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Giappone e Cina: cambio e bilancia commerciale

La Cina riapre dopo una settimana, interviene sul cambio dello yuan, e lo riporta sui livelli di fine 2015. Lo yen si indebolisce e Tokyo mette a segno un rimbalzo spettacolare

di Redazione Soldionline 15 feb 2016 ore 09:11

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO

1.     Giappone e Cina: cambio e bilancia commerciale
. La Cina riapre dopo una settimana interviene sul cambio dello yuan, e lo riporta sui livelli di fine 2015. Lo yen si indebolisce fino a 114 contro USD e la Borsa di Tokyo mette a segno un rimbalzo spettacolare: non è questa la fine della crisi, ma è di sicuro una pausa (di cui abbiamo già scritto nel Blog). La Borsa di Shanghai alle sette italiane è piatta, e i dati per la bilancia commerciale cinese sono molto più deboli del previsto.  [importante per: equity, obbligazioni e valute (globale)].

2.     Oggi Festività negli USA mentre in Europa parla Draghi. La giornata di oggi darà segnata da due fatti: gli USA sono chiusi per Festività (President’s Day); mentre in Eurozona l’intervento di Draghi a Bruxelles sarà probabilmente il primo della nuova era, quella che va oltre le “politiche monetarie non convenzionali”, politiche che hanno fallito: una nuova era per le Banche Centrali che abbiamo commentato, con maggiore dettaglio, nel nostro Blog. [importante per: equity, obbligazioni e valute (globale)].

3.     Borse europee: cosa fare dopo il rimbalzo?  Il problema per la gestione dei portafogli in titoli, e specie per quelli in Fondi, è decidere cosa fare DOPO il rimbalzo, che prima o poi arriverà. Alcuni consigli li abbiamo scritti nel Blog   [importante per: equity, obbligazioni e valute (globale)].

4.     Dollaro USA e Yellen. Il dato di venerdì scorso per le vendite al dettaglio è stato una sorpresa positiva: associato a quello di sette giorni prima per l’occupazione, allontana il timore della “parola con la R” di cui per due settimane abbiamo scritto nella nostra terza sezione (L’analisi) ma allo stesso tempo complica la vita di Yellen sui tassi ufficiali di interesse  (grafico qui sotto) [importante per: equity , obbligazioni e valute (globale)].

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L’OPERATIVITA'
Borse impazzite, a che cosa aggrapparsi?  
  Anche stamattina, il rialzo del 7% di Tokyo ci ricorda che siamo in una fase di folle volatilità. In queste fasi, molti investitori vengono abbandonati: chi fino a pochi giorni prima si rendeva presente (con telefonate oppure visite) per spingere questo o quel prodotto, questo o quel Fondo, ora sparisce e non si fa trovare, oppure rimanda l’incontro a “tempi migliori”. Recce’d si mette al fianco del Cliente ogni giorno, e lo aiuta ad interpretare, tempestivamente, tutte le notizie e le informazioni: e quindi non scappa neppure di fronte alla volatilità folle di questi giorni. Ci sono due suggerimenti che oggi ci sentiamo di dare agli investitori che dal 2015 sono ancora LONG in Borsa: se volete capire dove andranno i vostri investimenti 1) guardate prima a quello che succede alla Borsa di New York e 2) guardate ai dati e mai ai titoli dei giornali. Sul piano operativo, quindi, parleremo questa settimana della Borsa che sta al centro del mondo, quella di New York, e guarderemo ai dati, cominciando da quelli del grafico qui in basso, che commenteremo poi domani mattina. A sinistra e con la riga verde vedete il valore dell’indice S&P 500, mentre a destra e con la riga blu seguite quale è stato, nel tempo, il valore previsto per l’utile per azione sul medesimo indice S&P 500.

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L'ANALISI
Recce’d, come crediamo anche molti altri, è stata molto colpita dalle parole del Presidente del Consiglio, pronunciate venerdì scorso: parole che arrivano dopo una serie di interventi nei quali si diceva che "Non ci facciamo dettare la linea da Bruxelles". Ma ora si è alzato il tiro e si prende di mira tutta quanta la politica economica dell’Unione, e soprattutto quella di Draghi.
 
"L'Europa in tutto questo tempo ha pensato un po' troppo alle banche e poco alle famiglie, io vorrei un'Europa un po' più sociale". L'Europa, secondo il presidente del Consiglio, in questi anni ha sbagliato politica economica. "Guardiamo cosa hanno fatto gli Stati Uniti - dice il premier -. Il mio obiettivo non è avere più flessibilità per l'Italia: oggi serve qualcosa di più delle regole di Bruxelles e tutti dobbiamo farcene carico. L'austerità non è solo risparmio ma è pensare che si possa fare a meno della crescita e degli investimenti e che l'unico modello è rigore e budget. Bisogna far ripartire la crescita".
 
In questa parole c’è molto, di importante, per noi investitori perché qui si legge una “messa in discussione” di tutto l’impianto di politica economica degli ultimi otto anni, incluso anche il QE di Draghi che come tutti sanno è subordinato e vincolato alle “politiche di austerità”: in caso contrario, infatti, si potrebbe accusare la BCE di aggirare, nei fatti, il vincolo al finanziamento della spesa pubblica degli Stati membri. Questo nuovo atteggiamento del Presidente del Consiglio italiano è lo specchio che alcuni vincoli hanno cominciato a stringere troppo: in parallelo, come si vede sotto, i mercati finanziari sono tornati a penalizzare i cosiddetti “periferici”, a cui sarà dedicata questa settimana la sezione “L’analisi”.

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