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La FED proverà a rispondere alla BCE

Gli analisti di IntesaSanpaolo sono convinti che la banca centrale statunitense procederà con un taglio dei tassi di interesse, verosimilmente di 25 punti base, seguiti da altre due sforbiciate

di Redazione Soldionline 13 set 2019 ore 11:27

Dopo le nuove misure di politica monetaria decise dalla BCE nella riunione del 12 settembre, i mercati si attendono la risposta della FED, in occasione del FOMC previsto per il 17 e 18 settembre.
Gli analisti di IntesaSanpaolo sono convinti che la banca centrale statunitense procederà con un taglio dei tassi di interesse, verosimilmente di 25 punti base, in modo da portare il saggio di riferimento tra l’1,75% e il 2%. Gli esperti prevedono due ulteriori tagli: uno probabilmente alla prossima riunione di fine ottobre, e uno a inizio 2020.
Nell’analisi seguente IntesaSanpaolo prova ad anticipare la strategia che la FED adotterà nei prossimi mesi.

 

fed_14Un taglio del tasso dei fed funds alla riunione del FOMC del 17-18 settembre è praticamente certo, con una probabilità assegnata dal mercato al 100%, suddivisa fra il 97% circa per una mossa di 25pb e il 3% circa per una di 50 punti base. La nostra previsione è un taglio di 25 punti base: a nostro avviso nel Comitato non c’è un consenso sufficiente per una mossa più aggressiva, anche se i pareri favorevoli a un intervento di 50 punti base sono aumentati di recente.

La riunione di settembre è importante perché darà indicazioni sul sentiero della politica monetaria, grazie all’aggiornamento delle proiezioni macroeconomiche e dei tassi. Alla riunione di fine luglio, il messaggio del FOMC era stato di generico impegno a fornire nuovo stimolo per sostenere l’espansione, valutando il taglio di 25 punti base come parte di un “aggiustamento di metà ciclo”, più che come l’inizio di una lunga serie di tagli tipica di una situazione di fine ciclo.

La comunicazione della Fed continua a sottolineare che la svolta espansiva della politica monetaria è determinata dai rischi geopolitici e da quelli collegati alla debolezza della domanda globale, pur in un contesto positivo dell’economia americana. Negli interventi più recenti, il riferimento all’aggiustamento di metà ciclo non è più comparso, nonostante indicazioni complessivamente ancora positive dai dati.

Il mercato ha sempre dissentito da questa interpretazione e ha continuato a incorporare 4 o 5 interventi. La nostra previsione è che ci sia un altro taglio in autunno, probabilmente alla prossima riunione di fine ottobre, e uno a inizio 2020.

Le novità dell’ultimo mese sono miste, ma non negative, per quanto riguarda i dati congiunturali, ma includono sviluppi preoccupanti sul fronte dei rischi geopolitici e della  domanda globale. Le proiezioni macro del FOMC non dovrebbero mostrare revisioni significative, ma il grafico a punti dovrebbe spostarsi ulteriormente verso il basso, senza però ridurre in misura significativa il differenziale con le aspettative di mercato che hanno continuato a scendere.

Pur senza vincolarsi a una sequenza di tagli ampia come quella del mercato, riteniamo che il FOMC possa segnalare uno spostamento verso una posizione più espansiva rispetto all’aggiustamento di metà ciclo citato alla scorsa riunione. Il Comitato è piuttosto diviso sull’opportunità di agire in modo preventivo, e ci saranno probabilmente dissensi, ma sembra esserci una maggioranza, fra cui Powell, incline ad agire in modo preventivo

 

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