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Mercati azionari, il focus resta sull'inflazione

Ricordiamoci poi che esiste un altro tipo di inflazione che è quella "da tempo": se per avere un bene pochi mesi fa ci voleva solo qualche giorno, oggi in certi settori c'è bisogno di qualche settimana

di LombardReport .com 31 mag 2022 ore 11:37

Di Nicola Assiso - LombardReport.com 

analisi-tecnica-stock-chartsFinalmente come ci aspettavamo il rialzo (rimbalzo?) è servito. Nel corso dei miei ultimi due articoli ponevo infatti l'accento su indicatori di sentiment palesemente sbilanciati su posizioni ribassiste, segno di una possibile ed imminente inversione di tendenza. Certamente una rondine non fa primavera così come una bella giornata non fa estate, quindi è importantissimo prestare la massima attenzione anche perché il tutto è avvenuto guarda caso in un momento caratterizzato da volumi bassissimi sui mercati (italiano in primis) ma anche americano dal momento che lunedì 30 maggio 2022 era la festa per il Memorial Day.

L'aspetto positivo è che il Nasdaq Composite (e gli altri indici) hanno smesso la serie di ben sette settimane consecutive di ribasso e questo grazie al fatto che, guarda caso, l'indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve si è leggermente raffreddato e ciò ha naturalmente permesso ai mercati di estendere il rally sulla speranza che la politica monetaria non diventi più aggressiva. L'indice PCE (personal consumption expenditure) ad aprile è salito al 6.3% anno su anno, in ribasso rispetto al 6.6% di marzo. Come ho già avuto modo di scrivere nei mesi passati, forse sbilanciandomi di molto, mi aspetto che l'inflazione rientri mano a mano.

Questo non significa che il fenomeno sia "transitorio" come più volte detto già dalla fine dello scorso anno dalle Banche Centrali (Lagarde in primis): quando un'attività commerciale si trova costretta ad alzare il prezzo di un bene o di un servizio per far fronte ai vari rincari delle materie prime non lo ridurrà. E questo anche perché veniamo da svariati anni in cui l'inflazione è cresciuta a un ritmo molto modesto anno su anno (attorno all'1%-1,5%) e non ha mai permesso agli imprenditori di aumentare realmente il listino. Se lo avessero fatto il consumatore se ne sarebbe subito accorto proprio perché aumenti così ridotti non vengono percepiti dalla massa. Il problema lo abbiamo quando dopo dieci anni l'inflazione "compunded" o aggregata sfiora il 10% od oltre. Ricordiamoci poi che esiste un altro tipo di inflazione che è quella "da tempo": se per avere un bene pochi mesi fa ci voleva solo qualche giorno, oggi in certi settori c'è bisogno di qualche settimana (nell'ipotesi migliore, di qualche mese in quella peggiore).

Quindi, ricapitolando, mi aspetto un rientro dell'inflazione anche se si stabilizzerà su livelli più alti di quelli visti negli ultimi anni. Questo rientro potrà rendere le politiche della Fed meno aggressive (che non significa più accomodanti) e permettere quindi ai mercati di stabilizzarsi e rimbalzare, assestandosi in questi mesi estivi (avevo indicato la possibile formazione di un minimo tra giugno e luglio) per poi allungare con più vigore nell'ultimo quarto del 2022 (tra settembre ed ottobre).

 

Di seguito vi propongo uno studio relativo alla ciclicità dell'inflazione da cui si evince come siamo vicini al picco. Come sempre i cicli ci dicono il "quando" è più probabile che un fenomeno si verifichi ma non ci dicono il "quanto" forte/debole potrà essere.

La curva blu riguarda l'andamento ciclico dalla fine degli anni '80 ai giorni nostri, mentre quella nera rappresenta l'inflazione stessa. Siamo quindi in area picco anche se questo studio non va considerato come il Sacro Graal: il bello della vita è che non esistono certezze ed è tutto fuori dal nostro controllo!

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Tornando all'indice Nasdaq Composite le prime resistenze sono collocabili attorno a 12.500 punti (ammesso naturalmente che ci sia la volontà di testarle).

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La settimana scorsa i livelli tracciati sul derivato del FTSEMib sono stati posti a 23.000, 23.400, 23.750 ed infine a 24.200.

A distanza di cinque sedute il risultato è stato che lunedì abbiamo testato i 23.750 e dopo una fase di accumulazione durante la settimana il derivato ha trovato finalmente la forza di bucare al rialzo i 24.200 e di allungare il passo. Il tutto è però avvenuto con volumi molto bassi quindi bisogna prestare la massima attenzione. Come sempre le linee continue rappresentano la "previsione" mentre quelle tratteggiate non sono altro che la naturale evoluzione settimanale.

