos – ha evidenziato che il mercato azionario italiano è sempre più polarizzato tra due estremi: da un lato figurano settori e aziende caratterizzate da crescita, solidità patrimoniale e buoni dividendi; dall’altro settori e compagnie sotto pressione per diversi aspetti che ne inficiano le aspettative future.
“Il settore auto è l’esempio forse più lampante tra quelli sotto pressione”, ha evidenziato l’esperto, che nell’analisi seguente, "Italian Times", analizza nel dettaglio l’attuale scenario.

 

analisi-mercato_1Piazza Affari si sta sempre più polarizzando tra due estremi. Da un lato figurano settori e aziende ritenute "sicure", caratterizzate da crescita – magari anche non esaltante ma costante – solidità patrimoniale e buoni dividendi. Dall’altro, invece, settori e compagnie sotto pressione per diversi aspetti che ne inficiano le aspettative future. Tra le prime ci sono molte aziende del settore delle utility e della salute, mentre nel secondo raggruppamento figurano, soprattutto, le banche e il settore auto. Le compagnie safe sono premiate con multipli sostenuti e dunque hanno un rapporto price/earning elevato mentre le seconde sono penalizzate con valutazioni azionarie ai minimi termini.

Il settore auto è l’esempio forse più lampante tra quelli sotto pressione. Da un lato soffre le preferenze delle nuove generazioni, meno inclini ad avere l’auto di proprietà a cui preferiscono il car sharing e i mezzi pubblici. In secondo luogo, l’avvento e la diffusione dei motori elettrici scompagina le barriere di ingresso permettendo l’entrata di nuovi player sul mercato della mobilità, mentre gli investimenti a lungo termine delle compagnie automobilistiche storiche sono ancora da ammortizzare.

Il nostro lavoro consiste nel cercare di evitare le aziende ritenute solide, ma che possono disattendere le aspettative e finire nel secondo gruppo, penalizzate in modo severo dal mercato. Al contempo, ricerchiamo le aziende del secondo gruppo che potrebbero invece sorprendere le aspettative e riportarsi su multipli più elevati, con significative rivalutazione di prezzo.
Restiamo convinti che le maggiori opportunità di acquisto si trovino nel mondo delle small cap, dove è ancora possibile rintracciare aziende con ottime potenzialità di crescita, caratterizzate da valutazione interessanti: al momento, infatti, gli investitori esteri che hanno disinvestito nella correzione del 2018 non sono ancora rientrati e nel caso di un rimbalzo dei mercati saranno pronti a rientrarvi. Se, al contrario, i mercati dovessero arretrare, le small e mid cap dovrebbero soffrire meno rispetto al paniere di large cap. 

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.

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