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Mercati alle prese con elezioni Usa e Covid-19

La seconda ondata del Covid-19, o comunque il ritorno ad una sua forte diffusione, e le elezioni presidenziali americane del 3 novembre stanno caratterizzando l’autunno anche sui mercati.

di Redazione Soldionline 21 ott 2020 ore 12:10

covid-19L’incertezza che i due eventi portano con sé ha creato un certo nervosismo sui mercati ma si tratta di un nervosismo ancora entro i limiti di guardia per due ragioni: la ripresa vigoria della pandemia non è un evento inatteso e spiazzante come la sua prima apparizione in primavera, le elezioni americane sono un evento previsto e programmato che alla fine produrrà un risultato certo ed eliminerà dunque ogni incertezza.

Ne ha parlato di recente il centro studi di Moneyfarm, in un report dal titolo “Cosa sta succedendo sui mercati, in bilico tra Covid ed elezioni americane” a cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm. Di seguito un estratto dell’analisi.

 

Covid-19 non è più una novità senza precedenti

Non meno del mondo sanitario, anche quello finanziario aveva già messo in conto che in autunno la pandemia avrebbe potuto riprendere a diffondersi. Che si sarebbero dovute adottare misure di contenimento anche nei mesi finali dell’anno è un’eventualità che è già stata inglobata da tempo negli scenari e nelle previsioni di chi si occupa di investimenti, non meno che di chi si occupa di sanità, e dunque sul fronte della gestione dei risparmi quel che resta da ponderare non è se vi saranno blocchi, ma quanto estesi e duraturi potranno essere: tornare al lockdown integrale, come in primavera, non è nelle intenzioni di nessun Paese, ma solo una volta appurata compiutamente la severità con cui Covid-19 sta tornando a manifestarsi i governi avranno gli elementi per capire se le strutture sanitarie siano in grado di farvi fronte anche senza un blocco totale delle attività o se i coprifuoco che intanto sono stati introdotti un po’ ovunque non siano sufficienti ad arrestare la pandemia. Di certo c’è che adesso ovunque sono state approntate maggiori misure per registrare quante infezioni ci siano effettivamente e quanto velocemente si stiano propagando. E di certo c’è ancora che anche l’economia e le aziende si sono attrezzate per salvaguardare il più possibile la continuità produttiva pur in presenza di circostanze esterne straordinarie e tali da incidere sui normali cicli di mercato e di produzione.

Il grafico riportato di seguito e relativo agli Stati Uniti mostra nella parte superiore un indicatore delle misure di restrizione e nella parte superiore un indicatore di mobilità e di partecipazione economica. L’andamento mostra che nonostante le misure cautelative siano cambiate solo marginalmente le persone hanno ripreso a partecipare alle attività economiche con più frequenza e questo attesta che la gente ha sviluppato una migliore capacità di convivere col virus, senza mutare più dello stretto necessario le proprie abitudini.

 

Le presidenziali Usa sono un’incertezza a tempo determinato

Le elezioni del nuovo presidente degli Stati Uniti sono un elemento di incertezza destinato a concludersi non appena sarà chiaro chi siederà alla Casa Bianca per i prossimi 4 anni. I sondaggi attestano che Joe Biden ha un discreto margine di vantaggio sull’incumbent Donald Trump, ma molti degli Stati federali restano ancora in bilico tra i due candidati. Se per confermarsi alla presidenza il candidato repubblicano deve vincere non solo tutti gli Stati in bilico ma anche ripetere il successo del 2016 almeno in uno tra Michigan e Pennsylvania, lo sfidante democratico non può ignorare che anche Hilary Clinton nel 2016 godeva del favore dei pronostici basati sui sondaggi e che in virtù del sistema elettorale avere la maggioranza del voto di tutti i cittadini americani non basta, ne è di nuovo prova la Clinton, ad avere dalla propria parte la maggior parte degli Stati federali. Senza trascurare le nomine alla Corte costituzionale, che come già nel 2000 potrebbe essere chiamata a dire l’ultima parola in caso di esito elettorale non riconosciuto da uno dei due contendenti (e Trump ha già anticipato possibili contestazioni del voto), le presidenziali Usa rappresentano un’incertezza a tempo determinato, destinata cioè a esaurirsi se non subito con lo spoglio delle schede elettorali, nella notte tra il 3 il 4 novembre, almeno col verdetto che dirimerà eventuali contestazioni circa il candidato vincitore. Peraltro, pur nel diverso orientamento politico che può risultare premiante o penalizzante per diversi settori (soprattutto per quanto riguarda l’energia, la politica estera e commerciale, il settore sanitario e dei servizi finanziari), entrambi i pretendenti appaiono intenzionati a sostenere l’economia.

 

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Le aspettative dei mercati

Che Covid-19 ed elezioni americane stiano generando nei mercati una certa attesa di vedere come va a finire emerge anche dall’analisi della curva di VIx, che misura le volatilità dei mercati stessi. Negli ultimi 6 mesi e sempre più man mano che ci si avvicina all’appuntamento elettorale del 3 novembre gli operatori mostrano di attendersi volatilità. Le aspettative di volatilità sono massime proprio in coincidenza con la data delle elezioni (poiché le curve si succedono nel tempo, la data delle elezioni si avvicina di mese in mese e quindi il periodo delle elezioni si trova nella posizione 5 mesi/M nella curva di luglio, 4 mesi/M nella curva di agosto e così via) e vanno riducendosi sempre più per il periodo successivo a tale data, dimostrando quindi che la volatilità attesa è di breve termine (il tempo necessario a sapere ufficialmente chi starà alla Casa Bianca nei prossimi anni).

Dal punto di vista di chi investe i propri risparmi dunque le elezioni Usa non dovrebbero influire sulla redditività di asset class a lungo termine. Non esiste invece una scadenza certa a cui riferirsi per comprendere quanto possa durare la volatilità legata alla pandemia, per la quale non esiste una data sicura e prefissata di scoperta del vaccino e sua distribuzione alla popolazione. In sintesi, si può dire che una volta noto il prossimo presidente americano, la volatilità che si dovesse registrare sui mercati sarà dovuta essenzialmente a una causa sola, la pandemia, essendo venuta meno l’altra causa (la corsa alla Casa Bianca) che ha determinato l’andamento dei mercati fino ad oggi.

Per chi investe con obiettivi di protezione e crescita del capitale nel lungo periodo, quindi, mantenere un approccio ben diversificato dovrebbe bastare a limitare i vari effetti settoriali legati a questa situazione.

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