Investire sull'inflazione USA
Il mese di gennaio è stato contrassegnato da un aumento dell’inflazione negli Stati Uniti. A seguire le analisi degli esperti di BNY Mellon, tratte dal primo rapporto trimestrale Fixed Income 2016
di Redazione Soldionline 25 feb 2016 ore 10:53A cura di BNY Mellon Investment Management
Opportunità di valore nei titoli inflation linked
Paul Brain, Head of Fixed Income, Newton Investment Management
“Siamo fiduciosi che la ripresa economica negli Stati Uniti e in Europa possa ridurre le pressioni deflattive nel corso del 2016. I salari negli Stati Uniti sembrano destinati ad aumentare nel corso del primo semestre dell’anno, così come altri costi legati all’ospitalità e agli alloggi residenziali, con un’influenza positiva sull’inflazione”.
“Per questo, nell’ambito del reddito fisso, vediamo delle buone opportunità di valore nelle obbligazioni inflation linked. Quelle statunitensi, in particolare, rappresentano un’assicurazione a buon mercato contro l’indecisione della Federal Reserve: se l’aumento dei tassi d’interesse dovesse tardare ad arrivare, le aspettative sull’inflazione non potranno che aumentare”.Il 2016 tra deflazione e stretta monetaria
Raman Srivastava, Deputy Chief Investment Officer e Managing Director Global Fixed Income, Standish Mellon
“Nel corso del 2015, il rallentamento della crescita in Cina ha generato pressioni deflattive che sono state avvertite in misura pronunciata anche negli altri mercati emergenti e in parti del mondo sviluppato. Ci aspettiamo che questo trend continui almeno sino al termine del primo trimestre 2016. Le pressioni deflattive sono una delle ragioni per cui i tassi di interesse dovrebbero restare a livelli bassi. Ci aspettiamo che l’inflazione, o la mancanza d’inflazione, limiterà la portata della stretta monetaria da parte di alcune Banche Centrali sviluppate, quali la Fed”.
Le opportunità nascoste d’investimento
By David Hooker, Senior Fixed Income Portfolio Manager, Insight Investment
“Il nostro outlook prevede un aumento dell’inflazione nel corso dell’anno, seppure a livelli relativamente contenuti: 1% in Europa, 1,5% in Gran Bretagna e 2% circa negli Stati Uniti. Le previsioni poco accurate sull’inflazione USA da parte dei mercati potrebbero celare delle opportunità d’investimento. Molti investitori, infatti, continuano a sottovalutare l’andamento inflattivo degli Stati Uniti nel lungo periodo. Un nuovo calo nel prezzo del petrolio, che è assolutamente possibile, potrebbe rappresentare una buona occasione per acquistare titoli sull’inflazione”.