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Gli effetti dei nuovi stimoli monetari sui Btp

I titoli di stato italiani sono stati tra i maggiori beneficiari del cambio di rotta della BCE. Lo spread tra Btp e bund con scadenza a 10 anni è sceso dagli oltre 280 punti di inizio giugno fino a 200 punti

di Redazione Soldionline 12 lug 2019 ore 09:58

L'ipotesi avanzata dal numero uno della BCE, Mario Draghi, di attivare un nuovo Quantitative Easing ha fornito sostegno alle obbligazioni periferiche, le più penalizzate nei mesi precedenti dalla possibilità di una politica più restrittiva.

I titoli di stato italiani sono stati tra i maggiori beneficiari del cambio di rotta della BCE. Lo spread tra Btp e bund con scadenza a 10 anni è sceso dagli oltre 280 punti di inizio giugno fino a 200 punti; parallelamente il rendimento del Btp decennale si è ridotto dal 2,7% all'1,75%.

Nel contributo seguente Mohammed Kazmi - macro strategist e portfolio manager di Union Bancaire Privée - fornisce un'analisi dettagliata sulle prospettive dei titoli di stato europei, focalizzando l'attenzione sui Btp.

 

rendimento-btpIl presidente della BCE Draghi al forum di Sintra ha aperto la porta ad un ulteriore allentamento. Per non essere da meno, la Federal Reserve sembra convalidare il cambiamento delle aspettative di mercato per i tagli dei tassi di quest'anno. Riteniamo che al momento sia la Fed che la BCE abbiamo poco margine di manovra per stimolare l’economia, con diverse incertezze incrociate che pesano sulle prospettive delle due banche centrali che difficilmente si dissiperanno nel breve termine. In questo contesto, riteniamo che i titoli di Stato potrebbero continuare a performare, soprattutto in assenza di pressioni inflazionistiche.

Tuttavia, riteniamo che i movimenti della curva dei rendimenti statunitense e di quella europea non saranno necessariamente gli stessi. In particolare, prevediamo che l’estremità anteriore della curva dei tassi USA continuerà a sovraperformare, in quanto riteniamo che il suo irripidimento continuerà poiché c’è la possibilità che il mercato cominci a prezzare un ciclo completo di taglio dei tassi da parte della Fed invece che solo pochi tagli, se i dati non si dovessero stabilizzare. In Europa, al contrario, riteniamo che la parte finale della curva dei rendimenti potrebbe trarre vantaggio da questa situazione, in quanto la BCE non ha lo stesso margine di manovra per tagliare i tassi, che sono già negativi. Ne consegue che per fornire ulteriori stimoli per cercare di alimentare le pressioni inflazionistiche, la BCE potrebbe dover ricorrere a un nuovo programma di acquisto di asset, che appunto andrebbe ad avvantaggiare maggiormente la parte finale della curva.

Le aspettative di un'altra tornata di QE della BCE hanno anche fornito sostegno alle obbligazioni periferiche. In particolare, gli spread dei BTP italiani si sono notevolmente ridotti dal discorso di Draghi, visto che i titoli sovrani italiani sono stati storicamente uno dei principali beneficiari di tale stimolo e che sul mercato uno dei temi principali è la ricerca del rendimento, per il quale i BTP offrono ancora valore. Ciò è particolarmente vero in considerazione del fatto che le preoccupazioni a breve termine sul bilancio italiano sembrano essersi attenuate, in quanto i rischi di una procedura per i disavanzi eccessivi annunciata sono stati ridotti, almeno nel periodo estivo, offrendo agli investitori una finestra di opportunità per recuperare il portafoglio. 

 

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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