NAVIGA IL SITO

FED, ci sarà il rialzo dei tassi entro la fine del 2016?

Gli esperti di IntesaSanpaolo prevedono un rialzo a metà dicembre e tassi fermi per un paio di trimestri a metà 2017 (a meno di sorprese dall’inflazione)

di Edoardo Fagnani 22 set 2016 ore 11:00

Come nelle attese, nella riunione di ieri, la FED non ha modificato i tassi di interesse. Il saggio di riferimento si è confermato in un intervallo compreso tra lo 0,25% e lo 0,5%.
La decisione, tuttavia, non è stata univoca. La risoluzione è stata presa con il voto favorevole di sette componenti e il voto contrario di tre membri, che auspicavano un incremento dei tassi. Tuttavia, la Banca Centrale Statunitense ha precisato che i motivi per un incremento dei tassi si sono rafforzati; di conseguenza, non è escluso un aumento dei tassi di interesse prima della fine del 2016.
Gli analisti di IntesaSanapolo sono della stessa idea, come spiegano nell'analisi seguente.

La riunione del FOMC si è conclusa con tassi fermi e con indicazioni di un probabile rialzo entro fine anno. Dietro a questo esito, scontato dai mercati, emergono segnali di un acceso dibattito. La decisione di mantenere i tassi fermi ha avuto il dissenso di ben tre votanti (George, Mester, Rosengren) che avrebbero voluto tassi più alti già ora: è probabile che dai verbali emerga un dissenso diffuso anche fra i non votanti. Il Comitato è spaccato, ma la decisione di mantenere i tassi fermi è stata certamente supportata dalla mancanza di urgenza per il proseguimento del processo di normalizzazione: l’economia appare in una sorta di stato stazionario, con crescita vicina al potenziale, mercato del lavoro al pieno impiego e inflazione in graduale rialzo verso l’obiettivo della banca centrale. Come ha detto Yellen, citando il testo del comunicato, il caso per un rialzo è più forte, ma il Comitato ha deciso di “aspettare per il momento per un continuo progresso verso i nostri obiettivi”

fed_12I verbali, tra tre settimane, daranno il quadro del dissenso e maggiori informazioni sulle prospettive per il prossimo rialzo. Dal grafico a punti appare comunque una solida maggioranza per tassi più alti entro fine 2016: a fronte di 3 punti a favore di tassi fermi per tutto il 2016 (probabilmente Brainard, Evans e Kashkari), c’è una solida concentrazione di opinioni a favore di un rialzo (10 punti), e un gruppo (4 punti) a favore di due o tre rialzi. Il sentiero successivo è molto disperso e promette proseguimento dell’incertezza dal messaggio del Comitato. L’unico punto fermo sembra essere la forte maggioranza a favore di una previsione di ulteriori rialzi nei prossimi anni, se pure a un ritmo incerto. Tuttavia, la guidance della Fed è diventata estremamente inaffidabile. Per le prossime riunioni, riteniamo probabile che il rialzo sia attuato a dicembre, a meno di informazioni particolarmente sorprendenti dai dati. La riunione di inizio novembre è a ridosso delle elezioni e aggiungere volatilità a un voto già così difficile sembra improbabile, soprattutto in assenza di urgenza dallo scenario macro. Pertanto la previsione è per un rialzo a metà dicembre e tassi fermi per un paio di trimestri a metà 2017, a meno di sorprese verso l’alto dall’inflazione.

La titolarità dell'analisi che qui riportiamo è dell'autore della stessa, e l'editore - che ospita questo commento - non si assume nessuna responsabilità per il suo contenuto e per le finalità per cui il lettore lo utilizzerà.
Tutte le ultime su: fed , tassi interesse
Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.