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L’oro vale più del petrolio?

Cosa ha sostenuto il prezzo dell’oro in anni di domanda finale debole e tassi di inflazione vicini allo zero? E quindi ora dove potrebbe andare?

di Redazione Soldionline 2 mag 2016 ore 09:19

Commento giornaliero di www.recce-d.com

La settimana scorsa, l’attenzione di tutti gli operatori si è concentrata sul petrolio, che ha fatto segnare una performance sorprendente: minore attenzione è andata all’oro, la cui performance è stata altrettanto clamorosa, come potete vedere anche nel primo grafico sotto. Se oggi richiamiamo (ancora) la vostra attenzione su questo metallo prezioso, è perché a nostro parere alcuni dei fattori che sono alla base di questo forte rialzo sono, almeno per il momento, sfuggiti all’attenzione della maggior parte degli operatori. Ricordiamoci, infatti, che solo poche settimane fa le “ricerche” fatte circolare dalle Case di vendita mettevano ancora, al primo posto nella lista dei rischi per i mercati finanziari, la deflazione, ovvero la caduta del prezzo delle merci e dei servizi, e che molte di queste “ricerche” facevano riferimento proprio alla caduta dei prezzi dei metalli come dato di fatto dal quale fare derivare il rischio di deflazione. Nello spazio di un mese, questo rischio è scomparso sia dalle prime pagine sia dai prezzi di mercato, ed a guardarlo oggi il prezzo dell’oro sembra muoversi, da ben tre anni, in modo laterale. Cosa ha sostenuto il prezzo dell’oro in anni di domanda finale debole e tassi di inflazione vicini allo zero? E quindi ora dove potrebbe andare? Senza voler cadere in eccessi di tecnicismo, vi ricordiamo che è solo per un caso che la eccezionale creazione di moneta dopo il 2009 non ha fino ad oggi prodotto un aumento dell’inflazione: nel nostro Blog, abbiamo dedicato un Post la settimana scorsa al crollo del rapporto conosciuto come “velocità della moneta”. L’oro, ed in generale le materie prime, sono beni reali, che hanno un valore d’uso al di là del prezzo sui mercati finanziari, e sono quindi prima di tutto una difesa contro il rischio che i Governi decidano per il deprezzamento delle loro monete: questo è a nostro parere il fattore chiave per comprendere oggi il rialzo del prezzo del petrolio, in un Mondo in cui, sempre più spesso, si leggono sui quotidiani più autorevoli articoli che propongono il passaggio alla politica che viene chiamata “helicopter money” (anche a questo argomento la settimana scorsa abbiamo dedicato un Post nel nostro Blog). Potrebbe salire ancora l’oro? Naturalmente, come in tutti questi casi, la risposta è complessa, e bisognerà capire anche adesso dove andrà il dollaro, che con l’oro ha storicamente un rapporto molto complesso (terzo grafico sotto). Ma a nostro modo è più probabile un rialzo che un ribasso, perché molti nei loro portafogli sono rimasti a zero di materie prime, e perché addirittura nei portafogli dei Fondi HEDGE ci sono ancora posizioni SHORT.

CONCLUSIONE    Noi in Recce’d abbiamo posizioni LONG sulle materie prime dal 2015, e potremmo valutare un aumento di questa esposizione a breve, se si confermasse quello che oggi sembra solo intravedersi, cioè un vero e proprio cambiamento di scenario.

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GLI ALTRI TEMI
che avranno oggi un visibile impatto sui mercati li trattiamo nel nostro The Morning Brief (disponibile dalle ore 7,00 per i Clienti e attraverso la nostra app). Ecco una sintesi per punti:

1.     Petrolio verso i 50$, yen verso 105   Si parte subito con un calo del 3% a Tokyo, che riflette uno yen a 106,50 contro USD. Importantissime le dichiarazioni del weekend da USA e Giappone sui cambi. La tensione resta elevata e sono possibili sorprese a breve

2.     Atlante: primo obiettivo fallito   Il Fondo avrebbe dovuto attirare capitali da altri Investitori Istituzionali, magari esteri. Invece non è successo: ed ora si ritrova ad essere il padrone di Popolare Vicenza, cosa che è evidentemente priva di senso.

3.     Dati USA per la disoccupazione: attenzione ai tassi delle obbligazioni 
    L’inflazione calcolata con il metodo PCE, che è quello a cui Yellen attribuisce maggiore importanza, resta allo 1,6%, secondo i dati pubblicati venerdì scorso. La questione rimane aperta: e Yellen non potrà prolungare di molto il suo gioco a nascondino con i mercati, e da questo punti di vista i dati per l’occupazione che verranno pubblicati in settimana sono un fattore decisivo

4.     SEZIONE L'OPERATIVITA' 
   questa settimana la sezione dedicata all’operatività farà un primo bilancio dei risultati trimestrali delle Società quotate, con particolare riferimento alle nuove opportunità di investimento tra i diversi settori di Borsa

5.     SEZIONE L'ANALISI    
  questa settimana i nostri Clienti insieme a noi passeranno in rassegna i dati per l’economia di Eurozona, dopo la clamorosa sorpresa dei dati per la crescita pubblicati venerdì scorso, e molto migliori del previsto. Come sta davvero l’economia in Eurozona?

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