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Italia: nel deficit/Pil... c’è anche il denominatore

Quando si leggono dati negativi come quello di ieri per la produzione industriale in Italia ci si domanda se è un dato occasionale oppure l’avvio di un trend

di Valter Buffo 11 giu 2019 ore 09:47

Commento giornaliero di recce-d.com

 

italia-economiaAbbiamo messo in evidenza per voi, ieri mattina, che l’Italia, nel corso del 2019, era stata fino ad oggi proprio fortunata, ed anzi fortunatissima, perché dai mercati internazionali è arrivato un regalo inatteso, ed un regalo che si traduce in moltissimi soldi (Italia: uno stellone sprecato con i minibot). Il ribasso globale dei rendimenti delle obbligazioni ha fatto scendere il rendimento dei BTp decennali allo stesso livello di un anno fa, e lasciate perdere il fatto che lo spread è salito, resta importante il calo del costo del servizio del debito per lo Stato Italiano. Sono meno euro che escono a remunerare i creditori.

Se da un lato questa è stata certamente una grande fortuna, va detto però che c’è stata anche una componente di sfortuna: pochissimi hanno saputo prevedere il rallentamento globale che è già in corso (e di sicuro, nessuno dei nostri governanti), e questo rallentamento della crescita globale colpirà più duro proprio in quei Paesi che sono schiacciati dal peso del debito pubblico, che ovviamente riduce i margini di manovra delle politiche fiscali di spesa.

Per questo, quando si leggono dati negativi come quello di ieri per la produzione industriale in Italia, che vedete sotto nel grafico, ci si domanda se è un dato occasionale oppure l’avvio di un trend. Lo si legge anche nel commento pubblicato ieri dal quotidiano La Repubblica che in parte qui riproponiamo:

Continua a muoversi col passo del gambero l'industria italiana. Secondo la rilevazione dell'Istat relativa al mese di aprile, l'indice destagionalizzato della produzione industriale è sceso dello 0,7% rispetto a marzo. Gli analisti di Intesa Sanpaolo, prima della pubblicazione del dato ufficiale, si aspettavano una contrazione dello 0,4% mensile, dopo il -0,9% di marzo: il dato definitivo è dunque peggiore delle attese e rafforza l'ammonimento che gli economisti davano su una possibile stagnazione generalizzata dell'economia nel secondo periodo dell'anno. Nonostante resti una media positiva per il trimestre febbraio-aprile, +0,7% rispetto al trimestre precedente, si va dunque già annullando il rimbalzo dell'industria di inizio 2019. Anche il raffronto annuo è negativo: corretto per gli effetti di calendario (20 giorni lavorativi nell'aprile scorso contro i 19 del 2018), il calo della produzione rispetto ad aprile 2018 è dell'1,5%. A valle del risultato, Luca Mezzomo della Direzione studi e ricerche della banca annota come questi dati possano coincidere con un secondo trimestre generalmente debole, con l'industria a dare un contributo negativo al Pil. "Le prospettive oltre il secondo trimestre - aggiunge - rimangono caratterizzate da un livello insolitamente elevato di incertezza".

Ci sembra rilevante mettere all’attenzione del lettore questo lato della questione: oggi leggendo i quotidiani sembra che tutto il problema sia dal lato della spesa (il Governo vuole aumentarla, la UE vuole i tagli) ma si dimentica che, nel rapporto tra deficit e Pil, conta e molto anche il divisore, ovvero il PIL. E se a fine 2019 dovessimo fare i conti con un PIL che diminuisce, anziché aumentare, tutte le parole che si fanno oggi sulla spesa risulterebbe inutili.

 

produzione-industriale-in-italia

Fonte: dati ISTAT

 

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 11 giugno 2019, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.     Mercati sotto shock dopo che dagli USA è arrivata una forte sorpresa dai dati per l’occupazione ed i salari di venerdì scorso
  2.     Ieri mattina dalla Cina i dati per la bilancia commerciale hanno confermato la debolezza della domanda interna
  3.     La marcia indietro di Trump con il Messico sarà seguita da una marcia indietro anche con la Cina? Nulla si può escludere
  4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci occupiamo dello scontro epocale tra azioni ed obbligazioni, che lascerà un segno sui mercati finanziari globali per anni
  5.     SEZIONE L'ANALISI    il tema della nostra Analisi sarà ancora per questa settimana l’economia della Cina e dei Paesi Emergenti


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