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E se la Germania avesse ragione? I dilemmi di Draghi

Draghi ha dichiarato che il percorso per il raggiungimento del target previsto di inflazione richiederà più tempo del previsto. Il cammino a dire il vero si rivela molto tortuoso

di Redazione Soldionline 22 apr 2016 ore 11:14

A cura di Yann Quelenn analista di Swissquote
 
La riunione della Bce di ieri si è rivelata come ci si attendeva un non-evento. Nessun cambiamento di politica monetaria annunciato, la conferenza stampa successiva alla decisione della banca centrale europea è risultata nient’altro che un puro intervento verbale destinato a rinsaldare la fiducia nella politica monetaria della BCE.
Il Presidente Draghi ha controribattuto alle recenti critiche espresse da parte del governo tedesco sostenendo che esse sono dovute semplicemente ad un ritardo nel dispiegamento degli effetti di politica monetaria e che pertanto occorrono nuove misure espansionistiche. Noi invece siamo del parere opposto e crediamo che i dubbi tedeschi siano più che legittimi e che sia arrivato il momento di mettere sul tavolo e valutare l’efficacia complessiva dell’intera politica monetaria europea.

LEGGI ANCHE: BCE: il discorso di Draghi del 21 aprile 2016           

mario-draghi_1Draghi ha dichiarato che il percorso per il raggiungimento del target previsto di inflazione richiederà più tempo del previsto. Il cammino a dire il vero si rivela molto tortuoso dal momento che il Presidente della Bce ha confessato che i livelli di inflazione potrebbero anche entrare in territorio negativo prima di ritornare ai livelli agognati. E’ un modo per dirci che non dobbiamo aspettarci alcun risultato quest’anno? Draghi sta sicuramente cercando di conservare la fiducia dei mercati nonostante sia molto probabile che ci troveremo a fare i conti con risultati negativi nel breve e medio termine.

Un altro dilemma che ha affrontato il numero uno della BCE è stato quello di riuscire nell’arduo bilanciamento di mantenere la fiducia sul proprio operato da un lato senza tuttavia rinunciare all’occasione di aggiungere  qualche cenno ribassista sulla moneta unica. Infatti, se avesse esacerbato le preoccupazioni legate alle previsioni economiche europee specialmente in caso di Brexit, avrebbe indubbiamente contribuito a svalutare l’euro ma avrebbe altresì anche creato molta più volatilità minando alla base la fiducia nelle politiche monetarie della Bce. Ecco perchè non si è spinto molto in là e ha evitato di annunciare ulteriori misure di espansione di politica monetaria. Nessun Helicopter Money al momento. Il risultato che ha ottenuto è quello di essere riuscito a limitare le preoccupazioni sull’effettiva efficacia delle azioni intraprese in campo di crescita dell’economia e dell’inflazione. La credibilità della BCE è dunque ancora al sicuro, ma per quanto ancora?

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