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La recente correzione sarà un'occasione di acquisto?

Michele De Michelis (Frame AM) ritiene che il ribasso subito dai mercati azionari possa essere utilizzata come un'occasione di acquisto, soprattutto in Europa

di Redazione Soldionline 13 feb 2018 ore 11:00

Il ribasso subito dai mercati azionari nei primi giorni di febbraio e il preoccupante ritorno della volatilità ha spaventato diversi investitori. E' arrivato, quindi, il momento di cambiare strategia di investimento?
Non sembra di questa idea Michele De Michelis, responsabile investimenti di Frame Asset Management, secondo cui "i presupposti che avevano portato il mercato a salire in maniera così aggressiva ci sono ancora tutti".
L'esperto ritiene che la recente correzione possa essere utilizzata come un'occasione di acquisto, soprattutto in Europa, mentre non esclude scivoloni nel l'obbligazionario, come spiegato nella seguente analisi.

 

A volte parlare con private bankers, consulenti finanziari e in generale coloro che seguono la clientela privata è molto più utile che analizzare studi e statistiche sui trend d'investimento in atto. Le esperienze degli ultimi giorni non hanno fatto altro che confermare quanto avessi sempre pensato. Nel mio ultimo Punto di Gennaio nutrivo infatti parecchi dubbi sul fatto che molti investitori privati in realtà avessero sfruttato l'eccezionale 2017 e allo stesso tempo mi chiedevo se una eventuale correzione sarebbe stata utilizzata al meglio dai ritardatari.

titoli-azionariQuesta mia tesi è stata, a mio parere, confermata durante i colloqui avuti, ma un episodio in particolare si è rivelato molto significativo. Come tutti ricorderanno, i primi giorni del 2018, sono stati estremamente brillanti, soprattutto negli Stati Uniti dove l'indice S&P 500 è arrivato ad un passo dai 2900 punti, e ovviamente i giornali davano ampio risalto a questi continui record. Un mio stretto collaboratore, intorno alla metà di Gennaio, mi racconta aver incontrato un suo cliente con un patrimonio molto cospicuo (dell'ordine di diversi milioni di euro) e questi si diceva non particolarmente soddisfatto del rendimento ottenuto fino a quel momento. Da notare il fatto che questo cliente al momento dell’individuazione degli obiettivi d’investimento, si era rivelato particolarmente prudente, pur essendo un imprenditore abituato a rischiare e dotato anche di indubbie qualità di analisi. Il banker di fronte a tali lamentele si è comportato in maniera perfetta, non cedendo in automatico alle richieste di aumento del rischio, piuttosto soffermandosi sulle conseguenze che questo incremento avrebbe portato in termini di volatilità complessiva del portafoglio.

Questo ulteriore chiarimento ha portato l'investitore a mantenere l'asset allocation così com'era, lasciando la porta aperta ad un eventuale aumento dei risky asset alla prima correzione sui mercati. Bene, venerdì pomeriggio, alla fine di una settimana di passione che ha visto i mercati azionari correggere in maniera repentina e violenta, questo consulente ha incontrato nuovamente il cliente, proponendogli di fare quanto concordato soltanto venti giorni prima, anche perché il portafoglio, impostato in maniera prudente, aveva retto benissimo, perdendo soltanto un punto percentuale dal massimo di mercato.

Peccato che il cliente non solo non abbia aumentato minimamente il rischio, ma addirittura si sia lamentato dell’oscillazione negativa. Perché quando si tratta di investimenti, le persone non riescono proprio ad essere razionali? Partendo dal presupposto che nessuno ha la sfera di cristallo e che le cose possono cambiare in qualunque momento, se andiamo ad analizzare quanto accaduto dal 25 di Gennaio (inizio correzione) ad oggi, noteremo che i presupposti che avevano portato il mercato a salire in maniera così aggressiva ci sono ancora tutti: dalla crescita sincronizzata a livello mondiale, allo stato di salute eccezionale di moltissime aziende che hanno confermato anche le guidance sugli utili futuri.

E allora che cosa ha innescato questa sorta di mini crash? Per assurdo, proprio la presa di coscienza che le cose stiano andando "troppo bene" e che l'inflazione si stia risvegliando forzando la Fed ad alzare in maniera più aggressiva i tassi. Questa ipotesi ha fatto salire i rendimenti dei decennali americani che hanno superato il 2,85% e da lì, apriti cielo. A questo mix di partenza si sono uniti alcuni fattori tecnici come l'esplosione dell’indice VIX, aggravata dalla ricopertura (attraverso acquisti per 282 mila contratti) da parte di tutti coloro che erano short attraverso i vari ETN e che nel giro di due ore si sono ritrovati con una perdita del 90%.

E meno male che fino a poco tempo fa sulla rete trovavi le pubblicità di quelli che avevano lasciato il loro lavoro per vivere di rendita grazie all'incasso del contango sul VIX. Chissà cosa faranno oggi questi signori. Ma tornando alle nostre analisi: se i presupposti di inizio anno non sono cambiati e i timori sono basati su fatto che la Fed correrà ad alzare i tassi più del dovuto, allora questa potrebbe essere una occasione di acquisto, soprattutto in Europa, dove questo mini crash ha portato il forward PE ad un livello di circa 13, che in un contesto di crescita sincronizzata mi sembra assolutamente interessante.

In ogni caso, se le fiammate inflazionistiche fossero confermate, vedrei piuttosto dei disastri in arrivo sul fronte obbligazionario, laddove rimane ancora parcheggiato il real big money. Concludo quindi con un consiglio indiretto alla folla di risparmiatori che non fanno mai quello che concordano nei momenti di tranquillità con i loro consulenti. Pensare di essere investiti (su qualunque asset class) e non ballare nel futuro, equivale a immaginare di andare a fare la settimana bianca e trovare caldo.

Siamo infatti all'opposto dello scenario post 2011 che ha portato i tassi di interesse a scendere fino a diventare negativi con grandi performance dei fondi obbligazionari, quindi meglio che si preparino psicologicamente al fatto che pranzi gratis non ce ne sono più.

 

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