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Grecia: l'accordo di ieri non è un accordo

Secondo molti commentatori l’accordo di ieri sulla Grecia non è un accordo ma solo un modo per allungare ancora i tempi e continuare nella trattativa. Nulla è risolto

di Redazione Soldionline 14 lug 2015 ore 10:06

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO
1. Oggi JP Morgan e Wells Fargo  L’indice S&P 500 è tornato ieri alla soglia psicologica di 2100 punti, spinto dalle notizie sulla Grecia. I test di questo recupero saranno due: da un lato il dato per le vendite al dettaglio di oggi (ne parliamo nella sezione “L’analisi”) e dall’altro i dati trimestrali delle banche, oggi, domani e giovedì [importante per:  equity  (globale)].

2. Grecia: ha senso parlare di accordo?   Il giudizio che leggete questa mattina sia sul Financial Times, sia sul Wall Street Journal, sia su Bloomberg, è unanime: l’accordo di ieri non è un accordo, è solo un modo per allungare ancora i tempi e continuare nella “trattativa”. Nulla è risolto, e la sensazione (sgradevole) è che sia in corso il tentativo di vendere (a noi, gli investitori finali) un bel “pacchetto tutto compreso”: come certi tour vacanze, che poi però quando arrivi non trovi l’aereo. La reazione delle Borse nel breve termine è molto forte, ma l’incertezza non è diminuita e quindi la volatilità resterà elevata in entrambe le direzioni [importante per: equity, obbligazioni e valute  (Eurozona)].

grecia2_23. La BCE di giovedì  Abbiamo segnalato più di una volta in questo Bollettino che il problema di maggiore peso, per la Grecia, sono le banche: ieri è stata fatta una ipotesi di un aumento di capitale, per il settore nel suo insieme, di 25 miliardi di euro, che a sua volta consentirebbe poi alla BCE di aumentare i finanziamenti ELA. Come vedete nel grafico che segue, già a fine aprile i finanziamenti BCE alle banche greche erano pari a quelli del 2012, e nei tre mesi successivi questo tetto è stato superato. Oggi di fatto le banche in Grecia sono di proprietà della BCE, un fatto che pone seri problemi per l’intero sistema bancario in Eurozona: diventa interessante, a questo punto, capire che cosa dirà Draghi giovedì  [importante per:  equity  (Eurozona)].

4. Shanghai: prosegue il rimbalzo? Alle sette in Europa l’indice di Shanghai sta testando quota 4000 punti: la volatilità ieri ed oggi si è ridotta, ma molti commenti parlano di una calma temporanea [importante per:  equity, valute ed obbligazioni (globale)].

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L’OPERATIVITA'
Utili USA: la stagione delle trimestrali  
Oggi, alle 13 europee circa, vedremo i primi dati trimestrali importanti, con JP Morgan e Wells Fargo. L’impatto sul settore bancario, e più in generale sul mercato azionario USA, saranno importanti: l’indice S&P 500 nella sostanza è fermo da sei mesi, e proprio queste trimestrali potrebbero dare una direzione per il secondo semestre. Sul piano operativo, quello che farà muovere i prezzi sarà la differenza tra le aspettative degli analisti e i risultati comunicati dalle Società: nel grafico qui sotto, vi facciamo vedere che cosa è successo nei trimestri precedenti. Ci sono due dati forti che emergono con evidenza dal grafico: il primo è la generale tendenza verso il basso, che porta il dato di crescita degli utili sotto zero fin dallo scorso trimestre (la linea blu); il secondo dato è che per tre volte (le linee rossa, nera e blu) gli analisti hanno abbassato molto le loro stime per le trimestrali, in modo da avere poi lo spazio per una (modesta) sorpresa positivi al momento dell’annuncio. Lo vedete bene dal comportamento delle tre linee, che fanno “uno scalino” al momento in cui i dati vengono comunicati. Questo artificio ha riportato a zero il dato per la crescita degli utili nel primo trimestre (da un -5% atteso) ma per il secondo trimestre è previsto un tasso di crescita negativo del 7% che resterà negativo anche se ci fosse quel solito “scalino”.

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L'ANALISI
Economia USA: cosa è che non va?
  La Fed andrà avanti con il rialzo dei tassi USA, anche se l’economia ha visibilmente rallentato il ritmo di crescita (come ci ha detto il FMI solo giovedì scorso). Non si tratta di un argomento accademico: da questo dipende una buona parte dei risultati dei vostri investimenti nei prossimi sei mesi (molto più che dalla Grecia). Tra luglio ed agosto, questo sarà il principale market mover: sarà necessario quindi fare attenzione a tutte variabili collegate a questo argomento, a cominciare dalle vendite al dettaglio ed all’ingrosso. Oggi in particolare esce negli USA il dato per le vendite al dettaglio, e per valutarne l’impatto sui mercati è necessario ritornare ad un altro dato, uscito la settimana scorsa, che riguarda le vendite all’ingrosso negli USA: il grafico qui sotto vi mostra che le vendite dei grossisti registrano un calo del 6% (la riga verde) mentre il livello delle scorte continua a crescere del 5% (la riga blu). E’ un dato che ha fatto molto discutere gli operatori, perché soltanto in due occasioni (2009, e prima nel 2002) si era registrato un calo così marcato delle vendite all’ingrosso. Il dato è importante perché anticipa una (potenziale) debolezza delle vendite al dettaglio, e quindi della spesa delle famiglie. Oggi vedremo.

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