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Mercati finanziari, cosa lascia in eredità il primo semestre 2020

Nella prima metà del 2020 tutte le principali asset class finanziarie hanno registrato picchi di volatilità impressionanti. Sulla base di questo scenario, cosa potrà succedere nei prossimi mesi?

di Redazione Soldionline 8 lug 2020 ore 14:31

analisi-tecnica-tempoNella prima metà del 2020 tutte le principali asset class finanziarie hanno registrato picchi di volatilità impressionanti. “In sei mesi abbiamo vissuto una delle peggiori crisi con gli indici azionari principali arrivati a perdere oltre il 30%, con il petrolio che ha lasciato sul terreno l’80% del proprio valore e con le obbligazioni in difficoltà travolte da oscillazioni raddoppiate rispetto alla norma”, ha sottolineato Alessandro Allegri, AD di Ambrosetti Asset Management SIM.
Sulla base di questo scenario, cosa potrà succedere nei prossimi mesi? “La partita sembra ancora tutta da giocare e ne è la riprova la recente dinamica azionaria caratterizzata da una significativa alternanza di risultati contornata da un riaccendersi della volatilità”, ha sottolineato l’esperto, che prova a fornire altri spunti di analisi nell’analisi seguente.

 

La prima parte del 2020 si è conclusa e, guardando a posteriori gli accadimenti, verrà certamente archiviata come una sequenza di eventi con ricadute di natura a dir poco straordinaria sui mercati finanziari. In sei mesi abbiamo vissuto infatti una delle peggiori crisi con gli indici azionari principali arrivati a perdere oltre il 30%, con il petrolio che ha lasciato sul terreno l’80% del proprio valore e con le obbligazioni in difficoltà travolte da oscillazioni raddoppiate rispetto alla norma. Il tutto in pochissimi giorni ai quali è seguita una reazione altrettanto immediata, anche da parte delle autorità finanziarie, che ha tempestivamente cancellato, almeno in buona parte, il dramma finanziario in atto. Tutto bene quel che finisce bene! Tuttavia la partita sembra ancora tutta da giocare e ne è la riprova la recente dinamica azionaria caratterizzata da una significativa alternanza di risultati contornata da un riaccendersi della volatilità.

I recuperi degli ultimi mesi sono stati indubbiamente significativi ed hanno riportato le performance da inizio anno su soglie più sostenibili. Gli Stati Uniti viaggiano ora attorno al -4% su base annua con gli altri mercati vicini al -10% o poco oltre. Ma gli indici globali spiegano solo parzialmente il contesto in cui ci stiamo muovendo che resta caratterizzato da una selettività a livelli straordinari. In questo scenario i numeri si dividono tra temi in forte salute (Technology +13% IT con Healthcare e Consumer Discretionary capaci di azzerare le perdite) contrapposti ad aziende di settori che non riescono ad allontanarsi dal baratro (Energy -37%, Finance -24%, Industrial -14% da inizio anno). Il tutto viene arricchito da un forte divario a favore del business Growth verso Value con gli elementi intangibili delle singole aziende, difficilmente stimabili con approcci di valutazione tradizionali, sufficienti a giustificare ciò che viene comprato e ciò che il mercato ora non apprezza. Anche sul lato Bond il clima è migliorato. Se da un lato i governativi restano stabili dall’altro sembra rientrata l’emergenza credito. Garantita la liquidità infatti, sia Corporate che High Yield si sono riallineati ed ora le valutazioni si spostano se mai sul potenziale rischio solvibilità, sebbene i livelli di default ad oggi risultino in controllo. Le materie prime seguono il trend di rientro dopo la crisi, il petrolio recupera molto, raddoppiando le quotazioni in pochi mesi e dimezzando le perdite di inizio anno mentre l’Oro dopo l’assestamento si sta proponendo come una interessante alternativa di investimento. Chiudono il quadro le valute con un Dollaro più debole ma ad oggi in generale con oscillazioni assolutamente nella norma.

Gli investitori dovranno dunque affrontare nei prossimi mesi un ambiente difficile e sul piatto della bilancia oggi dobbiamo andare a mettere vari elementi, sia potenzialmente costruttivi nel breve termine che preoccupanti nel medio periodo con risvolti attesi diametralmente opposti.
Certamente le rassicurazioni delle Banche Centrali attraverso uno stimolo monetario costante unito alle manovre di sblocco post Corona Virus ed alle attese di grandi e rinnovati pacchetti fiscali rappresentano un indiscutibile elemento positivo. I mercati continuano a riporre grande fiducia in questo trittico, tuttavia, molta più liquidità e molto più debito concesso al sistema sono solo una soluzione ottima, ma temporanea, che rischia di far diventare insostenibile l’attuale dicotomia fra mercati finanziari ed economia reale. Se il debito è cresciuto ed il suo costo resterà presumibilmente basso a lungo, ora per la sostenibilità del meccanismo dovrà per forza crescere il reddito che deve sostenere e ripagare questo debito. È qui che ci sono le incognite maggiori circa la capacità e volontà politica di riuscire ad andare nella direzione giusta oltre alla difficile stima dei tempi necessari per il trasferimento di quelle che oggi sono delle aspettative, scontate dalle borse, in effettivi sostegni alla domanda nel ciclo economico reale. I mercati restano in bilico nelle loro valutazioni di lungo periodo facendo i conti con la possibilità di dover affrontare un ciclo nuovo, di de-globalizzazione, alimentato da guerra commerciale e Coronavirus, con la paura che l'ondata di debito pubblico e societario aumenti le probabilità di una crisi creditizia soprattutto per i paesi più vulnerabili come nel caso di alcuni stati dell'Eurozona o dell’area Emergenti. Nell’immediato rimane interessante la modalità risk-on e l’appeal degli azionari soprattutto relazionato ad investimenti obbligazionari incapaci di generare rendimenti interessanti salvo la presa di rischio adeguatamente elevata.

 

Per aiutare gli investitori che volessero pianificare un investimento di lungo termine ha messo a disposizione i propri consulenti per pianificare la migliore strategia di ingresso sul mercato, anche graduale. Inoltre per chi volesse investire entro il 30 giugno 2020, c’è la possibilità di non pagare l’imposta di bollo su tutti gli investimenti effettuati durante il 2020.
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.
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