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I Grandi Viaggi: tempo di vacanza...

Un'analisi particolareggiata di un titolo non particolarmente premiato dal mercato: I Grandi Viaggi. Una società con un patrimonio immobiliare davvero di rilievo

di LombardReport .com 14 giu 2019 ore 11:39

Di Guido Bellosta - LombardReport.com

 

viaggiDedichiamo questo articolo, visto l'inizio della stagione estiva, ad una società turistico-immobiliare negletta da gestori e mercato: I Grandi Viaggi. Una sola banca d'affari la segue (Banca Akros) ma l'analisi al solito si concentra sulla redditività mentre la chicca secondo noi è rappresentata in questo caso dal patrimonio immobiliare.

Mentre Tamburi si lancia su Alpitour, e Aeroviaggi medita la quotazione, non vogliamo dimenticare una società con una quotazione attorno ai 70 milioni che denuncia un patrimonio di 35 milioni e disponibilità liquide per 33.798 mila euro. Dati che non potevano non interessare ad un vecchio fondamentalista come il sottoscritto.

Per tale ragione avevo frequentato l'assemblea tenutasi in febbraio a Milano, per captare l'atmosfera che regna tra i soci ed il comportamento, formalmente impeccabile, del consiglio di amministrazione.

L'azione IGV è stata quotata 20 anni fa (1998) a 2800 lire (euro 1,4 circa) tramite l'emissione di 18 milioni di azioni ed incassando oltre 50 miliardi di lire. Sono passati 20 anni con il passaggio dalle lire all'euro. All'epoca il gruppo IGV aveva 4 villaggi di proprietà (ora ne ha 11), ed aveva una posizione finanziaria di 4 milioni e capitalizzava 63 milioni di euro. Ora ha una posizione finanziaria positiva per 25 milioni/30 milioni e capitalizza sempre circa 65/70 milioni. Il tempo si è fermato per questa societè? Alla medesima conclusione si giunge osservando che il patrimonio netto nel 1998 (post quotazione) era di circa 81 miliardi (più o meno 40 milioni di euro). Oggi dopo 20 anni e con 7 villaggi in più ed una posizione finanziaria netta di oltre 25 milioni siamo a 70 milioni di euro.

 

Così, a distanza di quattro mesi ho ripreso in mano il bilancio, affiancato nella valutazione dei cespiti immobiliari da azionisti da lungo tempo della società, specializzati in valutazioni turistico-immobiliari.

Controllata dalla Monforte SRL di Luigi Clementi con il 55,6022% del capitale e con una partecipazione di un altro importante immobiliarista nel settore del turismo come Maurizio Maresca con il 7,789%, l'azione IGV ha un flottante limitato custodito in buona parte in mani solide disposte ad aspettare a lungo che i numeri si evidenzino. Persone che hanno già effettuato il loro investimento alcuni anni fa in occasione di un massiccio, e per molti inutile e diluitivo, aumento di capitale che ha annacquato tale capitale sociale. Soldi che ancora brillano per 35 milioni come liquidità nel bilancio.

Sotto l'aspetto borsistico, nonostante i buoni risultati, la società non ha seguito il rialzo triennale della borsa italiana. Akros ha un target di 2,4 euro, analisi che tiene conto della redditività e non del patrimonio, contro una quotazione attuale di circa 1,5 euro.

 

I Grandi Viaggi è proprietaria di 11 strutture, 7 italiane e 4 estere, quasi estremamente esclusive e perfettamente amministrate in linea con l'esigenza commerciale di soddisfare una clientela di fascia elevata e molto fedele al marchio IGV. Tanto che ben l'80% dei clienti è costituito da persone che, in gergo commerciale, sono "repeater", ossia compratori abituali del servizio offerto da una stessa azienda.

Sotto l'aspetto patrimoniale, vi è da segnalare l'enorme scostamento tra valori patrimoniali dell'attivo immobiliare di mercato e valori iscritti in bilancio: a pagina 96, la relazione finanziaria annuale riporta uno schema da cui si può evincere come gli 11 immobili di proprietà siano iscritti per un valore netto di 64,7 milioni derivanti dal saldo tra costo storico (121,3 milioni) e fondo di ammortamento (56,6 milioni) a fronte di una stima di mercato degli stessi ben superiore.

La nostra valutazione degli stessi, pur non essendo immobiliaristi, sulla base delle evidenze del mercato immobiliare degli utlimi anni dovrebbe essere, grosso modo la seguente:

  1.  Santaclara 290 posti letto (prestigioso villaggio sito in costa
smeralda, Sardegna) 60 milioni
  2.  Santagiusta, 374 posti letto (lussuoso villaggio sito nella zona di
 Villasimius, Sardegna) 65 milioni
  3.  Baia Samuele, 320 posti letto (villaggio sito nel comune di Scicli,
 Sicilia) 32 milioni
  4.  Marispica, 294 posti letto (villaggio sito in S. Maria del focallo,
 Sicilia) 30 milioni
  5.  Relais Des Alpes, 103 posti letto (storico hotel sito nel centro di
Madonna di Campiglio, Trentino) 25 milioni
  6.  Monboso Hotel, 114 posti letto (hotel sito in Gressoney, Valle D'Aosta)
 10 milioni
  7.  Le Castella, 294 posti letto (villaggio sito in località Isola di Capo
Rizzuto, Calabria) 20 milioni
  8.  Blue Bay Village, 86 posti letto (splendido villaggio sito nel parco
marino di Watamu, Kenia) 15 milioni
  9.  Dongwe Club, 120 posti letto (splendido villaggio sito in Zanzibar,
Tanzania) 22 milioni
  10.  Cote D'Or Club, 36 camere (meraviglioso villaggio sito nell'isola di
Praslin, Seychelles) 18 milioni
  11.  Chauve Souris Relais, 5 camere (location unica, un isola privata, Seychelles) 5 milioni

Totale complessivo: 302 milioni. Ignoriamo volutamente dal calcolo una porzione immobiliaree a Milano in via S.Tecla 3 "integralmente adibito a deposito".

