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Mercati azionari confusi: quali titoli preferire?

I mercati azionari stanno attraversando una fase caratterizzata da forte incertezza. David Eiswert (T. Rowe Price) suggerisce di adottare un atteggiamento contrarian, andando alla ricerca dei titoli growth ciclici

di Redazione Soldionline 27 ago 2019 ore 10:55

mercati-azionari_2I mercati azionari stanno attraversando una fase caratterizzata da forte incertezza, in attesa di capire quali saranno le prossime mosse di politica monetaria delle banche centrali e come saranno risolte le questioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
In uno scenario di questo tipo, quale strategia di investimento prediligere? David Eiswert, gestore del fondo T. Rowe Price Global Focused Growth Equity, suggerisce di adottare un atteggiamento contrarian, andando alla ricerca dei titoli growth ciclici penalizzati dal clima di paura.
Nell’analisi seguente il gestore spiega i motivi di questa scelta.

 

Sembra che per i mercati azionari mondiali si prospettino due sfide principali nel breve termine:

  1.         Prima di tutto, la crescita globale è lenta e l'inflazione bassa. Il cambiamento, per quanto legato allo scemare degli stimoli statunitensi del 2017 e 2018, ha una valenza importante ai fini dell'umore di mercato. Anche gli stimoli cinesi hanno raggiunto l'apice nel 2016, per poi cedere il passo a un profilo di crescita più lenta. Tutto questo ha messo un freno anche ai tassi di espansione europei, per via dei legami basati sull'attività di esportazione.
  2.         In secondo luogo, l'amministrazione Trump sta concentrando gli sforzi sull'obiettivo di ottenere ampie concessioni dalla Cina, in vista delle elezioni presidenziali del 2020. La riforma delle relazioni commerciali sino-statunitensi è un tema di grande rilievo. Entrambi i Paesi hanno beneficiato dello sviluppo economico della Cina. Per dare impulso alla redditività delle imprese, gli Stati Uniti hanno ceduto i settori di produzione non specializzata in cambio dei diritti di proprietà intellettuale su tecnologie, macchinari, manifattura e assistenza sanitaria. Tuttavia, da allora il rapporto commerciale e gli incentivi sottesi si sono evoluti. Oggi la Cina è pronta a sviluppare le proprie roccaforti di proprietà intellettuale, ma per molti versi sta ancora operando in prospettiva commerciale nel ruolo di partner svantaggiato.


Trump ha plasmato il suo modo di agire intorno all'obiettivo della rielezione, ma resta la grande incognita di cosa pensa la Cina riguardo alla mossa migliore da fare in questa partita. Chiaramente il voto negli Stati Uniti crea la possibilità di un avvicendamento alla guida del paese di cui la Cina potrebbe beneficiare.
Il risultato per le relazioni sino-statunitensi e per i mercati è che nel 2019 c'è ampio spazio per la paura e la retorica, ma anche un'alta probabilità di ‘progressi’ sul fronte commerciale nel 2020 che facciano da traino alla campagna per la rielezione di Trump. Se nel 2020 si arrivasse a una guerra commerciale aperta con la Cina, Trump avrebbe molte meno chance di essere rieletto. Di conseguenza, ci aspettiamo che i toni diventeranno più morbidi in vista del voto, con tutte le ricadute positive che questo comporterà per i prezzi degli asset. Prima la sopravvivenza, dopo la politica.

Il mondo non è in crisi

Gli investitori globali hanno paura e si sono riversati in massa sulle azioni di società con utili poco volatili. Gli asset di alta qualità con prospettive di crescita a lungo termine e caratteristiche cicliche percepite come ‘rischiose’ scontano questa paura. Eppure, per noi il mondo attuale presenta tuttora le caratteristiche di un ambiente di ‘bassa crescita’ e ‘bassa inflazione’, più che di una crisi globale.

Se i tassi restano contenuti mentre l'espansione continua, seppure a ritmo modesto, le azioni dovrebbero essere scambiate a multipli superiori, in base al premio al rischio azionario: è una pura questione matematica.

Gli attriti commerciali con la Cina, finora un chiaro fattore negativo, dovrebbero diventare positivi per il sentiment di mercato nel 2020, seguendo la stella polare della politica. Di conseguenza, continueremo la ricerca dei titoli growth ciclici penalizzati dal clima di paura, riducendo invece l'esposizione alle azioni comunemente percepite come sicure. Come sempre, adotteremo un atteggiamento contrarian e un portafoglio equilibrato, facendoci guidare dalle intuizioni sul miglioramento dei fondamentali dei titoli.

 

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