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Inarrestabile la corsa di Wall Street?

A parte la leggera flessione di giovedì scorso, gli Usa sembrano voler proseguire la corsa al rialzo. Mentre scriviamo queste ultime note, i futures dell’S&P500 già segnano un progresso di 8,10 punti

di Mario Elia 20 feb 2017 ore 10:28

Un’occhiata al principale indice di Piazza Affari, messo a disposizione da SoldiOnline, con le medie mobili a 5 e 20 giorni:

ftsemib-dicembre-gennaio-2016-2017

Bene, malgrado i ricorrenti problemi bancari e le incertezze politiche, si osserva che dalla fine dello scorso novembre fino alle prime settimane di gennaio 2017, l’indice è salito in modo impressionante. Poi le varie tensioni hanno piegato la tendenza ed ora le medie mobili procedono congiunte, senza fornire alcuna indicazione.

IN USA, PER ORA, È TUTTA UN’ALTRA STORIA

Nonostante un debito pubblico abnorme (solo quello federale ammontava, nel 2016, a 19.200 miliardi di dollari), dall’elezione di Trump (9 novembre 2016) a oggi l'S&P500 è passato da 2.163 a 2.351 punti, con una crescita dell’8,7%, un tipo di cabrata che non si registrava dalla metà degli anni Quaranta. E forse sono proprio i vagheggiamenti elettorali e poi le prime misure protezionistiche, quasi isolazionistiche, a rilanciare le aziende radicate nel territorio Usa e a prospettare un possibile disimpegno Usa dai costosissimi conflitti mondiali. L’indice Dow Jones è molto chiaro, non solo nel prezzi, ma anche nei volumi:

indice-dow-jones-dicembre-2016-gennaio-2017

 

LE FRONTIERE DEL VALUE INVESTING SEMPRE PIÙ NEGLI STATES?

Non c’è quindi alternativa all’investimento sui titoli statunitensi più appetibili, messi a disposizione da Finanze.net… Nelle lista Top 100 America (accesso gratuito), ci siamo interessati a due aziende in particolare, di cui riportiamo una tabella:

 

Nome

 

Sigla

Prezzo attuale in $

Valore mln Euro

Ratio Utili/Prezzo

Redditività / Capitale Investito

 

Settore

Marriott International Inc.

 

MAR.N

 

87,38

 

32.371

 

6%

 

614%

 

Alberghi

 

Monsanto Company

 

MON.N

 

107,67

 

44.990

 

6%

 

48%

 

Chimica di base

 

E i relativi grafici pubblicati da Yahoo Finance:

marriott-international-grafico

monsanto-company-grafico

 

LA DONCHIAN STRATEGY NON SI È LASCIATA SCAPPARE L’OCCASIONE!

Le medie mobili suggerite dal Maestro di Hartford hanno colto al volo il trend rialzista:

incrocio-medie-mobili-s-p-500

Così, lo scorso lunedì 6 febbraio, ore 09:30, hanno decretato l’Entry sul certificate Bnp Paribas a 7,82 euro. L’ascesa è stata tale che il meccanismo di trailing stop è stato aggiornato di continuo: 7,62 > 7,64 > 7,76 > 7,85 > 7,88 > 7,91 > 7,98 > 8,01 > 8,02 > 8,04 > 8,16 > 8,20 euro.
Vi risparmiamo la tabella, che proporremo al gran completo in sede di Exit. Ma il certificate acquisito il 6 febbraio a 7,82 euro, in 10 sedute ha chiuso a 8,34 euro, con un incremento del 6,65% (annualizzato, + 167%).

Del resto, lo stesso indice Vix non dà segni di preoccupazione, almeno stando alle posizioni assunte dagli “opzionisti” sull’S&P500 (ma un acuto osservatore ha avanzato il sospetto che le quotazioni siano orientate dagli acquisti della Fed):

vix-indice-della-paura

NON DIMENTICHIAMO L’ECONOMIA ORIENTALE


Ora, però, va detto che non ci sono solo gli Usa, quale territorio di caccia e, al riguardo, proponiamo alcune riflessioni di due consulenti finanziari italiani, Andrea Curti e Fabio Donalisio:

“… I dati Ocse confermano che l’economia del futuro parlerà Asiatico e che il divario di ricchezza tra il resto del mondo e i Paesi aderenti all’organizzazione si va sempre più restringendo.

Ovviamente, non solo la Cina, ma una serie di Paesi sempre più virtuosi che viaggiano a percentuali di crescita opposta rispetto a quella dei Paesi non-Ocse che invece stanno rallentando. (…)

Tra i grandi protagonisti della ricchezza mondiale troviamo quindi l’India e l’Indonesia, due stati asiatici, a cui andrebbe la palma d’oro della crescita dal 2020 in poi, quando prenderanno il posto della Cina come economie più virtuose. L’India, ad esempio, già nei prossimi mesi dovrebbe aver superato la ricchezza complessiva del Giappone, mentre batterà l’Eurozona solo tra una ventina di anni.

Ma già al 2025, India e Cina supereranno la ricchezza di tutti i Paesi del G7 messi insieme, mentre al 2060 avranno superato il Pil totale di tutti i 34 stati Ocse, quando oggi rappresentano ancora solo un terzo di esso. (…) … La Borsa dell’India, quindi, può beneficiare di un eccellente sistema paese (governo, istituzioni e aziende) che garantisce una crescita solida e sostenibile per altri 20 anni... uno straordinario ciclo virtuoso in grado di sostenere la Borsa di una delle economie più a forte potenziale del futuro.”

Nota di redazione: molti dei migliori titoli asiatici sono già ora acquistabili e vendibili a Wall Street, nella forma di ADR (gli American Depositary Receipt sono certificati che sostituiscono le azioni e che consentono la contrattazione sul mercato degli Stati Uniti di titoli emessi su altri mercati finanziari). Inoltre, il mondo asiatico dovrà prima o poi fare i conti con l’elevatissimo inquinamento ambientale. India e Cina sono al primo posto per decessi causati dallo smog.

Ora, tutti sappiamo che in economia (ed anche in econometria), le previsioni sono l’esercizio più difficile e azzardato. Ma crediamo anche noi che nel medio-lungo periodo India e Indonesia, dal punto di vista dello sviluppo, vedranno rosa.
E infine, l’ultima nostra personale acrobazia grafica sui mercati Usa:

sentiment-dei-future-su-s-p-500

È molto interessante notare che l’ottimismo dei “futuristi” continua ad accelerare a partire dal dicembre 2018 (ancora una volta, ci sarà lo zampino della Fed, che ha ovvio interesse a pronosticare un futuro economico il più possibile brillante?).


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