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Il dollaro “forte”: ve lo ricordate?

a gennaio scorso, il mercato e l’opinione di “consenso” era posizionato sul “dollaro forte”, un tema di investimento che fino ad oggi ha dato nessuna soddisfazione agli investitori, tra il 2015 ed il 2016, ma solo problemi.

di Redazione Soldionline 3 mag 2016 ore 09:22

Commento giornaliero di www.recce-d.com

In questi primi quattro mesi del 2016, tutto si è mosso: gli indici di Borsa, i rendimenti ed i prezzi delle obbligazioni, il prezzo del petrolio e delle altre materie prime, ma se dovessimo scegliere la caratteristica più forte di questo periodo, la nostra scelta cadrebbe sulla volatilità dei cambi tra le maggiori valute. Ancora a gennaio scorso, il mercato e l’opinione di “consenso” (quella di Reti di vendita e Case di Fondi) era posizionato sul “dollaro forte”, un tema di investimento che fino ad oggi ha dato nessuna soddisfazione agli investitori, tra il 2015 ed il 2016, ma solo problemi. Di questa dinamica dei cambi tra le valute maggiori ci sono numerose anomalie che meritano di essere osservate, per cercare di comprendere dove sono diretti i cambi nei prossimi mesi: noi oggi ve ne vogliamo evidenziare una, anche con l’aiuto di due grafici. Nel primo grafico sotto, potete vedere che mentre da un lato (la riga di colore blu) la differenza tra i rendimenti delle obbligazioni è aumentata a favore di quelle in dollari USA, che rendono molto di più di quelle giapponesi, dall’altro (la riga di colore bianco) il cambio si è spostato decisamente a favore dello yen, ch si è rivalutato contro dollaro USA. Come si spiega questa anomalia? Se le obbligazioni in dollari USA rendono di più, perché dal Giappone non arrivano fondi per investire in quelle obbligazioni? Perché i giapponesi non vendono yen per acquistare dollari USA, ed invece accade il contrario? Evidentemente, i differenziali tra i tassi di interesse non sono più il fattore decisivo: o almeno, il differenziale tra i tassi di interesse NOMINALI; perché, come vedete nel secondo grafico qui sotto, allargando al più lungo periodo la nostra osservazione vediamo che l’Indice del Dollaro (la linea di colore grigio), ovvero la media ponderata dei suoi tassi di cambio, oggi si trova ai medesimi livelli del 1997, ovvero di venti anni fa, mentre nello stesso periodo le aspettative di inflazione gli Stati Uniti sono scese dal 4% annuo a zero (la linea di colore blu). In parole più semplici: oggi a livello globale i tassi di interesse sono tutti vicini a zero, e quindi gli operatori del mercato dei cambi invece che guardare ai tassi di interesse sono costretti a riferirsi ad altri indicatori, primo fra tutti le aspettative di inflazione. Noi in Recce’d facciamo lo stesso da almeno un anno per decidere quali rischi di cambio includere (ed escludere) dai nostri portafogli modello.

CONCLUSIONE  I mercati hanno dal 2015 aperto una nuova fase in cui tutte le vecchie correlazioni hanno perso il loro potere di spiegare i movimenti dei prezzi. In particolare sui cambi, dove si vede che sono i tassi di interesse REALI (al netto dell’inflazione) e non quelli nominali a muovere il mercato.

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GLI ALTRI TEMI che avranno oggi un visibile impatto sui mercati li trattiamo nel nostro The Morning Brief (disponibile dalle ore 7,00 per i Clienti e attraverso la nostra app). Ecco una sintesi per punti:

1.     Caos valutario: l’euro sopra 1,1500.  L’attenzione degli operatori si concentra sui cambi, che restano tutti sotto pressione, mentre tutte le Banche Centrali appaiono in difficoltà

2.     Vicenza fuori dalla Borsa, che cosa c’è dopo?   Le forti vendite sui titoli bancari italiani di ieri (Intesa -2%,. Mediobanca -3%, Unicredit -3,5%) sono la testimonianza del fatto che il Fondo Atlante adesso è un problema per l’intero settore italiano.

3.     Dati USA: ISM manifatturiero.  
   Migliore del previsto ieri il dato per la manifattura negli Stati Uniti: una conferma del fatto che in questa fase l’economia va … un po’ meno peggio di quanto si temeva

4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana la sezione dedicata all’operatività farà un primo bilancio dei risultati trimestrali delle Società quotate, con particolare riferimento alle nuove opportunità di investimento tra i diversi settori di Borsa

5.     SEZIONE L'ANALISI  
    questa settimana i nostri Clienti insieme a noi passeranno in rassegna i dati per l’economia di Eurozona, dopo la clamorosa sorpresa dei dati per la crescita pubblicati venerdì scorso, e molto migliori del previsto. Come sta davvero l’economia in Eurozona?

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