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Mercati azionari pronti al "Rally di Natale"?

I mercati azionari si avviano a concludere il mese di novembre con performance stellari. Tra il 30 ottobre e il 23 novembre 2020 il FTSEMib ha guadagnato ben il 21%

di Redazione Soldionline 24 nov 2020 ore 15:38

rally-nataleI mercati azionari si avviano a concludere il mese di novembre con performance stellari. Piazza Affari non è stata da meno: tra il 30 ottobre e il 23 novembre 2020 il FTSEMib ha guadagnato ben il 21%.

Questo trend è destinato a proseguire anche il prossimo mese, dando a vita a quello che gli operatori chiamano il “Rally di Natale”?

Filippo Diodovich - Senior Strategist IG Italia – ritiene che questo scenario possa concretizzarsi e mantiene una visione bullish su azionario statunitense ed europeo, pur segnalando alcuni fattori che potrebbero portare a un contesto diverso e avverso. Nell’analisi seguente l’esperto fornisce maggiori dettagli alla propria tesi.

 

Crediamo che i rialzi evidenziati sui mercati azionari nei mesi precedenti possano proseguire anche per il mese di dicembre, confermando il cosiddetto "Rally di Natale".

Manteniamo quindi la nostra view bullish su azionario statunitense ed europeo.

 

Crediamo che i tre principali driver saranno:

  1. Approvazione FDA e EMA sul vaccino di Pfizer/Biontech (prime settimane di dicembre) e probabile successivo via libera al vaccino di Moderna e Astrazeneca.
  2. Nuove misure non convenzionali ultra-espansive da parte delle banche centrali.
  3. Probabile allentamento delle misure di lockdown in Europa durante il periodo pre-natalizio.

 

In futuro (primavera 2021) ci aspettiamo un ulteriore approfondimento sul tema del debito europeo detenuto dalla BCE. Le pressioni degli ex PIGS con l’aggiunta della Francia potrebbero portare a nuove misure di ingegneria finanziaria per ristrutturare il debito in possesso dell’istituto di Francoforte.

 

E’ tutto oro quello che luccica?

Scenario completamente diverso e avverso per i mercati azionari in caso di:

  1. Mancata approvazione dei vaccini entro fine anno.
  2. Banche centrali poco accomodanti in stance “wait and see”.

 

E nel primo trimestre 2021 crediamo che ci possano essere ulteriori elementi che aumenteranno i rischi sui mercati:
  • Stimoli fiscali. Negli Stati Uniti una data fondamentale sarà il 5 gennaio quando si terranno i ballottaggi in Georgia per decidere gli ultimi 2 seggi del Senato. Una vittoria democratica porterebbe il Senato ad avere 50 votanti conservatori e 50 votanti democratici (48 del partito democratico + 2 indipendenti) con il voto decisivo che sarebbe affidato al vicepresidente, ovvero Kamala Harris (sempre se effettivamente dopo le battaglie legali ci sarà la transizione da Trump/Pence a Biden/Harris). Una vittoria democratica accelererebbe il piano di riforme della Bidenomics ma soprattutto porterebbe a un piano di aiuti “monstre” da almeno 2,2 trilioni di dollari, come già proposto dalla speaker democratica Nancy Pelosi negli scorsi mesi. Una vittoria repubblicana in Georgia invece causerebbe un notevole ritardo e ulteriori negoziazioni al Congresso comportando una correzione degli indici (effetto di un gridlock sulle Borse negativo nel breve, ma positivo nel medio/lungo periodo). In Europa le preoccupazioni maggiori riguardano l’approvazione e il rilascio dei fondi del Next Generation EU/Recovery Fund che potrebbero arrivare troppo in ritardo rispetto alle esigenze dei paesi più in difficoltà.
  • Gestione e distribuzione vaccini. L’amministrazione Trump ha deciso di nominare il generale a 4 stelle della logistica militare Gustave Perna come responsabile unico per la distribuzione dei vaccini attraverso il programma Operation Warp Speed. Da maggio il generale Perna sta organizzando il sistema per distribuire in modo efficiente e veloce una serie di diversi vaccini. In Europa invece sembra che ci possano essere dei ritardi e delle inefficienze. La Commissione Europea ha deciso, giustamente a nostro avviso, di provvedere ad acquisti di diversi vaccini con un metodo molto simile alla portfolio diversification. Rimangono tuttavia molti dubbi sul sistema di distribuzione, sulle capacità dei singoli Stati di gestire vaccini molto diversi tra di loro nella conservazione e nella inoculazione. Il vaccino Pfizer richiede enormi sforzi per il mantenimento della catena del freddo, per una produzione massiccia di ghiaccio secco, per una forte richiesta di siringhe di precisione e per un’attenta gestione dei siti di stoccaggio. I rischi di ritardo per una delle operazioni più complesse della storia recente potrebbe causare negatività sui mercati che sconteranno effetti negativi sulla ripresa economica.

 

Conclusioni

Ci aspettiamo un proseguimento del trend rialzista evidenziato nel mese di novembre dai principali indici azionari, legato alle aspettative di notizie positive relative all’approvazione dei vaccini da parte di FDA/EMA e dalle ulteriori iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali.

Gli investitori aumenteranno i propri acquisti grazie all’aumento di liquidità e compreranno le azioni delle società sottovalutate che più hanno risentito dell’emergenza coronavirus (la cosiddetta rotazione settoriale).

 

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