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Fed, possibile taglio dei tassi a luglio

Le decisioni del FOMC della Fed di ieri sera, e le parole del presidente Jerome Powell, hanno innescato una serie di rialzi tra i mercati. Cosa aspettarsi dei prossimi mesi?

di Redazione Soldionline 20 giu 2019 ore 16:26

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Le decisioni del FOMC della Fed di ieri sera, e la successiva uscita pubblica del presidente della banca centrale americana Jerome Powell, hanno innescato una serie di rialzi tra i mercati azionari. La Federal Reserve ha lasciato intendere che nei prossimi mesi ci sarà spazio per politiche monetarie più accomodanti. Ne ha scritto Keith Wade, Chief Economist e Strategist di Schroders.

Secondo l'esperto è probabile che a luglio vi sia un taglio dei tassi preventivo, per supportare l'economia nel caso in cui dovessero materializzarsi dei rischi. Ma la mossa non sarebbe l'unica, nei prossimi mesi. Ci potrebbe essere un altro taglio a settembre.

Ecco il report dell'esperto:

 

La Fed ha lasciato invariati i tassi nel meeting di giugno, ma si sta orientando nella direzione di politiche più accomodanti. Riteniamo probabile che a luglio vi sia un taglio dei tassi ‘preventivo’, così chiamato perché si tratta di una mossa volta a supportare l’economia in caso dovessero materializzarsi rischi di ribasso.

La Fed non ha cambiato le sue previsioni di crescita e si aspetta ancora un’inflazione vicina al target, ma ha menzionato un aumento delle incertezze sull’outlook. Inoltre, l’equilibrio interno alla Commissione si è spostato in una direzione più ‘colomba’: infatti, le proiezioni hanno rivelato che 8 membri al momento sarebbero favorevoli abbassare i tassi quest’anno, con un commissario che punterebbe a un taglio immediato di 25 punti base. Viceversa, vi sono otto membri che non vogliono cambiamenti, mentre uno ha votato per un rialzo di 25 punti base.

 

A questo punto ci aspettiamo che la Fed esegua un taglio di 25 punti base a luglio. Ciò è in linea con il commento del Presidente Powell durante la conferenza stampa: ‘prevenire è meglio che curare’.

È possibile che i dati migliorino da qui a luglio, ma ciò sembra improbabile, in quanto ci aspettiamo che i numeri del secondo trimestre restino deboli, dato che le imprese hanno tagliato le scorte e le spese in conto capitale. Potremmo anche assistere a un esito favorevole dell’incontro tra Trump e Xi al G20, ma il rischio di ulteriori dazi rimarrà elevato, vista la distanza tra le due parti su questioni come la proprietà intellettuale e la tecnologia. La mossa di luglio potrebbe pertanto essere seguita da un ulteriore taglio a settembre.


Guardando oltre, l’allentamento dipenderà dall’efficacia o meno dei tagli di Powell nel ripristinare la fiducia e la spesa nel settore corporate. Ciò potrebbe dipendere tanto dal Presidente, quanto dalla Fed, poiché la fiducia è cruciale in questa fase del ciclo economico.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
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