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Mercati finanziari, quattro picchi all’orizzonte

Dopo 15 mesi circa di rialzi, in alcuni casi molto significativi, dei mercati globali, diversi osservatori si chiedono per quanto possa ancora proseguire questo rally

di Redazione Soldionline 6 lug 2021 ore 11:12

“Dopo 15 mesi circa di rialzi, in alcuni casi molto significativi, dei mercati globali, diversi osservatori si chiedono per quanto possa ancora proseguire questo rally”. È quanto evidenziato da Stefan Rondorf, Senior Investment Strategy Global Economics and Strategy di Allianz Global Investors.
Sulla base del trend dei mercati finanziari nell’analisi seguente l’esperto ha evidenziato i quattro fattori che hanno sostenuto i mercati azionari di fronte alla pandemia, chiedendosi se siano più vicini al raggiungimento di un picco.

 

trading-azioniDopo 15 mesi circa di rialzi, in alcuni casi molto significativi, dei mercati globali, diversi osservatori si chiedono per quanto possa ancora proseguire questo rally. Risulta sempre più evidente che i quattro fattori che hanno sostenuto i mercati azionari di fronte alla pandemia sono sempre più vicini al raggiungimento di un picco.

  1. Picco delle dinamiche di crescita: nel quadro del boom post-pandemia, dalla scorsa primavera diversi dati economici, come gli indici dei responsabili degli acquisti, evidenziano livelli record, e in molti casi i tassi di crescita annui risultano tuttora decisamente elevati rispetto alla primavera del 2020, quando tutto era fermo. Ci aspettiamo una crescita ancora solida e superiore al trend degli ultimi anni, ma è probabile un progressivo rallentamento. Una simile evoluzione è già visibile in particolare negli USA.
  2. Picco degli stimoli: più decisa è la ripresa economica, più elevate sono le probabilità che gli stimoli fiscali e monetari vengano messi in discussione. Dopo gli aiuti senza precedenti e i deficit record del 2020, quest’anno si registra una progressiva diminuzione dell’impulso delle misure fiscali alla crescita globale, soprattutto al di fuori degli Stati Uniti. Inoltre, alcune autorità monetarie hanno iniziato a tirare il freno, seppur con estrema cautela: segnaliamo tra le altre le banche centrali di Canada e Regno Unito che hanno operato una riduzione dei programmi di acquisti di asset, mentre in Brasile e Turchia si è assistito ai primi rialzi dei tassi. Di recente anche la più importante banca centrale al mondo, la Federal Reserve, ha lasciato intendere che nel corso dell’anno valuterà un adeguamento del suo programma di acquisto di obbligazioni, estremamente generoso.
  3. Picco dell’inflazione: il rapido esaurimento dei timori di deflazione nell’ultimo anno, confermato ad esempio dalle maggiori attese di inflazione sui mercati obbligazionari, ha sostenuto le azioni in quanto asset reali. Ora il tasso di inflazione appare orientato al rialzo: negli ultimi mesi il significativo rincaro di materie prime e trasporti, così come i colli di bottiglia sul fronte dell’offerta, amplificati dalla domanda al consumo repressa, hanno innescato un’impennata dei prezzi. La dinamica dei prezzi di materiali edili, auto a noleggio, biglietti aerei e ristoranti dovrebbe comunque rallentare. In tal caso le banche centrali avranno il margine necessario per modulare le misure di supporto.
  4. Picco dell’ottimismo: i tassi ai minimi storici e l’ampia liquidità presente nel sistema hanno alimentato la propensione al rischio di molti investitori, che si attesta ora su livelli elevati rispetto alla norma. La flessione dei prezzi, ad esempio nel caso delle criptovalute o delle società tecnologiche non redditizie, lascia presagire che in questi trend il punto di massimo potrebbe essere già stato superato.

 
Nonostante i diversi picchi all’orizzonte, nel medio periodo il contesto per i mercati finanziari dovrebbe confermarsi favorevole, anche in caso di una parziale decelerazione dell’attuale momentum di boom sulla crescita, e di una graduale riduzione di misure di stimolo eccezionali. Durante la discesa dalla cima potremmo comunque essere sorpresi da qualche temporale estivo.


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