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Il mondo dopo la Brexit

Dopo la Brexit è aumentata l’incertezza in Europa. Manteniamo un approccio prudente, con una posizione sottopesata nel mercato azionario e sovrappesata in titoli di credito, ma riportiamo la liquidità su livelli neutrali.

di Redazione Soldionline 12 lug 2016 ore 10:54

A cura di Research & Investment Strategy di Axa IM

Il nostro scenario principale presuppone una crescita leggermente più lenta, non apportiamo cambiamenti sostanziali all’asset allocation. Raccomandiamo qualche variazione all’interno delle asset class. Dopo la Brexit è aumentata l’incertezza in Europa. Manteniamo un approccio prudente, con una posizione sottopesata nel mercato azionario e sovrappesata in titoli di credito, ma riportiamo la liquidità su livelli neutrali. Suggeriamo di ridurre a sottopesata la posizione in azioni dei mercati emergenti europei ed in euro. Nell’ambito del reddito fisso portiamo a overweight i titoli del Tesoro USA, e dopo il brusco ribasso prendiamo profitto su spread sovrani europei e gilt.

L’Europa se la cava: l’esito del referendum per lasciare l’UE ha diffuso grande incertezza per il Regno Unito ed in misura minore anche per il resto d’Europa. Rivediamo le nostre stime di crescita per fine 2017, abbassandole di 2 punti percentuali per il Regno Unito e di 0,3 punti per l’Europa. Crediamo che la Banca d’Inghilterra abbasserà i tassi a zero e avvierà un piano di QE nel secondo semestre dell’anno. Non ci aspettiamo che la BCE intervenga ancora, oltre a prorogare il QE di sei mesi, senza modificare le regole di acquisto dei titoli. Nel frattempo, l’intensificarsi delle incertezze dovrebbe spingere la Fed a rallentare il processo di normalizzazione dei tassi di interesse almeno fino a dicembre.

Scenario negativo: i rischi politici potrebbero mettere alla prova le politiche macroeconomiche e frenare ancora la crescita. In tale scenario, la Banca Centrale Europea interverrebbe con un nuovo allentamento. La Federal Reserve si asterrebbe dall’alzare i tassi di interesse.

Scenario positivo: Rapidi negoziati confermano un rapporto solido tra Regno Unito e Unione Europea. L’avversione al rischio svanirebbe rapidamente. I rendimenti delle obbligazioni considerate un “porto sicuro” tornerebbero sui livelli pre-Brexit, mentre i mercati azionari registrerebbero una temporanea ripresa.

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