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Il Bitcoin meglio del mattone (secondo i Millennials)

Per i Millennials l’eccezionale impennata del Bitcoin, che è stata seguita da una correzione quasi altrettanto profonda, è più intrigante della prospettiva di una crescita costante dei prezzi delle case

di Redazione Soldionline 20 lug 2018 ore 14:38

Il bitcoin torna al centro dell’attenzione. Dopo alcune settimane di pausa negli ultimi giorni la principale criptovaluta ha messo a segno un importante rally, attestandosi intorno a quota 7.500 dollari.

Matteo Oddi di Exante ha fornito alcune spiegazioni a sostegno di questo trend. Tra queste anche un recente sondaggio condotto nel Regno Unito tra i Millennials. In particolare, il 21% degli appartenenti a questo specifico segmento demografico ritiene che il bitcoin sia l’opzione migliore tra gli investimenti alternativi al mattone.

Nell’analisi seguente Matteo Oddi fornisce maggiori dettagli su questo sondaggio.

 

Questa settimana il prezzo del bitcoin ha superato la barriera psicologica dei 7000 dollari e su Coinmarketcap, sito che raccoglie la media ponderata tra le quotazioni di diversi exchange, la regina delle criptovalute si è spinta fino alla soglia dei 7500 dollari.

 

bitcoin_7Questo rally improvviso si spiega principalmente con la liquidazione di posizioni short sul bitcoin per 180 milioni di dollari sulla piattaforma BitMEX e in parte con notizie di carattere fondamentale, come l’interesse del colosso degli investimenti BlackRock nel comparto delle criptovalute.

La ritrovata forza rialzista del Bitcoin ha acceso nuovamente i riflettori anche sui maggiori player che operano nel settore e hanno condiviso il loro punto di vista su questo asset, soprattutto per quanto riguarda una prospettiva di lungo periodo.

 

Hanno fatto particolare scalpore le dichiarazioni di Charlie Lee, creatore di Litecoin, criptovaluta pensata per le spese di tutti i giorni, in “opposizione” al bitcoin visto come oro digitale e riserva di valore.

Dal suo account Twitter Lee ha consigliato apertamente agli investitori di possedere almeno un bitcoin prima di prendere in considerazione l’acquisto di qualsiasi altra altcoin, Litecoin incluso.

 

Ed è ancora più ottimista l’outlook di Marc Larsy, miliardario e co-fondatore della società d'investimento Avenue Capital Group, che ha rivelato di aver investito l’1% del suo capitale in Bitcoin.

Secondo Larsy la criptovaluta raggiungerà i 40.000 dollari nei prossimi anni, grazie all’aumento dell’adozione da parte dei mercati e della sua popolarità tra gli investitori ordinari.

 

E un recente sondaggio condotto nel Regno Unito sembra corroborare questa tesi, soprattutto per uno specifico segmento demografico: i Millennials.

Get Living London, società specializzata nella gestione delle proprietà immobiliari, ha commissionato uno studio indirizzato alle persone di età compresa tra i 21 e i 35 anni per scoprire la loro opinione in merito al settore immobiliare. 3065 giovani vi hanno preso parte.

Si legge nel documento: “In media, per il 57% dei Millennials, investire negli immobili della zona in cui vivono, entro i prossimi cinque anni, è un investimento “ad alto rischio”. Questo punto di vista è comune tanto tra coloro che vivono in affitto tanto tra i proprietari di un appartamento. Quasi tre quarti dei rispondenti (74%) ritengono che ci siano investimenti migliori rispetto alla proprietà, e questa cifra sale all’83% negli uomini”.

Tra gli investimenti alternativi al mattone preferiti dai Millennials spicca il Bitcoin, che viene considerato l’opzione migliore da parte del 21% degli intervistati: “Per i Millennials l’eccezionale impennata del Bitcoin, che è stata seguita da una correzione quasi altrettanto profonda, è più intrigante della prospettiva di una crescita costante dei prezzi delle case”.

 

Queste conclusioni sono in linea con quanto affermato mesi fa da Thomas Lee di Fundstrat, analista famoso a Wall Street per le sue previsioni rialziste sul Bitcoin, secondo cui le criptovalute sono per i Millennials l’equivalente dell’oro per la Generazione Silenziosa e delle azioni per i Baby Boomers.

 

“Nessun altro asset ha assunto più chiaramente il ruolo di demarcatore generazionale rispetto agli altri strumenti finanziari del passato. Oggi il Bitcoin è l’equivalente del digital divide nel mondo degli investimenti”, ha commentato Anatoliy Knyazev, di Exante, società che ha lanciato il primo fondo di investimento in Bitcoin della storia.

 

Cosa comportano tutte queste considerazioni per il Bitcoin? Che la capacità di “arruolare” stabilmente tra i suoi sostenitori la generazione più tech-friendly della storia è una sfida da cui non può prescindere.


La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.



 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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