NAVIGA IL SITO

Giappone: ci sono opportunità?

Nei prossimi giorni vedremo se la mossa della Bank of Japan di portare i tassi sotto zero creerà nuove opportunità per chi investe, sul piano operativo, sia nello stesso Giappone oppure sulla sua valuta

di Redazione Soldionline 2 feb 2016 ore 09:21

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO

1.     Il dollaro dove va?
Nel pomeriggio di ieri, ha fatto paura in Europa la risalita del’euro, verso 1,1000 contro USD nonostante un continuo di dichiarazioni dalla BCE (ieri Draghi e anche Coeure) con il solito messaggio del “siamo pronti a tutto”. Il fatto è che oggi “tutti sono pronti a tutto”, e quindi la frase ha perso di impatto sui mercati [importante per: equity , obbligazioni e valute (globale)].
2.     Rallenta la Cina, rallenta l’Eurozona, rallentano gli USA. Ieri mattina, è arrivato un segnale di debolezza per la crescita economica sia dalla Cina (PMI ai minimi degli ultimi tre anni) sia dalla Eurozona (in calo anche qui il PMI). Poi nel pomeriggio l’indice ISM dagli Stati Uniti, che è decisamente più significativo dei sondaggi PMI, ha messo il sigillo sulla fase di difficoltà in cui si trova l’economia USA, un fatto confermato anche dai dati di ieri per i consumi (PCE) che come si vede molto bene nel grafico sotto (la parte in blu) risultano a crescita zero in due dei tre ultimi mesi [importante per: equity, obbligazioni e valute  (globale)].
3.     Petrolio sale o scende? Questa mattina in Asia viene trattato di nuovo vicino ai 30 $ dai 35$ che si erano visti (per poco) la settimana scorsa   [importante per: equity , obbligazioni e valute (globale)].
4.     I risultati di questa settimana: Alphabet (Google) chiude la Tecnologia. Ieri abbiamo offerto, nella sezione dedicate alla Operatività, un quadro riassuntivo. Approfondimenti sul settore saranno dedicati ai Clienti [importante per: equity, obbligazioni e valute  (globale)].

personal-income-outlay


L’OPERATIVITA'

Giappone: ci sono opportunità? Sono stati scritti moltissimi commenti sulla mossa della Bank of Japan, che ha sorpreso un po’ tutti venerdì scorso portando sotto zero i tassi che remunerano la liquidità delle banche depositata presso la Banca Centrale. Una mossa che, come vedete sotto, era già stata adottata da altre Banche Centrali: con quali risultati, non stiamo a scriverlo qui perché tutti lo avete visto in particolare in Eurozona, dove oggi più di mille miliardi di obbligazioni in circolazione offre un rendimento a scadenza inferiore allo zero, ma allo stesso tempo dove continuano ad uscire dati (da ultimo venerdì i dati per il credito alle imprese, +0,3% sugli ultimi 12 mesi) che raccontano di un’economia che non cresce se non a ritmi molto bassi, nonostante uno stimolo che non ha precedenti. Ma torniamo al Giappone: nei prossimi giorni, vedremo se la mossa della BoJ crea nuove opportunità per chi investe, sul piano operativo, sia nello stesso Giappone (la Borsa, oppure le obbligazioni, oppure la valuta contro euro). Oggi ci limitiamo ad osservare che se prendiamo ad esempio l’Eurozona nel 2015 il cambio tra euro e dollaro è rimasto, in buona sostanza invariato (1,0900 oggi), mentre sulle obbligazioni abbiamo visto che i rendimenti e quindi i prezzi dei Titoli di Stato sono nella sostanza rimasti invariati, e le Borse ad oggi sono ai livelli del gennaio 2015. Sulle obbligazioni high yield, ad oggi, chi ha investito un anno fa ci perde.

central-bank

L'ANALISI
Ancora quella parola con la “R”
. Ieri mattina il Financial Times raccontava, in prima pagina, che gli economisti attribuiscono alla possibilità di recessione negli Stati Uniti una probabilità del 20% nel 2016. Ci sono anche altri pareri, naturalmente: come quelli che dicono che in giro c’è un eccesso di pessimismo: ed accusano chi “guarda solo ai dati negativi e non a quelli positivi”. Noi non siamo né siamo mai stati tra gli ottimisti e neppure coi pessimisti, e ci fermiamo ai dati. Il GDP della settimana scorsa (0,7% annualizzato) non era un buon dato, e non lo era neppure ieri il dato per la spesa per consumi PCE e ancora meno l’indice ISM manifatturiero, che resta a 48 punti. E per essere estremamente chiari, non solo i dati più recenti a segnalare la debolezza dell’economia: alcuni segnali erano evidenti già alla metà del 2015 (e noi di Recce’d siamo tra i pochi ad averli sottolineati con regolarità). Nel primo dei due grafici, potete vedere che lungo tutti il 2015 gli ordini per i beni durevoli USA hanno fatto segnare una serie di dati di crescita negativi; mentre nel secondo grafico potete vedere che la produzione industriale a inizio 2015 cresceva a un ritmo del 4% l’anno, ma a fine anno il tasso di crescita si era ridotto allo 1% sui 12 mesi.

new-orders-drop

recced

Tutte le ultime su: recced , giappone
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.