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Grecia: incapaci di mettersi d'accordo. Pure sul disaccordo

Come scriveva ieri sera il sito del WSJ; in Europa non sono capaci di mettersi d’accordo neppure sul disaccordo. Aspettiamoci nelle prossime giornate una altalena di emozioni

di Redazione Soldionline 28 mag 2015 ore 09:22

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO
1.     Grecia: accordo sul disaccordo
.   Come scriveva ieri sera il sito del WSJ; in Europa non sono capaci di mettersi d’accordo neppure sul disaccordo. Aspettiamoci nelle prossime giornate una altalena di emozioni.
grecia7_1Dall’incontro di Dresda potrà uscire qualsiasi esito. Il rialzo di ieri degli indici di Borsa è un’eccellente occasione per rivalutare le proprie posizioni in equity: ne parliamo nella sezione che segue (L’operatività) ed anche nel nostro Blog sul sito [importante per: equity, valute ed obbligazioni (Giappone)].

2.     Asia: la settimana del Giappone.  Il dato per le vendite al dettaglio è un ulteriore conferma della debolezza crescente dell’economia del Giappone: il dato mese su mese è di fatto invariato (il dato anno su anno invece è distorto dal’introduzione, nel 2014, della tassa sui consumi). Attenzione ai dati importantissimi di domani mattina: produzione industriale, inflazione ed altri. Lo yen stamattina (123,70) resta ai minimi da otto anni verso USD: ricordate che molti, in Giappone, non sono favorevoli a un deprezzamento ulteriore della valuta (inclusa la Confindustria locale) [importante per: equity, valute ed obbligazioni (Giappone)].

3.     Dollaro USA e Borsa. Il Nasdaq batte tutti ieri, nella giornata in cui si fanno le prove per il ritorno al “risk on”: ma colpisce soprattutto il dollaro USA che contro l’euro non guadagna terreno, e resta a 1,0930 stamattina in Asia. Sullo sfondo, la questione dei tassi ufficiali (Treasury decennale di nuovo a 2,15%) e quindi sarà utile utile rileggere, ancora una volta, le parole di Yellen venerdì scorso: "For this reason, if the economy continues to improve as I expect, I think it will be appropriate at some point this year to take the initial step to raise the federal funds rate target and begin the process of normalizing monetary policy." Se guardiamo ai prezzi dei contratti future (grafico in basso) oggi il mercato prezza un rialzo ad ottobre come probabile più del 50%, e entro dicembre al 100% e questo nonostante una forte correzione al ribasso, nei primi cinque mesi dell’anno, delle stime per la crescita del GDP USA nel 2015 [importante per: valuta ed obbligazioni(USA)].

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L'OPERATIVITA'
Equity: dove va la Borsa di New York? Questa settimana lavoriamo sulla Borsa di New York, che non è solo la più grande del mondo ma che è anche quella che dà la direzione alle Borse del Vecchio Continente: Milano o Francoforte non potranno conservare i guadagno messi a segno tra gennaio ed oggi, se per caso la Borsa di New York dovesse scendere del 10%. Della Borsa di Milano,  che da più di due mesi si è bloccata in un range ristretto in cui nessuno vende ma nessuno compra, abbiamo scritto ieri nel Blog del nostro sito: qui restiamo però con l’attenzione su New York. Ieri abbiamo visto che la media delle previsioni per il secondo trimestre (Q2) degli utili dell’indice S&P 500 è negativa, in misura del 4,4%. Abbiamo sottolineato poi che questa stessa media, solo il 31 marzo scorso, er ancora a -2,2%. Oggi proseguiremo con i dati per il fatturato, per chiudere domani con le indicazioni operative sull’equity USA. Nella tabella qui sotto potete leggere che, a venerdì scorso, la media delle stime per la variazione del fatturato delle Società dello S&P 500 è in calo, del 4,5%, nel secondo trimestre 2015, il trimestre in corso. Il dato è peggiorato rispetto al 31 marzo, quando il calo era previsto al 3,7%. Anche qui, come per gli utili, i settori per cui si prevede una variazione negativa sono quattro: energia e materie di base, e poi industriali ed utilities. Da notare il fatto che, a differenza degli utili, le revenues della tecnologia sono viste ancora in aumento, del 2,4% nel trimestre.

q2-2015

 

L'ANALISI
Sembra tanto di rivedere il 2011.
Abbiamo lavorato, a partire da lunedì scorso, su una frase dei Verbali della Fed, frase che spiegava che le speranze di vedere una crescita più elevate nei prossimi mesi sono legate a quattro fattori, e precisamente la stagionalità, i bassi tassi di interesse, la fiducia dei consumatori e l’inflazione bassa. Per orientare al meglio le nostre scelte di portafoglio, vogliamo avere le idee chiare su questi quattro fattori: ed oggi ci occupiamo della fiducia dei consumatori, mettendo a confronto dato nazionale USA (primo grafico sotto) e dato dell’Università del Michigan (secondo grafico sotto). I due grafici ci aiutano a leggere le più recenti statistiche sulla fiducia, mettendole in una prospettiva storica più lunga: nel primo grado, vedete che l’indice generale del Conference Board ha recuperato dai minimi del 2998 ma resta, ad oggi, al di sotto dei livelli del 2007 e soprattutto del 1999, mentre nel secondo grafico la fiducia del Michigan (che molti giudicano più significativa) si attesta oggi ai medesimi livelli del 2008, ma anche in questo caso ben al di sotto della soglia di 100. I due grafici ci dicono che l’economia degli Stati Uniti, pur presentando oggi un dato per la disoccupazione ben al di sotto del 6%, non sta crescendo in modo rapido: questi grafici spiegano le delusioni a ripetizione che sono arrivati dai dati per le vendite al dettaglio.

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