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Mercati finanziari alla prese con le decisioni delle banche centrali

di Redazione Lapenna del Web 25 gen 2023 ore 10:13 Le news sul tuo Smartphone

azioni-europaBert Flossbach - co-fondatore di Flossbach von Storch - ha segnalato che il 2022 è stato un anno deludente per le azioni e disastroso per le obbligazioni. A suo avviso l'inflazione persistente ha spinto le banche centrali a compiere una radicale inversione di rotta, con un'entità e un ritmo di rialzo dei tassi d'interesse che ha definito "indubbiamente sorprendenti".

Flossbach ha evidenziato che, in soli nove mesi, la FED ha aumentato il tasso d’interesse di riferimento dallo 0,25% al 4,5%. "La Banca Centrale Europea (BCE) ne ha seguito l’esempio, alzando il tasso d’interesse sui depositi da -0,5% al 2% nel giro di cinque mesi", ha aggiunto l'espeerto.

"Queste mosse hanno fatto schizzare alle stelle i rendimenti obbligazionari, con conseguenti forti perdite di prezzo per i titoli generalmente considerati sicuri", spiega Flossbach, che ha aggiunto "il forte aumento dei tassi d’interesse ha inoltre depresso le valutazioni dei titoli azionari, facendo precipitare gli indici di riferimento".

Flossbach si domanda se nel 2023 si potrà essere più ottimisti, e se c'è qualche lezione da apprendere per l'anno appena iniziato.

"Una cosa è certa: le banche centrali sono seriamente intenzionate a combattere l’inflazione e porranno fine alle loro politiche più restrittive solo quando la vedranno rallentare in modo palese e duraturo, o se gli eventuali danni collaterali supereranno i benefici della loro politica disinflazionistica," ha spiegato Flossbach. Se davvero riusciranno nell'impresa è ancora tutto da stabilire, però. Secondo Flossbach infatti "nei prossimi mesi, l’attenzione delle borse si sposterà da una riunione all’altra delle banche centrali, nel tentativo di capire se il ciclo di rialzi dei tassi d’interesse potrà ritenersi concluso".

Flossbach prevede che il risultato sarà un "saliscendi dei prezzi" senza una chiara tendenza. Ecco perché a suo avviso, per preservare il capitale nel lungo periodo, servono azioni di società di qualità, le cui valutazioni corrispondono grosso modo agli attuali livelli di tassi e rendimenti.

Secondo il co-fondatore di Flossbach von Storch un aumento significativo dei tassi d’interesse metterebbe però nuovamente sotto pressione le valutazioni. "Ecco perché è ancora più importante per gli investitori a lungo termine selezionare i titoli giusti e diversificare il portafoglio nel modo più intelligente possibile," afferma Flossbach, il quale osserva come il profilo di rischio/rendimento di molti investimenti sia migliorato in prospettiva futura. "Questo vale anche per alcuni segmenti del mercato obbligazionario, dove i titoli sono tornati a generare rendimenti in grado di compensare l’inflazione", ha aggiunto l'esperto.

Flossbach conclude dicendo che, in qualità di investitore a lungo termine, è convinto che il futuro riserverà "annate migliori" sebbene la strada da percorrere sarà inizialmente piuttosto accidentata.

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