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Meglio non restare fermi

Il consiglio è di non rimanere fermi e passivi, sarebbe un grave errore. E' il momento in cui essere operativi, attenti alle esigenze di risk management e alle nuove opportunità

di Redazione Soldionline 26 ago 2015 ore 10:06

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO

1. Come una palla impazzita: ancora  Il “rimbalzone” di ieri in Eurozona che cosa ci dice? Poco: solo che la confusione è ai massimi livelli tra gli operatori di mercato. La seduta di Wall Street invece è il simbolo di questa fase: come abbiamo scritto anche ieri mattina, è evidente che la maggior parte degli operatori è andata in confusione. Ad esempio, vedete nel grafico sotto che la più grande Borsa del mondo ha fatto registrare 4500 punti di oscillazione in una sola seduta, due giorni fa, per poi scendere di nuovo di 200 punti ieri. Per il vostro portafoglio, la decisione da prendere oggi non è questa, non importa se il mercato rimbalza o non rimbalza: il punto è se nei vostri portafogli volete essere LONG di una cosa come questa “guardando al medio termine”, oppure se volete ragionare sia LONG sia SHORT e se volete passare ad una gestione più dinamica delle vostre posizioni di portafoglio [importante per: equity, valute ed obbligazioni (globale)].
mercati-azionari_12. Le Banche Centrali sono il più grosso rischio La Banca Centrale di Cina ieri mattina ha tagliato il costo del denaro: forse, in Cina hanno capito che intervenire direttamente sul mercato di Borsa è una follia. C’è naturalmente chi chiede anche alle altre Banche Centrali di intervenire. Questo è il rischio più grosso in questo momento: una “riunione di emergenza del G20” oppure peggio ancora un “intervento coordinato delle Banche Centrali”, che aumenterebbero la sensazione di panico. E’ ormai chiaro a tutti che queste Autorità non sanno che cosa fare, quando si tratta di mercati finanziari. Non vorremmo vedere tutto il mercato globale trasformato in una grande “Borsa di Shanghai” [importante per: equity, valute ed obbligazioni (globale)].

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L’OPERATIVITA'

Tassi Fed: cambia qualcosa sul piano operativo?   Il nostro suggerimento ai Clienti, ed in generale a tutti gli investitori finali, è di non rimanere fermi e passivi, ad aspettare “il rimbalzo”.  Sarebbe un grave errore: questo è il momento in cui essere operativi, attenti alle esigenze di risk management e pure alle nuove opportunità. Per fare questo, è necessario sapere distinguere: quali sono i temi e gli argomenti che muoveranno il mercato di qui alla metà di settembre? Il tema più caldo di queste prossime settimane sarà la Fed, e non la Cina. Per questo lunedì e poi ieri mattina vi abbiamo descritto la situazione in cui Yellen si troverà a decidere: abbiamo accennato al problema della credibilità (“If they don’t raise this year, after delaying it from March to April and to now September, then no one will believe whatever they say in the future (…) We seem to have forgotten that ups and downs are part of the business cycle.”) e poi abbiamo spiegato perché molti pensano che il rialzo dei tassi ci sarà comunque, anche in una fase di discesa delle Borse (“The Fed should raise rates, even if the markets sell off; it should be the economy first, … The very worst thing they could do is let the market dictate what they should do.”). Su questo ultimo tema è intervenuto anche un ex-membro del Board della stessa Fed, Richard Fisher, che si è spiegato in modo ancora più esplicito: "I don't think there is a single member of the FOMC that's going to react to one day's market activity, (…) It does demonstrate that people are hooked on the heroin of quantitative easing (…) Nobody on that committee would like to see that continue, they'd like to find the right exit point and they'll see what it is.". Naturalmente, sono molti ed autorevoli i commentatori che in questi ultimi giorni spingono nella direzione opposta, come ad esempio Larry Summers nei due tweet che vedete qui sotto. Questo è un dibattito decisivo per tutti i nostri portafogli, e noi di Recce’d lo seguiremo anche per voi minuto per minuto, per anticiparvi le implicazioni sul piano operativo.


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L'ANALISI

Mercati Emergenti: il crollo adesso è un’opportunità? Ieri abbiamo utilizzato questa sezione per un approfondimento sulle valute Emergenti: se volete ulteriormente approfondire quell’argomento sul piano operativo, contattateci attraverso il sito. Oggi spostiamo l’attenzione alle Borse Emergenti: lunedì Goldman Sachs ha rivisto al ribasso le proprie previsioni (lo abbiamo messo in evidenza in prima pagina ieri), e forse proprio quello è un segnale di interesse per investitori finali, visto come è andata con le Borse di Eurozona. A ieri erano 15 su un totale di 30 le Borse Emergenti ad essere entrate in una fase di “bear market” (ovvero che sono scese del 20% o più), con Cina e Russia a guidare il gruppo. In Africa è l’Egitto ad avere subito le maggiori perdite, mentre in Sud America il Perù ha perso il 43%, mentre anche il Brasile è entrato in un “bera market”. Da questa discesa non si è salvato nessuno: India e Sud Africa si sono difese meglio, ma il ribasso è superiore al 10% dai massimi.  A fronte di una discesa così ampia e generalizzata, ci sono dati fondamentali in forte peggioramento: ma come abbiamo già scritto, è utile capire se si tratta di flussi di vendite poco selettivi, guidati dalle Reti di vendita e dai loro “temi di vendita”. Continueremo domani.


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