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Outlook 2023: come l’inflazione influenzerà bond e azioni

L'imminente rallentamento dell'inflazione e la contrazione dei margini creeranno un nuovo ciclo di utili positivo per le imprese con una value proposition riconoscibile

di Redazione Soldionline 29 dic 2022 ore 11:40

L’inflazione dovrebbe restare uno dei fattori determinanti per l’andamento dei mercati finanziari nel 2023.

Secondo Robert Almeida - Portfolio Manager e Global Investment Strategist di MFS IM - la decelerazione dell'inflazione dovrebbe fornire sostegno alle obbligazioni di alta qualità, ma probabilmente segnerà la fine del ciclo degli utili per gran parte degli emittenti. Parallelamente, lo strategist ritiene che le aziende con prodotti o servizi non competitivi alle prese con costi del capitale elevati e spese per investimenti obbligatorie saranno quelle più a rischio. Al contrario, Robert Almeida ritiene che l'imminente rallentamento dell'inflazione e la contrazione dei margini creeranno un nuovo ciclo di utili positivo per le imprese con una value proposition riconoscibile e la capacità di generare utili superiori al costo naturale del capitale.

Nell’analisi seguente lo strategist fornisce una spiegazione a queste affermazioni.

 

previsioni-2023Sebbene l'inflazione dovrebbe decelerare ma rimanere elevata rispetto ai livelli pre-covid, il rallentamento dovrebbe imprimere slancio ad alcune obbligazioni selezionate, in particolare ai titoli sovrani di alta qualità, ai titoli delle pubbliche amministrazioni e alle emissioni investment-grade. E, rispetto alle azioni, le obbligazioni non raggiungevano livelli così convenienti da più di un decennio. Il grafico in basso illustra il rapporto tra il rendimento offerto dal Treasury USA a 10 anni e l'earnings yield prospettico a 12 mesi dell'S&P 500.

La decelerazione dell'inflazione è positiva per l'universo obbligazionario, tuttavia potrebbe mettere fine al ciclo degli utili e portare a una necessaria correzione dei margini di profitto. Ma non per tutti.

Le aziende con prodotti o servizi non competitivi alle prese con costi del capitale elevati e spese per investimenti obbligatorie saranno quelle più a rischio. Un'inflazione più bassa ma ancora relativamente elevata rispetto al periodo post-crisi finanziaria globale potrebbe rendere impraticabili i salvataggi finanziari e il ritorno a regimi di tassi d'interesse artificialmente bassi. Questi asset diventeranno attivi bloccati.

Per contro, benché gli investitori possano scoprire che anche le aziende ben gestite subiranno una seppur lieve correzione dei margini, l'opportunità di accrescere la quota di mercato e di controllare maggiori fonti reddituali porterà a performance operative ancora più positive nel lungo periodo. L'imminente rallentamento dell'inflazione e la recessione dei margini creeranno un nuovo ciclo reddituale positivo per le imprese con proposte di valore dimostrabili e la capacità di generare utili superiori al costo naturale del capitale. È uno sviluppo decisamente entusiasmante.

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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