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FMI e lo specchietto retrovisore

A chi segue i mercati ogni giorno, con attenzione e professionalità, è noto da tempo il fatto che le Istituzioni Sovranazionali come Fondo Monetario, OCSE e Banca Mondiale, spesso pubblicano le loro previsioni … guardando all’indietro.

di Redazione Soldionline 14 apr 2016 ore 09:17

Commento giornaliero di www.recce-d.com

A chi segue i mercati ogni giorno, con attenzione e professionalità, è noto da tempo il fatto che le Istituzioni Sovranazionali come Fondo Monetario, OCSE e Banca Mondiale, spesso pubblicano le loro previsioni … guardando all’indietro. Le previsioni aggiornate del Fondo Monetario pubblicate martedì scorso, 12 aprile, sembrano non sfuggire a questa tradizione: il timore di una recessione globale, che a gennaio ha provocato un crollo dei mercati finanziari, si è riflesso nella revisione al ribasso delle stime di crescita del FMI di aprile. Peccato che, nel frattempo, le cose si siano modificate, come potete vedere bene anche dall’andamento dei mercati finanziari. I dati macroeconomici di febbraio e marzo sono risultati se non positivi, tutti meno negativi del previsto. Leggere il resoconto di quanto afferma il Fondo Monetario oggi risulta stridente, se apriamo la finestra e guardiamo a quello che ci dicono i mercati finanziari:
 
The IMF has downgraded its outlook for global growth in 2016 from 3.4pc to 3.2pc in its latest World Economic Outlook. Maurice Obstfeld, the Fund’s chief economist, said the performance of the world economy had been “too slow for too long” and the IMF is concerned that the prolonged period of lacklustre output is having a “scarring effect”. The downgrade, the latest in a series of progressively more pessimistic assessments, suggests global growth risks dipping dangerously close to the 3pc level  some economists believe constitutes a global recession. It may be the IMF’s spring meeting but it looks like the world remains in hibernation. (…) the IMF is worried that the global economy’s pulse is weak and thready. It has increased its expectations of a recession in almost every region in the world, with a 20pc chance of a contraction in the US this year and a roughly 35pc chance of one in the eurozone. The IMF’s top economist said the world economy faces the risk of “going into doldrums that could be politically perilous” raising the possibility of the last, long economic winter seamlessly merging with the next.
 
Nel primo dei due grafici sotto, potete vedere quali sono, secondo il FMI, le probabilità di recessione per le diverse aree economiche, a cui fa cenno anche il brano che noi abbiamo citato. Nel secondo grafico invece potete constatare quanti errori di previsione ha fatto il FMI, e curiosamente tutti dallo stesso lato: un eccessivo ottimismo. Forse il tono, estremamente cauto per non dire negativa, del Bollettino di aprile, è stato condizionato proprio da questa serie di esperienze negative. E forse anche questa volta la realtà li ha colti in controtempo?
 
CONCLUSIONE    Non sarà il mercato finanziario a dare la direzione all’economia reale, che resta in una fase di rallentamento (secondo grafico qui sotto) ma di certo va sottolineato che è bene guardare ai mercati della Cina come un fattore che in questa fase non ha un epso negativo. 

probability-of-recession
imf-revision

GLI ALTRI TEMI che avranno oggi un visibile impatto sui mercati li trattiamo nel nostro The Morning Brief (disponibile dalle ore 7,00 per i Clienti e attraverso la nostra app). Ecco una sintesi per punti:

1.     Come si spiega un rally inaspettato?   Parte tutto dalle valute. Ieri abbiamo visto uno yen che risale sopra 109, e un euro che scende di nuovo sotto 1,1300 contro dollaro. E da qui poi è partito tutto
2.     Borse: un rialzo globale che continua.   S&P 500 vicino ai massimi assoluti ieri, e stamattina in Asia Tokyo recupera un altro 3% grazie allo yen che risale verso 110 contro USD
3.     Inflazione  nel mondo.  Oggi i dati di Eurozona ed USA ci diranno se qualcosa sta cambiando a livello globale: e quindi che senso hanno un rendimento decennale del Treasury sotto lo 1,80% e un rendimento del Bund decennale allo 0,15%
4.     SEZIONE L'OPERATIVITA'    questa settimana il tema operativo è l’Italia: questo perché alcuni segnali ci fanno temere un ritorno del tema “rischio Italia” sui mercati internazionali (che si manifesta anche nella volatilità estrema della Borsa)
5.     SEZIONE L'ANALISI  questa settimana i nostri Clienti ricevono attraverso il Bollettino quotidiano una serie di dati che li aiuteranno ad interpretare i risultati trimestrali che da lunedì scorso vengono pubblicati negli Stati Uniti

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