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Grecia: scommettere sull’accordo

Si è andati troppo oltre per credere in un accordo che vada al di là della facciata. Le cifre in questione sono molto più grandi dei 7 miliardi che vanno in scadenza a luglio

di Redazione Soldionline 10 lug 2015 ore 09:21

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO
1.    Borsa di New York: la media a 200 e gli utili. 
Ha chiuso esattamente alla propria media a 200, ieri sera, l’indice S&P 500: la questione resta aperta. Tutto oggi gira intorno a questo livello, per la Borsa USA ma pure per le Borse di Eurozona (molto più della Grecia): se il supporto tiene, si può ripartire. Ma se cedesse, allora vedremmo una veloce discesa globale [importante per:  equity  (globale)].
2.    Azioni Eurozona: cambia anche la vostra view?   Ieri vi abbiamo segnalato una cosa che ha scritto Bloomberg mercoledì: JPMorgan Chase & Co. told clients this week to hold off on fresh purchases of the shares, reducing its suggested allocation to the equivalent of a hold. In so doing, it became the only brokerage of eight surveyed by Bloomberg News that has anything but a buy on the region’s equities Il rimbalzo in Eurozona delle ultime due sedute è la occasione perfetta: per rivalutare la vostra esposizione, chiedervi su quali fattori, fondamentali, tecnici, di trend, quelli che volete,  poggia la vostra scelta. E soprattutto valutare il rischio che avete in portafoglio, ora che avete toccato con mano quale è il down side, il rischio, a 30 giorni di quegli assets. Che cosa vi aspettate, dall’equity Eurozona, nella seconda parte del 2015? [importante per:  equity  (Eurozona)].
3.    Grecia: scommettere sull’accordo.  Ognuno può vederla come vuole, in politica: la nostra opinione è che si è andati troppo oltre, per credere in un accordo che vada al di là della facciata. Vogliamo sottolineare anche che le cifre in questione sono molto, ma molto più grandi dei 7 miliardi che vanno in scadenza  in luglio, come vedete nella tabella sotto [importante per: equity, obbligazioni e valute  (globale)].
4.    Shanghai: prosegue il rimbalzo. Le misure della Banca Centrale riportano l’indice di Shanghai verso i 4000 punti: ma resta altissima la volatilità, e quindi la settimana prossima potrà succedere di tutto [importante per:  equity, valute ed obbligazioni (globale)].

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L’OPERATIVITA'
Utili USA: la stagione delle trimestrali.
Da ieri si è aperta, negli USA, la stagione degli utili  per il secondo trimestre del 2015: ieri via abbiamo accennato alla “recessione degli utili” negli USA, e vi abbiamo evidenziato che il mercato è diventato ogni trimestre sempre più caro. Oggi il P/E sugli utili già realizzati è vicino a 20 (negli USA ed anche in Eurozona), e sul piano operativo questo è un fattore importante di rischio per tutti gli investitori. Oggi vediamo la “recessione degli utili” in maggiore dettaglio. Qui sotto vedete quale è l’utile per azione, calcolato per l’indice S&P 500, realizzato (fino al primo trimestre 2015) e previsto (dal secondo trimestre 2015 fino al secondo trimestre 2016). Come vedete con chiarezza, sia nel trimestre precedente, sia in quello corrente e nel prossimo, gli analisti prevedono un calo significativo degli utili per azione (nonostante i buybacks, ovvero il riacquisto di azioni proprie, che riduce il numero di azioni in circolazione). Vediamo sul piano operativo che cosa implica questo fatto: vuole dire che le vostre posizioni equity, anche se i prezzi non salgono, diventeranno ancora più care, e quindi più rischiose. Ma perché allora molti suggeriscono di aumentare l’equity? La ragione di facciata la vedete nel grafico: vi viene detto (viene detto a tutti) che ci sarà una ripresa degli utili molto marcata, a partire dall’ultimo trimestre 2015. Ma su cosa si basa questa previsione? Forse su una ripresa dell’economia oltre il 3%? Perché quella, certamente, non ci sarà: lo diceva ieri lo FMI. E questo è un punto molto forte, operativamente, per il vostro risk management.

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L'ANALISI
Economia USA: cosa è che non va? 
Ieri il Fondo Monetario Internazionale ha tagliato, e per la seconda volta, le stime di crescita per gli USA nel 2015 e nel 2016. Nella stessa giornata, un sondaggio di Bloomberg ha mostrato che la quasi totalità degli economisti ritiene che neppure una uscita dalla Grecia dall’euro potrebbe condizionare la Fed e fare spostare nel tempo il primo rialzo dei tassi. Che secondo questi economisti è pressoché certo per settembre 2015. Non si tratta di un argomento accademico: da questo dipende una buona parte dei risultati dei vostri investimenti nei prossimi sei mesi (molto più che dalla Grecia). Per questo, abbiamo dedicato sia mercoledì sia ieri questa pagina (L’analisi) all’argomento. Spiegando che i tassi ufficiali di interesse sono la principale leva con cui la Fed può spingere sull’acceleratore, nel caso di un problema per l’economia. E quindi che, mantenendoli a zero, la Fed si priva di uno strumento importantissimo: se domani si presentasse un problema, come una recessione, la Fed non disporrebbe della leva dei tassi per sostenere il ciclo. Riteniamo perciò molto probabile che il primo rialzo arrivi comunque tra settembre ed ottobre: i soli dati che potrebbero modificare l’orientamento di questa Fed, sono la disoccupazione (primo grafico sotto) e l’inflazione attesa come risulta dalle aspettative del mercato obbligazionario (secondo grafico sotto). Tra luglio ed agosto, è necessario fare attenzione a queste due variabili, e noi a Recce’d lo faremo per voi.

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