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Giappone: dove è nata la crisi?

Non esploderà forse subito perché Abe ha ancora qualche cartuccia da sparare e potenzialmente è ben più grave di quella che interessò la Cina nell’agosto 2015. Ecco da dove nasce la pericolosa crisi del Giappone

di Redazione Soldionline 8 apr 2016 ore 09:01

Commento giornaliero di www.recce-d.com

Ieri nel nostro contributo a SoldiOnline abbiamo esaminato alcuni aspetti della crisi che arriva dal Giappone. Abbiamo detto che non esploderà forse subito (Abe ha ancora qualche cartuccia da sparare) e abbiamo aggiunto che potenzialmente è ben più grave di quella che interessò la Cina nell’agosto 2015. Oggi cerchiamo da chiarire da dove è nata questa fortissima tensione. Secondo molti commentatori, il responsabile principale sarebbe la politica dei tassi di interesse ufficiali negativi, che è stata introdotta da poco e che ha prodotto gli effetti opposti a quelli che erano stati annunciati dalla stessa Bank of Japan. In particolare, il rafforzamento dello yen, che ieri ha toccato un nuovo livello massimo a 18 mesi contro dollaro USA,  ha demolito la credibilità di Abe e Kuroda: come si potrà ancora, nei prossimi mesi, credere ai loro annunci? Il problema del Giappone ha implicazioni pesanti anche per tutto il resto del pianeta: è molto difficile, per le Bnache Centrali, spiegare il forte apprezzamento della valuta visto che tutti i Titoli di Stato emessi dal Giappone oggi offrono, scadenza, un rendimento che è negativo. Ma è soprattutto sul piano dell’economia reale che l’imbarazzo è più grande: come può apprezzarsi la valuta di un Paese in recessione ormai da anni? Forse la spiegazione potrebbe essere trovata nella deflazione, ovvero nel calo dell’indice dei prezzi al consumo, che aumenta in termini reali il potere di acquisto dello yen (primo grafico qui sotto). Ma non può certo spiegare un rialzo di questa ampiezza (oltre il 10% in meno di tre mesi, come vedete nel secondo grafico qui sotto). Rialzo che, va sottolineato, è andato contro le aspettative dell’intero mercato (tranne qualcuno): il “consenso”, che è la media delle previsioni fatte dagli analisti di quelle famose banche globali di cui abbiamo parlato molte volte, era addirittura a 123 per giugno, e 125 per fine 2016. Di sicuro, c’è soltanto il fatto che questa vicenda mette fine a un’epoca, ad una fase di fiducia smisurata nelle misure di “quantitative easing” e nella politica conosciuta come Abenomics. Tutto il resto, è stato rimesso in gioco e dovremo seguire gli sviluppi della vicenda settimana per settimana.
 
CONCLUSIONE    Che il Giappone fosse una bomba sul punto di esplodere, era chiaro già da mesi e forse anni. Era indispensabile accorgersene prima. Oggi è inutile dilungarsi sui problemi del Giappone: per noi investitori adesso è decisivo capire quali mosse rimangono ad Abe e Kuroda nel breve termine. Perché qualche cosa saranno obbligati ad inventare. 

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GLI ALTRI TEMI che avranno oggi un visibile impatto sui mercati li trattiamo nel nostro The Morning Brief (disponibile dalle ore 8,00 per i Clienti e attraverso la nostra app). Ecco una sintesi per punti:

1.     Lo Yen e le Borse. La rottura di 108 ieri nel pomeriggio ha fatto scendere gli indici di Borsa, nonostante il fatto che il petrolio abbia tenuto il livello di 38$ sul Nymex
2.     Allora che fanno? Intervengono? Oppure non intervengono?    Il mercato testa anche stamattina Kuroda e Abe: perché non fanno nulla? Quali problemi ci nascondono?
3.     Guardiamo oltre Milano.   Ieri accanimento di vendite sui bancari di Milano: nei momenti di tensione, chi soffre di più è il più fragile (come diceva anche Draghi qualche giorno fa)
4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana il tema operativo è la gestione dinamica del portafoglio in un contesto che resta ad elevata volatilità, con incertezze fondamentali che anziché diminuire aumentano ogni settimana
5.     SEZIONE L'ANALISI 
questa settimana i nostri lettori insieme a noi esamineranno alcuni dei principali meccanismi di mercato: ovvero come si passa dai dati e dalle notizie al cambiamento dei prezzi sui mercati finanziari

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