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Il futuro per l’inventore degli ETF

Oggi utilizziamo alcune frasi di John Bogle, un uomo che a 86 anni è più innovativo della maggior parte di quelli che hanno la metà dei suoi anni ed operano nello stesso settore

di Valter Buffo 29 nov 2016 ore 09:09

Commento giornaliero di www.recce-d.com


Sul nostro sito abbiamo pubblicato due Post a commento di una recente, lunga ed articolata intervista con John Bogle, che fondò Vanguard nel 1974. Oggi lui è il vincitore, e (quasi) tutti gli altri sono “on the losing side”. Nel nostro contributo, la sua intervista ha un ruolo in quanto ci permette di tornare sulla crisi dei Fondi Comuni tradizionali, ascoltando il parere esperto di un veterano affermato.

Actively managed funds have been losing to index funds, in terms of cash flow, for eight consecutive years now. And it’s cascading now. Investors love it; Wall Street hates it. Mutual fund managers don’t like it either. Money is leaving them and coming to us every single day. We’re now doing a billion dollars a day. This is just totally beyond anything else in the industry’s history'.

Cominciamo da una (giustificata) affermazione di compiacimento: il business si è spostato dai Fondi tradizionali verso I Fondi Indice, o ETF, e qui Bogle ci aiuta a sottolineare come anche le banche intermediarie, le grandi banche di investimento, soffrono a causa di questo spostamento: quel mondo di dieci-venti anni fa, quel mondo incentrato sui Fondi Comuni tradizionali “falsi attivi” era perfetto per loro, che potevano far pagare altissime commissioni di negoziazione per movimenti di portafoglio che poi, alla prova dei risultati, non hanno prodotto alcun beneficio per o Clienti che ci hanno investito. Ma proseguiamo nella lettura, rimanendo ancora sullo stesso tema:

The example I use is stock market turnover, which has run between 150 and 250 percent of late. If we went from no indexing in this theoretical thing to half indexing, say, the turnover would be 125 percent. You immobilize half of the market. For decades the turnover was 25 percent a year, not 125 percent. We don’t need all that turnover, but we have a brokerage business in which turnover generates the returns that the brokerage business earns. And, as everybody knows, if a salesman sells nothing in a month, he brings home nothing—so he has to sell something. He has to believe what he’s doing is right. And he may be doing what’s right, but as a rule he can’t be doing what’s right because there’s someone on the other side of every trade. And all that trading means zero until the croupier in the middle puts his rake down on the table and scrapes off his share of the winnings. Wall Street is a casino, that’s a fact.

Questo secondo brano è interessantissimo: Bogle ricorda che il volume di scambi sui mercati finanziari si è impennato negli ultimi decenni, proprio ad opera delle grandi banche di investimento … ma non ce n’è alcun bisogno. E spiega anche, nel brano qui sopra, perché la diffusione di prodotti come gli ETF porterà un radicale cambiamento non soltanto nei portafogli di chi investe, ma pure nel modo di funzionare dei mercati e nelle posizioni relative di operatori piccoli e grandi.

CONCLUSIONE   Recce’d oggi utilizza alcune frasi di veterano della Finanza e del Risparmio, un uomo che a 86 anni è più innovativo della maggior parte di quelli che hanno la metà dei suoi anni ed operano nello stesso settore   

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Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 29 novembre 2016, abbiamo trattato i seguenti temi:
1.    Da ieri in Recce’d abbiamo iniziato il lavoro di riordino e sistemazione dei portafogli in vista della fine del 2016
2.    Petrolio ancora al centro dell’attenzione, in attesa delle decisioni OPEC sui tagli alla produzione
3.    Italia: abnorme e poco sensata la quantità di articoli di prima pagina sul destino delle banche dopo il Referendum. Atteggiamento che non fa altro che aumentare la confusione
4.    SEZIONE L'OPERATIVITA'  Finisce il 2016: la lezione più importante ci è arrivata proprio da Brexit
5.    SEZIONE L'ANALISI   Il test più importante per il Presidente Trump? All’esterno, sicuramente il commercio internazionale

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