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Mercati, come sarà il 2019? Difficile prevederlo!

David Lafferty (Natixis Investment Manager) ha evidenziato che "il contesto di mercato rende la situazione ancora più difficile". Come comportarsi in questo contesto?

di Redazione Soldionline 18 dic 2018 ore 14:40

Il ritorno della volatilità sui mercati azionari ha complicato (e non poco!) la vita ai gestori, alle prese con l'esame della strategia da adottare il prossimo anno.

strategie_1David Lafferty, Vicepresidente senior e Chief Market Strategist di Natixis Investment Manager, ha evidenziato che "il contesto di mercato rende la situazione ancora più difficile", in quanto tre dei punti riferimento preferiti "offrono segnali contrastanti".

Come comportarsi, quindi, in questo contesto? Nell'analisi seguente l'esperto prova a fornire alcune chiavi di lettura.

 

Siamo sempre un po' reticenti nel fare previsioni, ma riconosciamo non possiamo esimerci. Quest'anno, tuttavia, il contesto di mercato rende la situazione ancora più difficile.

 

Tre dei nostri punti di riferimento preferiti - la traiettoria di crescita, il sentiment del mercato e la valutazione - offrono segnali contrastanti.

Per quanto riguarda la crescita, il messaggio è eterogeneo perché il PIL nella maggior parte delle regioni è destinato a rallentare, ma rimane positivo. Quindi la direzione (positiva) sostiene le attività di rischio, ma il tasso di variazione (in rallentamento) non lo fa.

Questo porta al problema numero due: cosa è già prezzato? Probabilmente, il calo dei corsi azionari e l'allargamento degli spread creditizi in ottobre e novembre hanno già iniziato a riflettere molte delle nostre preoccupazioni per il prossimo anno. Questa recente correzione ha cancellato molto del nostro pessimismo per il 2019.

Infine, la valutazione fornisce pochi indizi che spieghino perché i prezzi non sono più a livelli estremi. L'aumento dei tassi d'interesse e il rallentamento della crescita hanno avvicinato le obbligazioni sovrane/di alta qualità alle nostre stime di fair value. Allo stesso modo, la solida crescita degli utili, il calo dei P/E e l'allargamento degli spread di credito hanno riportato le azioni e le obbligazioni corporate da molto costose a nella media o poco di più.

 

Le due maggiori minacce alle nostre attuali prospettive sono la recessione e l'inflazione.

In parole povere, ci aspettiamo che le attività di rischio superino un modesto rallentamento economico con alcuni sbalzi di velocità. Tuttavia, se la decelerazione dovesse scivolare verso la recessione, le ricadute potrebbero essere molto più gravi di quanto previsto attualmente. Riteniamo inoltre che per il momento l'inflazione sia sotto controllo. Se ciò non fosse corretto e l'inflazione dovesse aumentare più vigorosamente, la Fed avrà maggiori difficoltà a ritirarsi, i tassi nominali aumenteranno (e non scenderanno) e i consumatori ne pagheranno il prezzo.

 

Rimaniamo della stessa opinione che abbiamo avuto per tutto il 2018: ci sarà forse un po' più spazio per un aumento delle attività di rischio, ma il rallentamento dell'economia globale richiede cautela. L'avidità non sarà probabilmente premiata in questa fase avanzata del ciclo, quindi gli investitori dovrebbero cercare modi a basso rischio per costruire le loro allocazioni.

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