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L’inflazione che non si vuole vedere

E' un grave errore oggi per un investitore la sottovalutazione del fattore inflazione (che sui mercati si traduce in rendimenti obbligazionari negativi in termini reali)

di Valter Buffo 14 set 2017 ore 09:19

Commento giornaliero di www.recce-d.com

 

Dopo i dati di ieri per l’inflazione tedesca (1,8%) e per i prezzi alla produzione negli USA (2,0%) la domanda che noi investitori siamo obbligati a farci è questa: perché tutti i Banchieri centrali perdono tempo a spiegare al Mondo che l’inflazione è troppo bassa? Pensateci bene: è un mistero di grandi proporzioni: in Germania, un Titolo di Stato a 10 anni oggi rende lo 0,35%, il che significa che i Fondi Comuni e gli investitori individuali percepiscono in termini reali un rendimento NEGATIVO del 2,12% a scadenza. Ha senso? Non secondo Jeff Gundlach:

Bond guru Jeffrey Gundlach, founder of DoubleLine Capital, said the 10-year Treasury yield was too low in a Tuesday webcast. He attributed his bearish stance to the current state of the U.S. economy and the Federal Reserve's plans to raise rates. "I just don't like 10-year Treasurys at this level, they don't have any business being down here," he said. Bond yields move inversely to prices. Gundlach said it was no surprise that the 10-year yield  bounced off the psychologically significant 2% level this week, rising to 2.17% on Tuesday

Non è un problema teorico, oppure peggio accademico: è un problema reale e concreto per ognuno di noi investitori. Che ci fanno i rendimenti laggiù? Se l’inflazione sta quassù? Non ha la minima importanza che non raggiunga la “magica” soglia del 2% (primo grafico sotto per la Germania), quello che per noi investitori conta davvero è che i prezzi oggi sui mercati sono totalmente distorti, se messi a confronto con una inflazione che resta ben superiore allo zero, e che in qualche caso (martedì il Regno Unito) raggiunge il 3%. Negli Stati Uniti, poi, nel primo semestre si sono registrati dati per l’inflazione inferiori alle attese (secondo grafico sotto) ma questo deve necessariamente essere analizzato tenendo conto della fase di forte apprezzamento del cambio del dollaro, fase che in estate si è conclusa. Ci sono quindi valide ragioni per ritenere che nel corso dell’inverno il fattore “inflazione” giocherà un ruolo importante nella determinazione dei prezzi sui mercati finanziari.

CONCLUSIONE   Recce’d  oggi segnala ai lettori che è un grave errore oggi per un investitore la sottovalutazione del fattore inflazione (che sui mercati si traduce in rendimenti obbligazionari negativi in termini reali)

 

harmonised-consumer-price-index

Fonte: Destatis

 

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Fonte: ZH

 

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 14 settembre 2017, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.     La Borsa ha reagito alla presentazione del nuovo i-Phone 8 … con una alzata di spalle. Ora resta da capire che cosa era, cosa significava il rally di lunedì scorso.
  2.     I dati per la disoccupazione di ieri hanno reso ancora più nervosa l’atmosfera alla riunione (oggi) della Bank of England
  3.     Il petrolio ieri ha messo a segno un rialzo verso i 50$, mentre l’euro si indeboliva fino a 1,1800
  4. 4.    SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci occupiamo della sterlina GBP sulla quale il giudizio di Recce’d rimane fortemente positivo; una delle poche opportunità di VALORE oggi disponibili
  5. 5.    SEZIONE L'ANALISI    questa settimana il tema del nostro approfondimento è l’inflazione, in attesa di vedere i dati da Regno Unito, Germania e Stati Uniti nel corso della settimana

 

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