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Fed: come cambierà la politica monetaria?

La Federal Reserve, che oggi si riunisce, dovrà affrontare il problema della crescita che non arriva mai, con le stime per il 2015 che ad oggi si aggirano sullo 1,5%

di Redazione Soldionline 17 giu 2015 ore 10:22

Commento giornaliero di www.recce-d.com

I TEMI DEL GIORNO

1.    Salvati da Wall Street
.  Ancora una volta, ieri le Borse europee sono state “prese per i capelli” dopo le 13 europee dagli operatori USA, che comperavano futures sull’indice S&P 500. Abbiamo già scritto ieri che questa anomalia è spiegata da due fattori: la Fed che secondo il mercato userà un tono “dovish”,  e la debolezza del dollaro USA. Attenzione al fatto che per le Borse di Eurozona la “ciambella di salvataggio” dagli USA è un’arma a doppio taglio: si può stimare che la Borsa USA abbia evitato a quelle di Eurozona un ribasso in misura del 5% ed il 10% nell’ultimo mese. Che succederà il giorno che New York scende? Oggi, ad esempio, sarà una di quelle sedute “senza rete”: perché nessuno vende prima che la Fed parli, ma che succederà dopo? Leggete della Borsa USA anche nella sezione che segue, dedicata al’operatività [importante per:  Borse (globale)].
2.    Attenzione alle valute.  Dollaro USA sempre in attesa a 1,1300 circa. Abbiamo scritto lunedì ed anche ieri che è possibile a breve un aumento della volatilità (spike) nel comparto valutario, che potrebbe prendere spunto dalla Grecia, ma con la Grecia c’entra per nulla. Attenzione invece alla reazione alle parole di Yellen stasera alle 20,30 europee [importante per:  valute (globale)].
3.    Grecia: ci si prepara.  Le Autorità europee fanno arrivare alla stampa la voce di un vertice straordinario per la Grecia: chiedetevi a questo punto, che cosa potrebbe decidere? La sola alternativa alla rottura è dare alla Grecia ciò che la Grecia chiede: ed in quel caso, si aprirebbero subito altri problemi in Eurozona [importante per: equity, valute ed obbligazioni (Eurozona)].
4.    Fed e crescita. La Federal Reserve, che oggi si riunisce, dovrà affrontare il problema della crescita che non arriva mai, con le stime per il 2015 che ad oggi si aggirano sullo 1,5%. Anche quest’anno, come nei tre anni precedenti le previsioni della stessa Fed (colonna in blu del grafico qui sotto) risulteranno sbagliate perché troppo ottimiste (colonna di colore arancio) [importante per:  equity ed obbligazioni (USA)].

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L'OPERATIVITA'
La posizione operativa sulla Borsa USA.  Anche nella seduta di ieri, abbiamo constatato che le Borse in Europa prendono la loro direzione dalla Borsa USA, almeno dalle 12 europee in avanti. Per questo, continuiamo a costruire le basi per la nostra posizione operativa: ieri abbiamo visto le regolarità storiche, ovvero la frequenza delle “correzioni” (tema di cui in questa primavera si parla sui mercati ogni giorno). Oggi ci dedichiamo ad una altro indicatore, uno dei cosiddetti “market internals” che cercano di cogliere le tendenze profonde del mercato attraverso una scomposizione dei movimenti al suo interno. La “breadth”, ovvero l’ampiezza, può essere misurata in più di un modo: nel grafico sotto (la parte bassa) vediamo che la “breadth” intesa come percentuale di titoli sopra la media mobile a 200 giorni all’inizio del 2013 (ovvero all’inizio di questa fase anomala di rialzo senza “correzioni”) sfiorava il 95%: in altre parole, il prezzo del 95% dei titoli nell’indice S&P 500 era sopra la sua media a 200 giorni. Oggi, quella percentuale si è dimezzata: siamo al 57%. Vuole dire che si è ristretto, notevolmente, il numero di titoli sui quali si concentrano gli acquisti: il mercato è più selettivo, o meglio più concentrato su alcuni titoli. Molti hanno evidenziato questo cambiamento di recente, ad esempio UBS: “Since May last year we see fewer stocks hitting new highs and fewer stocks trading above their 200-day moving average, which mirrors increasing selectivity, as evidence of a maturing bull cycle and leading indicator for an important top,”. Proseguiremo domani

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L'ANALISI
Come camberà la politica monetaria? 
Abbiamo visto ieri il “dot plot”, che oggi verrà fornito dalla Fed nella versione aggiornata e rivista. Si tratta delle previsioni dei membri del Board sui tassi ufficiali USA: per noi investitori, capire a che cosa guardano questi signori quando elaborano queste previsioni è un elemento chiave per fare performance. Quali sono i temi più forti oggi, sul tavolo della Fed? Che cosa potrebbe fare pendere da una parte oppure dall’altra la bilancia della scelta? Vi offriamo un elenco molto sintetico qui sotto.

1.    Il peso del dato del primo trimestre sul 2015 (stagionalità): la stessa Fed si divide al suo interno nella valutazione del calo del GDP nel primo trimstre 2015. La Fed di San Francisco ha pubblicato di recente uno studio (“The Puzzle of Weak First-Quarter GDP,” reperibile in rete) che attribuisce questo calo a fattori stagionali, mentre la Fed di New York ha pubblicato un altro studio (“The Myth of First-Quarter Residual Seasonality,” reperibile in rete) che dice il contrario, e attribuisce il calo al clima particolarmente freddo. Resta che questo dato ha reso di fatto irraggiungibile l’obiettivo annuale del 3%.
2.    L’inflazione e i salari.  Nel grafico sotto vediamo la dinamica recente dello ECI, che è l’indice che misura il costo del lavoro per le imprese. Come si vede, questo dato è uno dei pochi, negli USA, che è tornato ai livelli pre-crisi (2008), ed è un indice a cui la Fed attribuisce grande importanza.
3.    Come valutare la disoccupazione al 5,5%? Il mercato del lavoro è cambiato, molte persone sono uscite dalla forza-lavoro (non cercano più un lavoro), e secondo qualche membro della Fed il tasso “naturale” di disoccupazione per questo sarebbe sceso al 4,3% 
4.    La produttività in calo e la crescita di medio lungo termine. Il calo della produttività nel primo trimestre 2015 è stato molto ampio, e si tratta del secondo calo consecutivo. Dati come questo spiegano perché la stessa Fed ha ridotto la crescita potenziale dell’economia USA, che nel 2011 era stimata tra 2,5% e 2,8% e che oggi sta, sempre secondo la Fed, tra il 2% ed il 2,3%.

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