Si evidenzia, pertanto, sulla base di queste stime, ovviamente criticabili come tutte le approssimazioni, una riserva di valore di ben 237 milioni, pari alla differenza del valore di mercato dei villaggi ed il valore contabile degli stessi, riportato nell'attivo dello stato patrimoniale.

 

Finanziariamente, la società genera da anni flussi positivi e vanta una PFN straordinariamente solida (+24 milioni circa a fine esercizio 2018) contando su circa 34 milioni di liquidità e solo 10 milioni di debiti finanziari.

Come si può ben notare, la capitalizzazione attuale pari a 70 milioni non raggiunge nemmeno 1/4 del valore dei beni tangibili di cui la società dispone.

Commercialmente, vi è da segnalare la forza ed il valore del marchio IGV (una delle prime società che cominciò a proporre, addirittura dagli anni '30, attività pionieristiche in ambito turistico come le crociere) nonchè l'ottimo lavoro di incremento dell'attività di tour operating il cui fatturato ha raggiunto circa 10 milioni nel 2018 e promette di contribuire notevolmente alla crescita dei ricavi complessivi per il 2019 (siamo già a +50% nel I trim. per il comparto).

IGV opera in uno dei settori più effervescenti dell'economia italiana: il turismo. Proprio in questo segmento si è recentemente lanciato Giovanni Tamburi rilevando azione Alpitour, valutata 470 milioni. Successivamente ha comperato Eden Viaggi, il loro principale concorrente firmando anche contratti per la gestione di due resorts importanti in Sardegna come Tanka Village e Colonna. Inoltre hanno già definito la gestione di un lussuoso hotel a Venezia a 5 stelle. Inoltre ha investito anche per l'acquisto di un quarto B727 Dreamliner.

Sempre in questo settore, a dimostrazione dell'interesse e della redditività, sono risultati ottimi i dati denunciati un anno fa da Bluserena Spa di Carlo Maresca, titolare della seconda partecipazione azionaria di IGV e proprietario della suddetta società turistica che presenta strutture a 4 stelle in Abruzzo, Calabria, Sardegna, Sicilia, Puglie e Piemonte. L'utile era salito a fine 2017 da 5, 235.000 euro a 8.350.000 euro. Un patrimonio di 35 milioni ed una ebitda di 16 milioni con debiti per 81 milioni.

Restando nel settore turistico/immobiliare da segnalare le voci di una quotazione in borsa di Aeroviaggi della famiglia Mangia che già dispone di 11 strutture di proprietà e 2 in gestione; ed opera principalmente in Sardegna e Sicilia. Nel suo capitale sono ora entrati IntesaSanpaolo, Sofipa e Fondo Comune di Investimento chiuso Mezzogiorno di Mediocredito Central.

Aeroviaggi stava per quotarsi nel 2001 sulla borsa milanese, ma la difficile situazione internazionale li consigliò di sospendere il progetto. Ora questa ipotesi è tornata molto attuale. Nel frattempo in borsa si dice che ha già quasi raggiunto un utile di 5 milioni di euro. La progressione del business, sui dati a noi noti, è impressionante in quanto l'utile 2016 era di 1 milione di euro, quello del 2017 di poco inferiore a 3 milioni di euro. Nel frattempo il fatturato era cresciuto da 85 milioni di euro (2016) a 90 milioni di euro (2017).

 

Il settore perciò continua a rappresentare un segmento interessante per potenziali investitori. Nel corso della presentazione allo STAR i responsabili di azione Alpitour, ai quali avevamo chiesto due mesi fa se prevedevano la quotazione del titolo, ci avevano risposto che prima avrebbero coordinato Eden Viaggi. Ed avevano accennato anche ad un interesse dall'estero.. Il fascino dell'Italia come Paese turistico continua per fortuna a splendere.

L'azionista di maggioranza di IGV purtroppo non ha alcun desiderio di uscire dalla bassa visibilità che ha scelto. Non vuole effettuare resentazioni di IGV all'estero, non vuole dare dividendi straordinari per sfruttare la cassa che quasi copre il 50% della capitalizzazione, non vuole effettuare le (gratuite!) distribuzioni di azioni gratuite. Tutte operazioni che avevamo suggerito in assemblea in febbraio, ma che sono state cortesemente rigettate.

Perché dovrebbe farlo? Ma allora perché mantiene la società quotata? Forse serve per dare più visibilità ed attendere proposte da potenziali acquirenti? Ci vuole una pazienza di Giobbe infinita per i piccoli soci che non hanno soddisfazioni dal loro investimento nonostante lo sviluppo ventennale della società. Un micro dividendo non soddisfa abbastanza. Questa situazione non tocca il consiglio di amministrazione che nell'attesa, di possibili e molto futuribili novità gestendo IGV, può permettersi di attendere anche a lungo.

 

Per altre raccomandazioni di borsa: LombardReport.com

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