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Giapponesizzazione: crescita e inflazione

Dove guardare, se non al Giappone, che da ben 20 anni si trascina in una situazione che è di zero inflazione, zero crescita economica, zero rendimenti delle obbligazioni?

di Valter Buffo 19 mar 2019 ore 10:04

Commento giornaliero di recce-d.com

 

giappone_9La riunione di oggi e domani del Board della Federal Reserve riaccende tutti i riflettori sul ruolo delle Banche Centrali: nel nostro contributo di ieri, abbiamo portato all’attenzione dei lettori il fatto che le Banche Centrali di Occidente hanno finito le munizioni, che evidentemente oggi hanno paura (di una recessione, oppure di una nuova fase di forte turbolenza sui mercati) e che questo le costringere ad andare alla ricerca di nuovi strumenti, che poi significa di nuove modalità di intervento.

E quindi, dove guardare, se non al Giappone, che da ben 20 anni si trascina in una situazione che è di zero inflazione, zero crescita economica, zero rendimenti delle obbligazioni? Oggi quindi giudichiamo appropriato approfondire proprio le scelte della Banca del Giappone (e le sue conseguenze per i mercati finanziari), e vi proponiamo di leggere con noi un estratto che abbiamo selezionato, e che poi più in basso commentiamo per voi.

Many of the underlying problems confronting the BOJ -- slowing growth, tepid wage increases, lackluster productivity gains and aging populations -- are becoming more pronounced in other developed economies. This increases the likelihood of more drawn out stimulus, pushing others down the same road as Japan. “When Japan first confronted the problem of very low inflation, monetary economists pooh-poohed the problem, saying there was an easy fix,” said Raghuram Rajan, former governor of the Reserve Bank of India and now a professor at the University of Chicago. “After confronting the same issue in their own countries and showing an inability to deal with it, there seems to be a general consensus that the problem is harder.” Its latest experiment in yield-curve control involves pinning short-term borrowing costs at minus 0.1 percent and holding long-term rates around zero percent by operations in the bond market. (…) for the BOJ, which has already swallowed up 43 percent of Japanese government bonds, this tool has actually let it slow the pace of purchases and extend the life of stimulus. Its huge holdings of JGBs relative to other investors now allow it to guide rates with relative comfort. (…) JGB traders aren’t faring much better either. Trading volumes have fallen dramatically in the bond market, which no longer serves Japan as an arbiter of economic risk, and jobs in the industry are declining. Years of low interest rates have also meant cheap loans are keeping unproductive companies alive, slowing efforts to revitalize the economy.

Sono tre i passaggi che abbiamo messo in evidenza:

  • quello che dice che molti dei problemi che condizionano le scelte della BoJ oggi sono evidenti anche nelle altre Economie Sviluppate
  • il fatto che almeno fino a pochi anni fa si credeva che il problema della bassa inflazione fosse semplice da risolvere
  • le implicazioni della politica della BoJ per il mercato dei Titoli di Stato, con volumi scambiati ridotti allo zero, ed il 43% del debito pubblico già oggi nelle mani della Banca Centrale giapponese

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Fonte: BBG

 

Nel daily dedicato ai Clienti, The Morning Brief, di oggi 19 marzo 2019, abbiamo trattato i seguenti temi:

  1. La fase di oscillazione dell’indice S&P 500 intorno a quota 2820 anticipa una nuova impennata di volatilità in Borsa: ne abbiamo scritto nel Blog durante il weekend
  2. La sterlina rimane forte a 1,3300 contro dollaro USA in attesa di ascoltare Carney giovedì
  3. Oggi si riunisce la Federal Reserve
  4. SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana sul piano operativo ci occupiamo dell’impatto delle aspettative di inflazione sui prezzi degli asset finanziari
  5. SEZIONE L'ANALISI    il tema della nostra Analisi sarà questa settimana l’inflazione: è davvero un problema del passato?

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