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Per l'Europa uno scenario da incubo

Lo dice Maurice Obstfeld, capo economista del fondo Monetario Internazionale in una intervista rilasciata ad AFP Radio. Politica interna, migranti e mal di pancia britannici tra le cause principali

di Marco Delugan 11 nov 2015 ore 16:20

Solo pochi mesi di lavoro, e i problemi sono già una pila di carte sulla scrivania di Maurice Obstfeld, da settembre nuovo capo economista del fondo Monetario Internazionale.

E soprattutto per l'Europa, secondo Obstfeld, i prossimi potrebbero essere anni difficili: per questioni di politica interna, per la crisi dei migranti e per la minaccia di uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea, tutte cose che potrebbero far indietreggiare il progetto di integrazione economica e politica. E con questo anche la forza dell'economia.

Il tutto in un contesto di rallentamento della crescita globale. E con il possibile rialzo del tasso di riferimento Usa che pone sfide dal risultato difficilmente prevedibile alle economie di tutto il mondo.

Uno scenario da incubo, così lo ha definito Obstfeld.

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Obstfeld ne ha parlato in una intervista rilasciata ad AFP Radio, di cui Businessinsider riporta alcuni brani.

europa5Secondo Obstfeld, i passi fin'ora svolti dall'Unione europea verso una sempre maggiore integrazione economica e politica potrebbero venir almeno in parte vanificati da tre cose: l'opposizione politica all'euro e alle misure di austerità che sta emergendo in molti paesi; la crisi dei rifugiati che potrebbe mettere in forse l'apertura dei confini e la libertà di movimento dei lavoratori; e il rischio di una prossima uscita della Gran Bretagna dalla Ue che indebolirebbe ulteriormente un'economia già in non ottima salute.

Il rallentamento dell'economia globale è già in atto, mentre il rialzo dei tassi Fed non è stato ancora realizzato.

Su quest'ultimo punto Obstfeld ritiene cha la Fed farebbe meglio ad attendere ancora un po' prima di rialzare i tassi di interesse, soprattutto in un momento in cui altre banche centrali, come quella giapponese e quella europea, hanno invece ancora la necessità di ampliare l'acquisto di titoli pubblici e abbassare i tassi di riferimento. Un rialzo che comunque porrà nuove sfide alle economie del mondo, sfide di cui in questo momento non è possibile prevedere il risultato.

Insomma, tempi molto incerti per l'Europa, e non in chiave positiva.

E sullo sfondo di tutto questo, nell'intervista ad AFP Radio Obstfeld sottolinea l'esistenza di un altro problema di lungo periodo che potrà davvero pesare sulla vita e sull'economia di molti stati. E cioè i cambiamenti climatici e disastri ambientali che potranno conseguirne.

Il cambiamento climatico è una delle più importanti sfide economiche del futuro. L'aumento della temperatura riduce l'efficienza, e i disastri climatici possono distruggere capacità produttiva.

E aggiunge:

I paesi devono capire che si tratta di un problema di azione collettiva.

Un'azione che dovrà focalizzarsi su due strumenti: la definizioni di nuovi limiti per le emissioni tossiche, e in particolare quelle legate alla produzione del carbone, e una tassazione che incentivi la riduzione delle stesse.

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