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Ottimismo sulla Grecia, meno sulla Germania

Ottimismo sulla Grecia, meno sull’economia tedesca mentre prosegue, giorno dopo giorno, l’altalena di voci su quello che capiterà con la Grecia

di Redazione Soldionline 28 apr 2015 ore 09:35

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO
1.    Il contrasto tra tassi e valute.
Ieri l’euro contro USD ha toccato il livello massimo da tre mesi, mentre i tassi di interesse sul Treasury salivano (fino a 1,95% sul decennale): un contrasto evidente, che esprime il disorientamento del mercato sulle parole che userà la Fed domani sera (non ci sarà però la conferenza stampa). Da un lato, è pressoché certo che rivedrà al ribasso le stime ufficiali per la crescita del GDP nel 2015 (curiosa la coincidenza: domani verrà pubblicato anche il primo dato per il GDP del primo trimestre alle 14,30); dall’altro lato molti credono che la Fed abbia ormai deciso per giugno, e a meno di clamorose sorprese non sia disposta a dare al mercato un segnale di rinvio a settembre per il rialzo dei tassi sui Fed Funds [importante per: valute ed obbligazioni (globale)].

2.   Apple: i risultati e il mercato difficile che oggi il titolo Apple metta a segno un rialzo altrettanto forte come quelli visti venerdì per Amazon e Google: ieri sera, dopo la fine della conference call, il titolo trattava fuori mercato a +1,3% rispetto alla chiusura delle 22 europee. I risultati sono usciti sopra le attese, ma alcune componenti (I-pad e il Mac pc) sono usciti sotto le attese . In Europa, ampio dibattito ieri tra i gestori sui numeri pubblicati da Deutsche Bank, di cui abbiamo parlato già ieri mattina [importante per: equity (globale)].

grecia7_13.   Ottimismo sulla Grecia, meno sull’economia tedesca mentre prosegue, giorno dopo giorno, l’altalena di voci su quello che capiterà con la Grecia, lo IW INSTITUTE tedesco ieri ha comunicato le proprie previsioni, che vedono l’economia tedesca crescere del 2,2% per poi rallentare allo 1,6% nel 2016: sul 2015 pesano infatti, secondo lo IW, numerose componenti favorevoli di natura “straordinaria”, come ad esempio la debolezza dell’euro e il basso prezzo del petrolio [importante per: equity ed obbligazioni (Eurozona)].

4.   Giappone sotto stress. Dalla riunione della Bnak of Japan il mercato si aspetta un taglio ulteriore al ribasso sia delle aspettative ufficiali per l’inflazione (al di sotto dello 1%) , sia di quelle per la crescita economica (al di sotto del 2%). Il taglio del rating, ieri, da parte di Fitch, è il riflesso di queste difficoltà, a fronte delle quali però la Bank of Japan non ptrà annunciare ulteriori misure di politica monetaria, dati i problemi che già vi abbiamo evidenziato negli ultimi giorni.  Ieri i dati per i prezzi alla produzione hanno fatto segnare un rialzo del 3,2% su base annua, ma su questo dato pesa in misura determinante l’aumento dell’IVA: infatti, nell’ultimo trimestre i prezzi alla produzione sono scesi dello 0,1%, e nel trimestre precedente erano saliti appena dello 0,2%. Sempre ieri, l’indice di atività industriale ha fato segnare una variazione annua di -1,2%, in miglioramento però rispetto allo -1,7% di febbraio [importante per: equity ed obbligazioni (Giappone)].


L'OPERATIVITA'

Equity USA: che cosa c’è dentro questi prezzi? Fino a venerdì 24 aprile, erano 201 le Società dello S&P 500 ad avere riportato: il 73% ha riportato meglio delle attese sugli utili, ma solo il 47% ha riportato ricavi superiori alle attese. La stima della crescita degli utili resta negativa per il trimestre, ma sale  dal -4,5% al -2,8%.  Sarà il primo calo dal terzo trimestre del 2012. Al contrario, la stima per la variazione dei ricavi è scesa (come avete visto nel grafico di ieri) dal -2,5% al -3,5%.  Infine, sono 26 le Società che hanno peggiorato la propria “guidance”, mentre sono 13 quelle che hanno annunciato un miglioramento. Dedichiamo ora la nostra attenzione ai primi segnali che sono arrivati dai singoli settori della Borsa USA: per il settore tecnologia oggi la crescita attesa degli utili è ancora del 10%, bel al di sopra dello 1% che viene stimato per l’indice S&P 500. Per conseguenza, mentre la stima del P/E forward (sugli utili attesi) della Borsa USA supera 17, per la tecnologia scende a 16 (all’estremo opposto troviamo il 30 per l’energia, 20 per il settore consumer discretionary, 19 per il settore dei consumer staples, 18,5 per i farmaceutici).  Perché questi dati sono importanti? Come vedete nel grafico qui sotto, tra il 2007 ed oggi si è registrata una evidente correlazione tra le variazioni degli utili per azione dei singoli settori e la loro performance relativa all’indice S&P 500: prossimo quindi dire che azzeccare le previsioni sugli utili è il fattore decisivo per investire con successo. Proseguiremo domani.

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L'ANALISI
Liquidità dei mercati obbligazionari.
Molti dei nostri amici registrati, e dei nostri Sottoscrittori, hanno in portafoglio obbligazioni. Alcuni, poi, hanno in portafoglio solo obbligazioni. Questa settimana, accendiamo i riflettori sul principale problema che oggi pesa sul futuro, di breve e di medio termine, degli investimenti in obbligazioni. Questo problema si chiama liquidità: ne hanno parlato di recente il Fondo Monetario Internazionale, il capo di J P Morgan, il capo di Blackrock, ed altri autorevoli esponenti dell’industria della Finanza. Perché si è diffusa questa paura? Intanto, vediamo di capire il fenomeno, partendo dal grafico qui sotto: il grafico ci racconta che il rapporto (la linea blu) tra l’ammontare di obbligazioni emesse dal Tesoro USA (i Treasuries) e i volumi scambiati dai “primary dealers”, i grossisti del mercato obbligazionario USA, tra il 2002 ed il 2015 è sceso dal 12% circa al 3% circa (la scala di sinistra del grafico): si è quindi ridotto di tre quarti. Si tratta, come tutti vedono di un cambiamento drammatico, che riduce la liquidità del mercato. Le cause di questo cambiamento? Nel grafico si fa vedere che questo calo è andato in parallelo con il calo dei rendimenti degli stessi Tresuries (scala a destra) e quindi si mette in realzione questo calo dei volumi scambiati con le politiche monetarie ultra espansive della Federal Reserve. Continueremo domani.

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