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Fed, non esiste più la Bernanke put

C’è una frase di grande significato nelle parole di Yellen di ieri, che ci aiuta a capire proprio come sta cambiando e cambierà la politica monetaria della Federal Reserve

di Redazione Soldionline 18 giu 2015 ore 09:31

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO
1.    Yellen: la reazione immediata
. I mercati ieri sera hanno dimostrato che c’era ancora la paura di un rialzo a giugno: in particolare il dollaro è sceso a 1,1400 contro euro (punta come dicevamo il 1,2000 di inizio 2014), e il Treasury decennale, che stamattina tratta addirittura al 2,27% di rendimento dopo che ieri in mattinata (nel grafico in basso) era salito al 2,37% [importante per:  equity, valute ed obbligazioni (globale)].
2.    Yellen: il messaggio.  Il messaggio che è uscito dalla riunione di ieri, però, è che la Fed i tassi li alzerà comunque: l’obiettivo di Yellen è la “normalizzazione” e non il rilancio della crescita al 4% (che secondo la Fed è impedito da problemi strutturali, e non di congiuntura economica). Meno che mai Yellen si propone di dare una spinta ai mercati finanziari [importante per:  equity, valute ed obbligazioni (USA)].
3.    Attenzione alle valute: lo yen. Come era prevedibile la reazione immediate più significativa è arrivata dalle valute, con il dollaro che contro euro tocca nuovi minimi di periodo: e tuttavia vi segnaliamo ancora una volta il rischio yen. Lo yen, che contro USD stamattina tratta a 123, è una valuta alla deriva che nessuno più controllo, a causa della scarsa efficacia del QE in Giappone e della conseguente perdita di credibilità di Abe e di Kuroda. A questo si aggiungono i problemi dell’economia: oltre al gigantesco debito pubblico, c’è anche la congiuntura che continua a peggiorare. Ieri mattina, i dati di bilancia commerciale erano disastrosi: le importazioni sono in calo del 9% circa, mentre le esportazioni crescono solo del 2,4% a fronte di un calo del 20% della valuta. Il saldo è decisamente negativo. E sono molti a temere che in Asia si scateni a breve una vera e propria “Guerra delle valute” [importante per:  equity, valute ed obbligazioni (globale)].
4.    Grecia: oggi Eurogruppo. Le parole di Tsipras ieri confermano quello che andiamo dicendo da due mesi: la decisione fu presa tempo fa. In Eurozona orma tutto è pronto, l’Eurogruppo potrebbe ratificare oggi la chiusura della fase di negoziato [importante per: equity, valute ed obbligazioni (Eurozona)].

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L'OPERATIVITA'
La posizione operativa sulla Borsa USA
.  La riunione della Fed ha lasciato indifferente la Borsa di New York, che dall’inizio dell’anno oscilla intorno allo zero di performance: quali fattori la faranno uscire da questo trading range sempre più stretto? Lunedì abbiamo scritto dei dati fondamentali, poi nei due giorni successivi ci siamo dedicati ai fattori di analisi tecnica ed ai market internals: l’obiettivo è quello di chiarire la posizione operativa di Recce’d sulla Borsa di New York. Tra i market internals uno dei più utilizzati è la forza relativa: e nei due grafici qui sotto vi facciamo vedere la forza relativa dell’indice USA contro il resto del mondo, che nelle ultime settimane è salita in modo notevole (ed ha evitatato alle Borse di Eurozona circa un 10% di ribasso), mentre nel secondo grafico vedete la forza relativa delle small caps, i titoli a bassa capitalizzazione, contro le large caps, o blue chips, che invece è scesa da 0,30 a 0,18 in maggio. Il secondo dato conferma ciò che dicevamo ieri, cioè che questa ultima fase ha visto gli ordini di acquisto concentrarsi su pochi titoli.  Proseguiremo domani.

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L'ANALISI

Come camberà la politica monetaria?  C’è una frase di grande significato nelle parole di Yellen di ieri, frase che ci aiuta a capire proprio come sta cambiando e cambierà nelle prossime settimane e mesi la politica monetaria della Federal Reserve (e quindi anche della BoJ e della BCE). Yellen dice:
“We can only do what is in our power to attempt to minimize needless volatility that could have repercussions for other countries or financial stability more generally and that is to attempt to communicate as clearly as we can about our policy decisions, what they will depend on and what we are looking at. We will be responding to incoming data. We have tried to make that clear. And I think it is clear that the market is also responding to incoming data and you can see that in daily market reactions to surprises in the economic data.”
La frase è forte, perché chiarisce a tutti gli operatori, e quindi a noi investitori, che non esiste più la Bernanke put, ovvero quella promessa di eterno supporto ai mercati che è stata la caratteristica principale dell’atteggiamento di Bernanke. Non esiste più quella benevolenza senza limiti, sulla base della quale molti hanno creduto (sbagliandosi) che i mercati potessero solo salire. In queste parole, Yellen ricorda il Draghi di pochi giorni fa, quando disse che i mercati devono preparasi a una fase di maggiore volatilità. Da qui noi investitori dobbiamo ripartire, guardando in avanti e a quella “normalizzazione” che è il primo obiettivo dichiarato di questa Federal Reserve. Normalizzazione che ha come obiettivo non tanto la manovra dei tassi ufficiali, quanto il problema che è evidente nel grafico qui sotto.

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