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Per la settimana in corso, ipotizzando che il trend rialzista di breve possa continuare, monitorerò i 24.200 che sono stati il punto di rottura (ora supporto) e poi i 23.800 su cui il derivato ha "giocato" gran parte della settimana appena terminata. Sul daily abbiamo una prima resistenza importante a 25.000. Magari a piccoli passi ci si arriva.

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Dalla watchlist...

Sul nostro listino il grande problema generale rimane l'assenza di volumi e questo rischia di inficiare qualunque analisi sui titoli.

Con rammarico ho visto UniCredit andare pienamente a target (ed oltre). Dal momento che i movimenti al rialzo sono estremamente lenti il consiglio è quello di ridurre moltissimo la quantità di pezzi con i quali si entra a mercato e lasciar correre la posizione con uno stop sufficientemente largo (e possibilmente valido in chiusura di seduta per chi opera in intraday).

Nell'ultima seduta settimanale i titoli proposti si sono comportati molto bene: Iveco dall'open a 5,816 è salita del 2.4%, Moncler del 2% ed infine Poste Italiane dell'1,85%. Niente di eccezionale e paragonabile a trades del recente passato, ma almeno si rimane a mercato in modalità rischio ridotto grazie alla bassa size e agli stop stretti (ma sufficientemente larghi). Stop stretti che possono essere alzati mano a mano che il vento soffia in poppa. Su Iveco abbiamo le primissime resistenze a 6,15-6.20 euro e poi verso 6,75. Su Moncler abbiamo raggiunto la prima resistenza stretta a 43,30 euro già venerdì (magari per chi ha operato in intraday) ma il vero test è quello di area 45,00 e fino a 45,50 dove passa una trendline dinamica discendente di lungo periodo che rappresenta il vero test del ribasso disegnato fino ad oggi. La configurazione proposta rimane comunque interessante nel breve con stop a 40,80 euro. Poste Italiane ha formato un 1-2-3 low sul daily e pare abbia la strada spianata fino a 10,50, poi si valuterà. Stop sempre a 9,30 con possibilità di smezzare la posizione già sotto 9,50 euro in close.

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In watchlist entra una nuova azione: Casta Diva Group, società di produzione televisiva, video e live music ed organizzazione eventi. Quotata sull'Euronext Growth Milan ha avuto un vero e proprio exploit questa settimana, facendo segnare un rialzo che sfiora il 60% con ottimi volumi rispetto al passato. Nella giornata di venerdì è stato presentato il piano industriale che prevede per il 2022 il raggiungimento per crescita interna ed esterna di 57,6 milioni di euro per poi assestarsi attorno ai 70 milioni nel 2024. I ricavi presentati fanno segnare il +72% a 27 milioni di euro con un ebitda positivo per 1,2 milioni dai -3 milioni del 2020. Possibile quindi che sia una storia societaria da seguire nonostante il forte rialzo messo a segno per una società che capitalizza circa 11,6 milioni di euro. In queste situazioni è indispensabile tenere stop larghi e adeguati alla volatilità del titolo che venerdì ha chiuso a 0,622 euro. Al momento terrei uno stop a 0,45, da valutare day by day. Sul settimanale le prime resistenze sono poste a 0,75/0,80 euro. Di seguito trovate il grafico weekly e giornaliero.

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Fondamentale in questi casi la size con la quale il trader decide eventualmente di operare: se è molto bassa si può gestire bene anche uno stop loss del 30% come nel caso di Casta Diva Group, sperando che la tendenza possa proseguire nelle prossime settimane/mesi, magari dopo una lateralizzazione dopo il recente boom. Ricordiamoci ad esempio cosa fece al tempo Sciuker Frames: passò da un euro a 2,50 circa in sole otto sedute di Borsa (+150%), poi ci fu veloce ritorno a 1,85 euro (-26% dai massimi), una leggera congestione per poi risalire e stabilizzarsi in area 3 euro e spingersi fino a 7,50! Tutto questo solo per dire che dopo movimenti esplosivi accompagnati da ottimi volumi è importante continuare a seguire l'evoluzione del titolo. Magari si "rimangerà" tutto il movimento e tornerà al punto da cui è partito, magari procederà a piccoli passi puntando Sciuker Framesai massimi di periodo dopo il boom iniziale. Come sempre la size modesta e lo stop largo su questo tipo di operatività non è garanzia di non perdere ma di limitare i danni qualora le cose non andassero come sperato.

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Ad maiora!

 

Per altre raccomandazioni di borsa: LombardReport.com

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