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I dividendi sono un fattore chiave della performance nello scenario di bassi tassi di interesse reali

I dividendi azionari europei sono i più attraenti a livello internazionale: Norvegia e Spagna offrono i maggiori rendimenti da dividendi, mentre le azioni tedesche si posizionano nella fascia centrale

di Redazione Soldionline 11 mar 2015 ore 11:04

A cura di Allianz Global Investors

I dividendi hanno rappresentato un fattore chiave nella performance degli investimenti nei contesti di bassi tassi di interesse reali, lo dimostra lo studio "Dividendi al posto di bassi tassi di interesse" effettuato da Allianz Global Investors sugli ultimi 45 anni.

Lo studio di AllianzGI rivela che le imprese europee riconoscono dividendi particolarmente elevati: nel 2014, il rendimento medio da dividendi dell’indice MSCI Europe è stato del 3,3%, generando un raro e storico divario tra i rendimenti da dividendi e quelli dei titoli di stato e societari europei. Al di fuori dell'Europa, altre regioni geografiche offrono rendimenti da dividendi superiori, in alcuni casi sensibilmente più elevati, rispetto ai titoli di Stato a 10 anni, tra cui Australia, Brasile, Nuova Zelanda e Norvegia.
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approfondimento_4Allo stesso tempo, i dividendi hanno dimostrato la loro capacità di migliorare la stabilità e le performance reali di un portafoglio. In passato, soprattutto gli investitori in azioni europee hanno goduto della distribuzione di dividendi notevoli. Su un periodo rolling a 5 anni, i dividendi a partire dal 1970 hanno contribuito costantemente e positivamente alla performance dell’indice MSCI Europe, permettendo di compensare parzialmente o almeno mitigare (1970-1975, 2000-2005) gli effetti delle perdite a livello di prezzo delle azioni.

I dividendi hanno rappresentato circa il 39% del rendimento annualizzato totale degli investimenti azionari per l'MSCI Europe per l'intero periodo dal 1970 al 2014. Hanno inoltre contribuito per più di un terzo alla performance totale in altre regioni, come il Nord America (MSCI North America) o in Asia-Pacifico (MSCI Pacific), anche se i rendimenti stessi da dividendo erano inferiori in termini assoluti.

La capacità dei dividendi di agire come fattore di stabilizzazione è ulteriormente sottolineata da uno sguardo al mercato statunitense nel periodo 1950-2014, quando le strategie focalizzate sui dividendi degli Stati Uniti hanno mostrato risultati migliori sia in tempi di inflazione che di deflazione rispetto al mercato statunitense complessivo.

Una politica monetaria espansiva è positiva per le azioni

Joerg de Vries-Hippen, Portfolio Manager del fondo Allianz European Equity Dividend, vede un altro vantaggio dei dividendi azionari nel contesto della politica monetaria espansiva: "Se la BCE raggiungerà sia l’obiettivo della crescita economica che il target di inflazione al 2% con le sue ultime misure di politica monetaria, gli investitori saranno ben posizionati con i dividendi azionari. Per la loro natura difensiva questi titoli offrono un'importante combinazione di rendimenti da dividendi relativamente elevati, volatilità storicamente bassa e protezione da inflazione e deflazione”.
Dati gli attuali rischi geopolitici, tra cui il conflitto in corso in Ucraina, la strada che si presenta all’Europa può essere difficoltosa e le battute d'arresto azionarie sono probabili. Secondo de Vries-Hippen, tuttavia, questo contesto favorisce per i dividendi azionari: "In tempi di incertezza le aziende con forti modelli di business hanno evidenti vantaggi, come livelli di patrimonio superiori alla media e flussi stabili di capitale, e possono quindi mantenere la fiducia dei loro investitori sotto forma di pay-out stabili, ancor più in tempi di turbolenze difficili."

Nel 2015 de Vries-Hippen prevede un leggero “vento a favore” delle valutazioni delle azioni europee che più distribuiscono dividendi derivante dalla debolezza dell'euro, che dovrebbe avere un impatto favorevole sulle esportazioni in dollari statunitensi. L'aumento della domanda e maggiori guadagni per l’Euro dovrebbero avere un impatto generale positivo sulla situazione economica in Europa. L'Italia, dove i dividendi azionari l'anno scorso hanno generato un rendimento medio di oltre il 3%, si è guadagnata una maggiore attenzione nel contesto attuale: "L'Italia è un Paese particolare quando si tratta di azioni che distribuiscono dividendi: non rappresentano certamente la maggioranza delle azioni italiane, ma ci sono alcune emittenti con modelli di business unici che offrono pagamenti di dividendi attraenti e affidabili."

Il focus su titoli selezionati accresce la performance
Oltre a solidi bilanci, flussi di reddito stabili e modelli di business solidi, secondo de Vries-Hippens la sostenibilità del pagamento dei dividendi è di fondamentale importanza per la selezione dei titoli: "Ci concentriamo su aziende che continuano a pagare rendimenti da dividendi superiori alla media di mercato. Questa attenzione alla qualità e al rendimento è il fondamento di una sovraperformance stabile del fondo. Una distribuzione più ampia diluirebbe rapidamente l’attuale rendimento da dividendo medio oltre il 5%", ha sottolineato il portfolio manager del fondo Allianz European Equity Dividend.

Un totale di 42 titoli sono attualmente in portafoglio. L'Active-Share, che misura la deviazione del portafoglio del fondo rispetto al benchmark (MSCI Europe Total Return), su cinque anni è di circa l’84% al 31 gennaio 2015. Le decisioni di investimento si basano sulla ricerca interna di Allianz Global Investors.

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