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Grecia, prosegue la partita a scacchi

Grecia. Come era prevedibile, non soltanto 48 ore sono passate senza che fosse raggiunto un accordo, ma ieri è emerso che il governo greco non aveva neppure una proposta pronta da presentare ai creditori, contrariamente a quanto Varoufakis aveva dichiarato prima del referendum.

di Redazione Soldionline 8 lug 2015 ore 12:28

A cura di Intesa Sanpaolo S.p.A.

Grecia. Come era prevedibile, non soltanto 48 ore sono passate senza che fosse raggiunto un accordo, ma ieri è emerso che il governo greco non  aveva neppure una proposta pronta da presentare ai creditori, contrariamente a quanto Varoufakis aveva dichiarato prima del referendum.

La conclusione del doppio confronto di ieri, emersa nella serata, è la seguente:

1. La Grecia presenterà una domanda per un prestito ESM, sostenuta giovedì da una proposta articolata. Quest'ultima dovrebbe essere basata sul documento respinto in giugno dal governo di Atene, con opportune modifiche che tengano conto del deterioramento nel frattempo intervenuto nella situazione fiscale.

2. La BCE manterrà fino a domenica l'ELA, che però sarà ritirata in assenza di un accordo entro domenica.

3. Sabato 11 si terrà una riunione dell'Eurogruppo per valutare se le proposte di Atene sono soddisfacenti. Domenica 12, il Consiglio Europeo (non un Euro Summit) si riunirà per la decisione finale.

grecia-debito_1Il governo greco avrebbe mostrato una disponibilità ad accettare condizioni più pesanti di quelle respinte a giugno, e che aveva chiesto agli elettori di rigettare; avrebbe rinunciato a ottenere subito una ristrutturazione del debito. Se non fosse così, il negoziato sarebbe finito subito. Tuttavia, non si può dare per scontato che la disponibilità si traduca in azione: più volte negli ultimi mesi Tsipras ha cambiato idea nel momento in cui è tornato ad Atene e si è confrontato con il partito, che include una robusta fazione favorevole all’abbandono dell’unione monetaria.

Se entro domenica non fosse raggiunto un accordo, lunedì scatterebbe il piano Grexit, con l'introduzione di una moneta parallela in Grecia, la sospensione dell’ELA e il distacco delle banche greche da TARGET2. Il rischio rimane altissimo, in quanto la Grecia si troverà sostanzialmente a smentire, a distanza di pochi giorni, il mandato chiesto e ottenuto agli elettori con il voto di domenica. Inoltre, esiste un gruppo di paesi profondamente irritato con la Grecia e poco disposto a compromessi, che potrebbe ancora sabotare l’accordo se il governo greco tenterà ancora di ottenere allentamenti delle condizioni.

Se le misure proposte fossero convincenti, invece, la Grecia potrebbe ottenere in tempi rapidi 7 miliardi per coprire le prossime scadenze (in particolare, i 3,5 miliardi di rimborsi obbligazionari del 20 luglio), non si sa in quale forma tecnica; successivamente, partirebbe un programma pluriennale di assistenza finanziaria, sostenuto da un prestito ESM il cui ammontare dipenderà dalla durata, dalle proiezioni economiche di riferimento e dagli obiettivi fiscali (probabilmente gli stessi che le parti avevano concordato prima del referendum). Su un arco di cinque anni, sarebbero probabilmente necessari finanziamenti per 50-60 miliardi di euro, assumendo però che gli obiettivi di saldo primario siano rispettati.

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