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I 100 giorni di Brexit

Oggi Recce’d commenta la debolezza della sterlina GBP e mette in evidenza la forte divergenza tra le tensioni politiche e l’andamento dell’economia reale del Regno Unito

di Valter Buffo 5 ott 2016 ore 09:37

Commento giornaliero di www.recce-d.com

La settimana è iniziata male per la sterlina, dopo una forte ondata di vendite che ha fatto seguito al discorso di lunedì scorso del Primo Ministro, Theresa May. Obbiettivo di quel discorso era, chiaramente, quello di “riprendere l’iniziativa” politica, dopo 100 giorno durante i quali, sul fronte Brexit, è successo assolutamente nulla: e May lo ha fatto soprattutto con una scelta di toni forti, aggressivi, non concilianti, e con l’annuncio che il famoso Articolo 50 verrà fatto scattare entro il 31 marzo 2017. Questa scelta ha aumentato “l’incertezza” sui termini della negoziazione, e l’incertezza si è riflessa, tra lunedì e martedì, su un cambio della sterlina che è sceso a 1,2750 contro dollaro USA (primo grafico sotto) e 0,88 contro euro. Ovvero, ai livelli minimi toccati subito dopo il Referendum (secondo grafico qui sotto).  Siamo di fronte a un cambio di tendenza, ovvero ad una accelerazione verso il basso dopo un trimestre nel quale la sterlina è rimasta, in sostanza, stabile? Noi pensiamo di no.  Arriviamo a questa conclusione guardando ai dati macroeconomici, come facciamo sempre: lunedì scorso l’indice PMI per il settore della manifattura è uscito al livello più alto da 27 mesi a questa parte, ed anche il (sensibilissimo) settore costruzioni proprio ieri ha fatto segnare un dato che è al massimo da nove mesi a questa parte. Altro che crollo degli investimenti! E notate che proprio ieri il Fondo Monetario Internazionale a pubblicato una revisione al rialzo per il dato del GDP del regno Unito: al rialzo, e solo pochi mesi dopo il Referendum.  In sostanza, a nostro parere, la sterlina ha sofferto per due giorni di un “effetto annuncio” che però a breve lascerà il posto ad altri effetti, più duraturi, che sono quelli dei dati “hard”, i dati dell’economia reale. Ne ha scritto ieri il Financial Times

The importance of Article 50 notification is that it puts Brexit negotiations “front and centre of the market’s mind and this focuses investors in on these above challenges”, says Dominic Bunning, FX strategist at HSBC. Yet even though market participants have seen it as a key milestone, expectations about the date for triggering Article 50 have been heightened ever since the referendum. So one would expect the market to price in the date. But as G10 FX strategist Adam Cole at RBC Capital Markets suggests, there may have been a significant minority of investors who believed either that Article 50 would never be triggered or would not be triggered for some time. “So the hard deadline of end-March is significant negative news to anyone holding that view,” he says. As market blogger BlondeMoney put it: “Did you think the UK was just joking?”.

 
CONCLUSIONE   Oggi Recce’d commenta la debolezza della sterlina GBP e mette in evidenza la forte divergenza tra le tensioni politiche e l’andamento dell’economia reale del Regno Unito

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pound

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 5 ottobre 2016, abbiamo trattato i seguenti temi:

  • Dati macro dagli Stati Uniti: oggi arriva il dato ADP per gli occupati e poi l’indice ISM per il settore dei servizi
  • Yen stamattina a 103 contro dollaro: il dollaro è forte, oppure lo yen si è mosso?
  • Petrolio che si avvicina ai 50 dollari stamattina in Asia, e questo nonostante un cambio      del dollaro più forte
  • SEZIONE L'OPERATIVITA'  torna l’inflazione? E che cosa cambierebbe per le nostre e le vostre strategie di investimento?
  • SEZIONE L'ANALISI   dove è finita Brexit? Ne parliamo in dettaglio alla luce dei dati pubblicati negli ultimi giorni

 

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