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Listini: una volatilità influenzata dalle notizie

Nelle ultime settimane una combinazione di diversi fattori ha guidato in maniera significativa la volatilità nei mercati azionari

di Redazione Soldionline 7 gen 2015 ore 11:58

A cura del Team Multi Asset di M&G Investments

Nelle ultime settimane una combinazione di diversi fattori ha guidato in maniera significativa la volatilità nei mercati azionari. La volatilità dei mercati nel breve periodo non necessariamente si riflette poi sulle condizioni economiche di lungo periodo e la volatilità dei mercati potrebbe concedere opportunità tattiche.

notizie_1Cercare di identificare e capire quali sono i fattori che contribuiscono alla volatilità del mercato, non è sempre semplice. Alle volte, le fluttuazioni dei mercati finanziari si manifestano per razionali motivi o altre, non per ragioni del tutto chiare. I media e gli analisti di mercato cercheranno sempre di assegnare una motivazione a questi fenomeni, anche quando un motivo non c’è. Per noi, è alquanto riduttivo attribuire la volatilità del mercato ad altri fattori, specialmente nel breve periodo. Tuttavia, è interessante guardare i  titoli in prima pagina e identificare quali specifici fattori, oltre che la possibile riduzione dei rischi della fine dell’anno, hanno contribuito alla recente volatilità. Di seguito alcune riflessioni sulle tematiche più battute negli ultimi tempi.

IL PREZZO DEL PETROLIO
correlazione-tra-gli-indici-azionari-e-la-caduta-del-prezzo-del-petrolioI titoli energetici hanno impattato i mercati azionari nelle ultime settimane e gran parte del sell-off azionario è stato attribuito alla caduta del prezzo del petrolio. Ma di fatto, la correlazione  tra gli indici azionari e la caduta del prezzo del petrolio è stata minima (figura 1). Se si torna a guardare a questa estate, le azioni hanno subito turbolenze così come la caduta del prezzo del greggio. Questo sottolinea che bisogna essere cauti nel concentrarsi troppo sui movimenti di breve periodo del mercato azionario. La velocità e l’entità con cui il livello del prezzo del petrolio è sceso, e i prezzi delle materie prime anch’essi rilassati, sono evidenti. Spesso c’è uno sfasamento tra  causa ed effetto nei mercati perché alle persone occorre tempo per abituarsi agli sviluppi e valutarli. Riteniamo che il  recente calo dei prezzi delle materie prime siano attribuibili quanto meno all’aumento della disponibilità delle commodities negli ultimi cinque anni a fronte di una più debole domanda, tema questo che è stato sottovalutato a lungo.
GUARDA L'INFOGRAFICA: Prezzo petrolio: il crollo di Brent e Wti

A nostro avviso, la diminuzione dei prezzi del petrolio potrebbe essere un fattore positivo per la crescita (e quindi per le azioni) nel lungo periodo perché c’è una riduzione della spesa per i produttori ed i consumatori, e perché l’inflazione rimane sotto controllo, cosa che può stimolare i banchieri centrali a proseguire nelle politiche  accomodanti.

L’INDICE  DELL’ATTIVITÀ MANUFATTURIERA
Parte del calo dei mercati azionari è stato attribuito ai dati industriali di Germania (Germania, il terziario conferma la crescita a dicembre 2014), Francia (Francia, torna a crescere il terziario a dicembre 2014) ed  in particolare Cina, inferiori rispetto alle stime. L’indice PMI (Purchasing Managers’ Index – PMI - un indicatore realistico della crescita economica) cinese è sceso sotto al livello 50 (da 49,5) per la prima volta da maggio del 2014. Questo fatto è significativo perché il livello 50 è a cavallo tra l’espansione e la contrazione.
indice-globale-pmiComunque, questo indicatore riguarda il breve termine: nel lungo periodo l’indice globale PMI indica che negli ultimi anni c’è stato un miglioramento nella fiducia industriali delle imprese in buona parte del mondo (figura 2). Senza dubbio, ci sono rischi evidenti per rimanere prudenti rispetto alla Cina, tuttavia crediamo che l’azionario cinese offra buone compensazioni per questo rischio, e pesiamo la nostra esposizione sulla base di una view  comunque cauta rispetto ai fondamentali del Paese

SUBBUGLI POLITICI IN GRECIA
obbligazionario-della-greciaIl mercato azionario e quello obbligazionario della Grecia stanno vivendo un notevole sell-off (figura 3) tra crescenti preoccupazioni sull’incertezza politica ed il timore per il futuro del Paese all’interno dell’Eurozona.
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Gli attori del mercato sembrano prezzare un aumento delle possibilità di default per la Grecia sulla scia delle elezioni anticipate e l’ipotetica vittoria di Syriza. Un punto a favore, a differenza del passato  è che, finora, sembra minimo il contagio nell’Eurozona e non ci sono state notevoli ripercussioni su altri mercati finanziari europei. La volatilità sugli indici europei azionari, sembra essere per gran parte causata dai prezzi dell’energia. Quindi, in questo senso, la risposta del mercato (o la sua mancanza) agli sviluppi in Grecia è abbastanza incoraggiante per i fondi multi-asset globali - come i nostri - con una esposizione significativa all’Europa, ma non un’esposizione singola sulla Grecia. Questo mostra che gli investitori, quest’anno sono stati in qualche modo rassicurati da un genuino miglioramento dei fondamentali in molti Paesi europei (sia periferici che centrali), così come le aspettative di politiche di supporto da parte della Banca Centrale Europea. Quindi, date queste premesse, facciamo attenzione al potenziale guadagno per questa situazione verso una che ha maggior effetto in altre parti d’Europa – o nel resto del mondo. Il quadro politico in Grecia altamente incerto.

Rimanendo incerti su quali siano le previsioni di scenario che possono venire fuori per la Grecia, e anche sulla conseguente reazione dei mercati, si può dire che ci sono probabilità che si verifichi una significativa volatilità, e gli effetti che si presentano potrebbero essere delle opportunità per altri mercati. Questo perché ci si aspetta che le vicende interne alla Grecia non hanno un impatto di lungo termine su altri Paesi, purché i fondamentali di tali Paesi rimangano a supporto.
 
POLITICA RESTRITTIVA  IN RUSSIA
rubloLa Banca Centrale russa ha aumentato il tasso di interesse di 6,5 punti percentuali a supporto del rublo. Questa inaspettata politica restrittiva sembra aver contribuito alla volatilità del mercato globale. Dati gli evidenti  rischi  in Russia, nell’attuale contesto, nonostante le valutazioni siano davvero convincenti, pensiamo che il mercato azionario russo sia davvero rischioso al momento. Comunque, come team stiamo monitorando da vicino attentamente la situazione  politica del Paese per valutare di conseguenza il potenziale di attrattività della valuta (figura 4).
GUARDA L'INFOGRAFICA: Il valore del rublo contro euro e dollaro


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