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I problemi irrisolti del settore bancario restano un fardello per le obbligazioni

Mentre il nuovo salvataggio delle banche italiane diminuirà la possibilità del fallimento delle ricapitalizzazioni a breve termine, le banche sono appesantite dal fardello di consistenti contributi a diversi fondi.

di Redazione Soldionline 19 apr 2016 ore 10:26

A cura di Tuuli Koivu, Senior Analyst, e Jan von Gerich, Chief Strategist Nordea

Mentre il nuovo salvataggio delle banche italiane diminuirà la possibilità del fallimento delle ricapitalizzazioni a breve termine, le banche sono appesantite dal fardello di consistenti contributi a diversi fondi. In aggiunta le dimensioni del fondo sono esigue e il problema dei prestiti non performanti sarà risolto molto lentamente, nella migliore delle ipotesi. Le prospettive di un supporto da parte delle banche italiane alla crescita economica appaiono deboli.

banca2_3L’Italia ha annunciato la costituzione di un nuovo fondo Atlante di 5 miliardi di Euro. Secondo le informazioni disponibili, la maggior parte del fondo sarà raccolta dalle banche commerciali. Ciò andrà ad aggiungersi al fardello dei contributi che le banche italiane sono obbligate a pagare al fondo deposito garantito e al fondo di risoluzione. Stimiamo che, su base annua, questi contributi (senza il nuovo fondo) ammonteranno a 2,5/3 miliardi di Euro negli anni a venire. Il fondo è sostenuto dal Governo. I dettagli tecnici devono essere ancora resi noti. Ma la capacità del nuovo fondo è limitata: 5 miliardi di Euro non sono sufficienti a salvare il settore bancario italiano. Se ci sono voluti 3,6 miliardi di Euro per ricapitolarizzare quattro banche piccole, 5 miliardi non sembrano poi così tanti, supponendo ovviamente che alcune grandi banche necessitino di capitale.

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La legge italiana sull’insolvenza è un grande ostacolo alla risoluzione dell’enorme problema dei prestiti non performanti, il cui ammontare è stato stimato intorno a 350 miliardi di Euro. A causa di un sistema inefficiente, ci potrebbero volere anni per prendere e vendere la garanzia a sostegno di un prestito. Il governo ora ha intenzione di riformare il sistema di insolvenza per renderlo più efficiente. Ci vorrà molto tempo, tuttavia, affinché la nuova legislazione risolva la criticità dei prestiti non performanti, il che significa che non ci sono soluzioni rapide in vista.

Se alcuni passi sono stati mossi per ripristinare il sistema bancario italiano, nella migliore delle ipotesi il processo sarà molto lento. L’attuale strategia assunta dalle autorità italiane cerca di estendere il costo del problema all’intero sistema bancario, cosa che colpirà la profittabilità, e con questo le previsioni per la crescita del prestito. Mentre l’operazione TLTRO della BCE garantirà finanziamenti a basso costo, è improbabile che sia sufficiente per superare tutti gli altri venti contrari. La situazione del settore bancario italiano continuerà a limitare il potenziale dell’economia italiana per il momento.

Le obbligazioni spagnole hanno più valore di quelle italiane

spagna4_1Le obbligazioni spagnole sono quelle più vicine e, quindi, confrontabili con i titoli di Stato italiani. Al momento vediamo più valore in quelli spagnoli, soprattutto quelli a 10 anni, che offrono maggiore possibilità di ripresa rispetto all’Italia di quelli a 5 anni. Mentre le obbligazioni di entrambi i Paesi beneficeranno dell’acquisto da parte della BCE e dell’imminente TLTRO, troviamo più rischi in Italia a causa della criticità del settore bancario italiano che delle politiche spagnole.

La Spagna sta affrontando un periodo di incertezza, da quando le negoziazioni sulla formazione del governo sono proseguite per mesi senza risultati concreti. Le nuove elezioni, infatti, avranno probabilmente luogo a giugno ma, secondo le recenti proiezioni, i risultati non saranno diversi rispetto a quelli dello scorso dicembre. Di conseguenza la formazione del governo sarà molto difficile anche dopo le elezioni.

Il rischio reale per le previsioni sulla Spagna potrebbe essere la formazione di un governo anti-riformista, costituito dai socialisti (PSOE) e da Podemos. Almeno alla luce dei recenti sondaggi, tuttavia, questi due partiti non saranno in grado di formare un governo, almeno non senza l’aiuto di altri partiti. Di conseguenza, mentre la situazione politica difficilmente supporterà un percorso di continua riforma, anche un’inversione delle riforme precedenti non sembra probabile.

Inoltre il bilancio del 2016 è stato approvato dal governo precedente,  la politica fiscale per il resto dell’anno non dovrebbe dunque riservare grandi sorprese.

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