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Oro rifugio: ma da che cosa?

Il comportamento del prezzo dell’oro, “bene rifugio" per definizione, fino ad oggi non ha subito alcuna visibile “impennata” per effetto dell’aumento di volatilità sui mercati finanziari

di Redazione Soldionline 20 giu 2016 ore 08:59

Commento giornaliero di www.recce-d.com

Siamo ormai abituati a spiegare tutto con una sola parola: “Brexit”. Anche se si guasta l’ascensore, ormai la colpa è tutta di Brexit.
Preso alla leggera, un atteggiamento di questo tipo può portarci a fare errori nella gestione del portafoglio e nelle scelte di investimento. Potremmo fare cento esempi, ma ne abbiamo scelto uno che è in grande evidenza in queste ultime sedute, ovvero il prezzo dell’oro:  il rialzo dell’oro come bene rifugio viene messo in relazione al referendum di giovedì prossimo e gli analisti metto in evidenza alcuni aspetti di questo rialzo che supportano questa tesi (come vedete nel grafico sotto, il rialzo del prezzo dell’oro risulta più rapido del rialzo dei prezzi di altri minerali, come ad esempio qui il rame). Se però guardiamo ai dati con una maggiore attenzione, e con maggiore dettaglio, notiamo anche altre cose:

1.     Come vedete  nel secondo grafico, il volume di contratti futures aperti sul mercato Comex è sotto ai livelli massimo toccati a metà maggio (quando sui mercati Brexit NON esisteva);
2.     Come vedete nel terzo grafico sotto, il prezzo del’oro è in rialzo del 22% nel 2016, ma questo rialzo si è concretizzato per la maggior parte nei primi due mesi del 2016, non adesso che si parla di Brexit

I segnali, come vedete grazie ai grafici, sono contrastanti: è difficile associare Brexit ai movimenti del prezzo dell’oro, visto che nelle medesime sedute abbiamo visto aumentare l’indice VIX che misura la volatilità attesa sulla Borsa di New York in misura del 40%. Ed è difficile più in generale spiegare il ruolo di “bene rifugio” dell’oro nel 2016, visto che l’oro si è apprezzato insieme con le altre materie prime (inclusi i metalli) e questo non è certamente un segnale di paura, di rischio per le economie, di recessione, come a fine maggio scriveva anche Citigroup:

“Commodities markets appear to have turned the corner and, led by the petroleum market, are accelerating their price recovery from the lows of the last year, especially since this past January. While the price increases experienced since early 1Q (first quarter) remain subject to the ‘new normal’ of relatively high volatility, it appears there is no turning back any time soon. While prices have fallen 3% (month to date) in May, we believe this may in fact prove to be an opportune moment to ‘buy the dip,’”


Tra le banche di investimento, il primo semestre è stata tutta una corsa a correggere al rialzo le stime per il prezzo dell’oro a fine anno:
·       Citigroup a fine maggio si è spostata a 1250$ per fine anno
·       J.P. Morgan oggi ha un obiettivo a 1,400 dollari
.       BNP Paribas a sua volta ha rivisto al rialzo, ed oggi sta a $1,400
.       Goldman Sachs partiva addirittura da 1000$ a fine 2015, ed oggi sta a 1150$.
.       Natixis , ha aumentato la propria previsione del 22% in sei mesi, ed oggi sta a 1185$
 
CONCLUSIONE    Recce’d vi segnala che il comportamento del prezzo dell’oro, “bene rifugio2 per definizione, fino ad oggi non ha subito alcuna visibile “impennata” per effetto dell’aumento di volatilità sui mercati finanziari

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GLI ALTRI TEMI che avranno oggi un visibile impatto sui mercati li trattiamo nel nostro The Morning Brief (disponibile dalle ore 7,00 per i Clienti e attraverso la nostra app). Ecco una sintesi per punti:

1.     Siamo proprio sicuri che il bivio passa per Brexit?    Sterlina che tratta stamattina sopra 1,4600 contro USD in Asia. La linea tenuta da Recce’d in questa fase di tensioni sui mercati finanziari è chiara fin dal primo giorno: ci sono questioni più grandi, più importanti, e di durata più lunga. E ve le abbiamo indicate giorno per giorno.
2.     Le Borse globali da venerdì in avanti     La settimana scorsa la volatilità della Borsa USA (la più grande e la più liquida) è crescita del 14%, dopo il +26% dei cinque giorni precedenti. Ma l’indice ha chiuso in calo dello 1%. Dati, non parole: dati che devono fare riflettere noi investitori.
3.     Brexit tra quattro giorni non c’è più: che fare dopo?   La settimana scorsa, la sterlina ha chiuso IN RIALZO sul venerdì precedente: molte cose sono successe in quei cinque giorni (anche una tragedia) ma è più significativo sottolineare che la sterlina contro USD tratta poco lontano dai livelli dello scorso 1 gennaio
4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    La settimana scorsa, e precisamente le sei sedute tra il 10 ed il 17 di giugno 2016, ci offrono uno spunti importantissimo che non vogliamo lasciarci sfuggire: vogliamo discutere, nel dettaglio, con i nostri Clienti, di che cosa si intende per rischio finanziario e come si può (e deve) gestire,  in modo attivo.
5.     SEZIONE L'ANALISI      molti dimenticano infatti che il regno unito oggi, non facendo parte dell’area euro, non è mai stato parte del progetto di federazione politica, bensì solo del progetto di “area commerciale omogenea”, il famoso “Mercato Unico”, ed è solo su questo che si fonda il Referendum di giovedì prossimo. Per questo, L’analisi della settimana sarà concentrata sull’Eurozona: che estate aspetta l’Area Euro?

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