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I dieci motivi che spiegano il recente rally dei mercati azionari

Perché, dopo il drammatico calo di marzo, i prezzi stanno risalendo se stiamo iniziando a comprendere solo ora gli effetti negativi della pandemia? Gli investitori sono impazziti o il mercato ha semplicemente ragione?

di Redazione Soldionline 16 giu 2020 ore 11:12

Dopo la pesante correzione subita tra la metà di marzo e l’inizio di aprile (in coincidenza con la fase più acuta della pandemia da coronavirus) i mercati azionari hanno cambiato radicalmente trend, registrando consistenti rialzi. Addirittura il Nasdaq ha migliorato i massimi storici, arrivando a superare quota 10mila punti.

“Perché, dopo il drammatico calo di marzo, i prezzi stanno risalendo se stiamo iniziando a comprendere solo ora gli effetti negativi della pandemia? Gli investitori sono impazziti o il mercato ha semplicemente ragione?”, sono due domande che si sono posti gli esperti del Centro Studi BGSAXO a cui provano dare risposta nell’analisi seguente.

 

mercato-azionario_2Mentre la crisi COVID-19 sta facendo precipitare l'economia globale in una profonda recessione e i tassi di disoccupazione stanno raggiungendo livelli record, i mercati azionari stanno mostrando una notevole ripresa.
Perché, dopo il drammatico calo di marzo, i prezzi stanno risalendo se stiamo iniziando a comprendere solo ora gli effetti negativi della pandemia? Gli investitori sono impazziti o il mercato ha semplicemente ragione?

  1. Acquista quando il mercato scende “Buy the Deep”.
    L'ottimismo è una caratteristica importante di un gran numero di investitori. E nonostante la dura crisi della corona, molti di loro credono - e continuano a credere - in buoni rendimenti. Non solo a lungo termine, ma anche a breve termine. Nello scenario attuale che ha visto toccare minimi storici, molti investitori pensano che sia il momento perfetto per entrare o acquistare a prezzi scontati.
  2. Cerca il rendimento
    La crisi in corso non ha modificato i tassi di interesse estremamente bassi. Al contrario, la pressione sui tassi di interesse e l'aspettativa che questi rimangano tali per lungo tempo sono solo aumentati. Gli investitori che erano alla ricerca di rendimenti aggiuntivi e quindi hanno detto addio a liquidità e risparmi, hanno solo più motivi per continuare a cercare mercati più redditizzi.
  3. Il ruolo delle Banche centrali
    La BCE, la Federal Reserve e altre banche centrali hanno colto la crisi come un'opportunità per una nuova e inedita ondata di liquidita’ uniti a programmi di riacquisto di titoli di stato e obbligazioni societarie. Ciò crea un’enorme afflusso di nuovi soldi che - come negli ultimi anni - sta riconducendo in larga misura ai mercati finanziari.
  4. I Governi pagano il conto
    Anche la Commissione europea e i governi dei paesi colpiti dalla crisi sanitaria stanno spendendo miliardi per mitigare e prevenire gli effetti drammatici sull'economia gettando liquidita’ “a qualunque costo”. Sebbene i governi siano consapevoli di un conseguente indebitamento, questo approccio sta attenuando il danno economico e fornendo, tra gli altri, investimenti importanti nel settore sanitario.
  5. Tecnologia, tecnologia, tecnologia!
    Non solo il settore medico è monitorato dagli investitori, ma anche il settore delle grandi tecnologie non sembra preoccuparsi della crisi globale. Aziende come Google, Amazon, Facebook, Apple e Microsoft sono addirittura considerate i grandi vincitori. Il fatto che queste cosiddette aziende GAFAM pesino ora oltre il 20% dell' S&P-500 e che siano centrali nel Nasdaq-100, spiega l’ottimo andamento di questi indici.
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  6. Cina e mercati emergenti
    Europa e Stati Uniti sono state colpite duramente e hanno molte morti attribuite al COVID-19, ma gran parte del mondo è stata molto meno colpita dalla pandemia. L'impatto in Africa e in Asia è molto inferiore e pertanto danneggerà di meno questi mercati emergenti. Questo scenario unito ad un mercato Cinese in rapida ripresa potrebbe trainare le economie occidentali a uscire più rapidamente dalla crisi.
  7. Energia a buon mercato
    I prezzi attualmente molto bassi dell'energia e delle altre materie prime stanno sicuramente aiutando. Sebbene i paesi (ad esempio la Russia) e le aziende (ad esempio Shell) abbiano accusato il colpo, questo trend è un dono del cielo per altri settori interessati, come il trasporto aereo. I bassi prezzi dell'energia possono anche far uscire il resto dell'economia dalla crisi più velocemente e in modo più economico.
  8. Speranza per il vaccino
    Naturalmente non possiamo dimenticare la causa della crisi stessa. Il coronavirus. Nonostante l'effetto devastante sull'economia e sulle imprese, c'è una forte sicurezza che il virus possa essere contenuto e che ci si possa convivere. Pare anche certo che un vaccino arriverà si tratta solo di tempo. Un folto gruppo di investitori sta già speculando su questa buona notizia, che senza dubbio darà una spinta ai mercati.
  9. Guardando al futuro
    Ma guardare al futuro non riguarda solo il COVID-19. Gli investitori con orizzonti temporali più lunghi non lasceranno che l'attuale crisi li ponga fuori dai giochi. Stanno osservando cifre storiche e sono convinti che i profitti e i dividendi aziendali torneranno presto alla normalità. Non si allontaneranno dal mercato, ma continueranno a investire, soprattutto ora.
  10. Paura di non cogliere l’attimo (FOMO)
    Infine c'è il gruppo di investitori irrequieto. Hanno osservato cadere il mercato azionario, ma ora lo vedono rialzarsi rapidamente. E hanno sempre più paura di perdere il treno se non arrivano in tempo: The Fear of Missing Out (FOMO). Non sanno se ciò che accade ha caratteristiche fondamentali e strutturali, ma non importa. Vogliono evitare il rischio di perdere una potenziale occasione e seguono il trend principale.

 
Un dato oggettivo è che i mercati si sono chiaramente spostati nuovamente verso l'alto nell'ultimo mese. Naturalmente ci sono anche molti aspetti negativi correlati alla situazione attuale da tenere in considerazione.

Qualuncque sarà la direzione del mercato una cosa è certa, il 2020 sarà un anno che passerà alla storia.

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