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Il tasso di interesse massimo sostenibile per l’Italia è tra lo 0,6% e l'1,5%

Non solo l'Italia è sottoposta a pressioni, ma l'Eurozona nel suo insieme è entrata in un'area pericolosa. È tuttavia troppo presto per concludere che è cominciata una seconda crisi dell'euro

di Redazione Soldionline 9 lug 2018 ore 10:54

Le recenti turbolenze politiche italiane hanno fatto lievitare il tasso di interesse del Btp con scadenza decennale: il rendimento del titolo è arrivato a toccare anche il 3%. Si tratta di un livello di allerta?

Secondo Yves Longhcamp, Head of Research di ETHENEA Independent Investors, è il doppio della migliore stima di tasso massimo sostenibile, pari all’1,5%.

“Siccome nell’Eurozona il tasso massimo sostenibile privo di rischio è definito proprio dall'Italia, ne deriva che la regione sta entrando in un’area pericolosa”, ha evidenziato l’esperto.

Nell’analisi seguente Yves Longhcamp spiega i motivi di questa affermazione.

 

Il rendimento dei titoli decennali italiani è pari a circa il 3%, ossia il doppio della nostra migliore stima di tasso massimo sostenibile, pari all’1,5%. Siccome nell’Eurozona il tasso massimo sostenibile privo di rischio è definito proprio dall'Italia, ne deriva che la regione sta entrando in un’area pericolosa.

 

btp-astaLa questione è fino a dove possano giungere i tassi d'interesse senza che il debito pubblico ne sia minacciato. Il debito è sostenibile fintanto che i rendimenti degli investimenti in dollari sono maggiori del costo del debito pagato in dollari. Il rendimento di un governo può essere grosso modo equiparato alla crescita del Pil e i costi sono i pagamenti dei tassi d'interesse sul debito pubblico.

Se i pagamenti degli interessi sono superiori alla crescita, il rendimento sociale non è sufficiente a coprire i costi di finanziamento, rendendo l'operazione insostenibile.

 

Il tasso d'interesse massimo sostenibile che un governo può permettersi dipende da crescita, inflazione e indebitamento.

Nei nostri calcoli basati sui dati Ocse, i tassi d'interesse massimi sostenibili si attestano tra il 4,8% e il 6,1% per la Germania, tra il 3,3% e il 4,0% per gli Stati Uniti, tra lo 0,6% e l'1,5% per l'Italia e tra lo 0,1% e lo 0,3% per il Giappone.

 

In questo contesto, movimenti dei tassi d'interesse tanto al rialzo quanto al ribasso sono limitati. Per le banche centrali, il limite inferiore è generalmente lo 0%, mentre per i governi il limite superiore varia dallo 0% in Giappone al 4% negli Stati Uniti. Nell'Eurozona, nel migliore dei casi tale cifra si attesta all'1,5%, giacché il tasso massimo sostenibile privo di rischio non è definito dalla Germania bensì dall'Italia, che rappresenta il rischio principale per l'intera regione.

 

Il fatto che il rendimento dei titoli decennali italiani sia il doppio della nostra migliore stima di tasso massimo sostenibile, non solo indica che l'Italia è sottoposta a pressioni, ma che l'Eurozona nel suo insieme è entrata in un'area pericolosa.

È tuttavia troppo presto per concludere che è cominciata una seconda crisi dell'euro.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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