NAVIGA IL SITO

I tassi: ma quelli reali

I movimenti dei rendimenti delle obbligazioni, ovvero dei tassi di mercato, nelle ultime settimane sono stati al centro dell’attenzione globale, e meritano per questo più di un approfondimento

di Valter Buffo 21 feb 2018 ore 09:14

Commento giornaliero di www.recce-d.com

 

I movimenti dei rendimenti delle obbligazioni, ovvero dei tassi di mercato, nelle ultime settimane sono stati al centro dell’attenzione globale, e meritano per questo più di un approfondimento. Oggi Recce’d vi offre uno sguardo sui tassi cosiddetti “reali”, ovvero il rendimento delle obbligazioni al NETTO del tasso di inflazione, come tema importante della giornata in attesa di leggere i Verbali Fed. Partiamo da alcune frasi del Financial Times, che ha fatto notare come, a fronte di un netto peggioramento nelle previsioni di disavanzo pubblico per gli Stati Uniti, i tassi reali siano rimasti in buona sostanza fermi, come vedete anche sotto nel primo grafico.

The government’s real long-term borrowing costs are lower now than they were at the beginning of 2016. “Bond vigilantes” are clearly unconcerned about the government’s ability to fund its debt issuance. (…) Since the trough on the eve of the “taper tantrum” in April 2013, real 5-year interest rates have increased about 2.1 percentage points. But most of that increase occurred in the middle of 2013. Shorter-term real rates are barely higher than they were at the end of 2015, although they have steadily increased since last summer. Whatever drives real interest rates — the budget outlook, the growth outlook, monetary policy, other random variables — simply hasn’t changed much between now and then.

Il dato del brano qui sopra verrà sicuramente messo all’attenzione dei mercati anche stasera, quando leggeremo i Verbali della Fed, dai quali gli operatori si  aspettano indicazioni sui prossimi rialzi dei tassi ufficiali (secondo grafico qui sotto), come spiega in modo efficace il brano che segue, dove viene sottolineato l’impatto delle previsioni sul deficit pubblico USA.

A growing number of private economists now estimate four rate hikes this year, according to a Bloomberg survey last week, compared to the three moves penciled in by policy makers in quarterly forecasts they updated in December. Investors are nearly certain the FOMC will raise rates at its meeting in March, when Powell is scheduled to have his first press conference since becoming chairman. One interpretation (…) is to broach the idea that rising federal spending and the hefty tax cuts could require additional Fed rate hikes down the line (…): “The minutes will make reference to fiscal stimulus and its implications for neutral interest rates,” he predicted. With the stimulus, “more rate hikes will be needed to remove policy accommodation.”

 

stati-uniti-tassi-fermi

Fonte: FRED

 

prossimi-rialzi-dei-tassi-ufficiali

Fonte: BBG

 
Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 21 febbraio 2018, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1.     La Borsa USA ha riaperto ma è rimasta senza direzione: il rimbalzo del 50% della caduta non è una risposta
  2.     Il cambio dello yen e la forza dell’oro sono segnali RISK OFF?
  3.     Il rendimento del decennale Tresury potrebbe salire già oggi sopra il 3%
  4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci occupiamo dell’imponente SHORT dei Fondi Bridgewater sull’e azioni europee
  5.     SEZIONE L'ANALISI    il tema della nostra Analisi sarà la Curva di Phillips che lega disoccupazione ed inflazione

 

recced-logo_1

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà
Tutte le ultime su: recced , tassi interesse
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.